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Comunicare l'identità

Comunicare l'identità /

Lavinia Furlani

Che cosa è l'identità di un vino? Di una azienda? Di un terrirorio? Come costruire e comunicare la nostra identità?



mercoledi 22 febbraio

I termini chiave della compravendita internazionale?

Nicola Baù, esperto di contrattualistica internazionale.


I termini chiave della compravendita internazionale?
Nello scorso articolo abbiamo trattato l’importanza del contratto internazionale e di quanto questo strumento, spesso sottovalutato, possa rivelarsi un prezioso alleato per prevenire eventuali vertenze con i partner internazionali e per definire le "regole del gioco” di entrambe le parti.
Se le vendite domestiche sono regolate dal Codice Civile, le vendite e in generale il commercio internazionali sono regolati per molti aspetti dalla Convenzione di Vienna del 1980 sulla vendita internazionale di beni mobili. Pertanto nello stipulare un contratto di compravendita o di fornitura, bisogna prestare attenzione ad una serie di aspetti fondamentali, in gran parte disciplinati proprio dalla Convenzione di Vienna. Chiariamo insieme alcuni punti chiave:

Garanzia sul bene: il Codice Civile prevede una garanzia minima di un anno, mentre per la Convenzione di Vienna la garanzia minima è di due anni. Tuttavia, nei singoli contratti, le parti possono concordare periodi di garanzia diversi (o addirittura, nel caso di vendite B2B, escluderla del tutto). Nel caso di un bene come il vino è caldamente consigliato definire bene sia la durata sia i rimedi previsti dalla garanzia.

Garanzia di pagamento: anche in questo caso, considerati i rischi connessi ad un eventuale recupero del credito nei confronti di un debitore straniero, è opportuno negoziare e prevedere con chiarezza nel contratto delle forme di garanzia dei pagamenti.

Riserva di proprietà (in inglese "retention of title"): questa è una clausola contrattuale di enorme importanza, in forza della quale la proprietà del bene oggetto di compravendita passa all'acquirente (ad es. l'importatore o il distributore) solo a seguito del totale pagamento del prezzo. Ad esempio, ove vantiate un credito - magari ingente - nei confronti di un vostro distributore e questi venga dichiarato fallito, in forza della riserva di proprietà, il curatore fallimentare avrà l'obbligo di restituirvi la merce a magazzino da voi fornita, che potrete quindi allocare presso un nuovo distributore. Tuttavia, occorre considerare che la riserva di proprietà è difficilmente opponibile a terzi, ovvero ad eventuali acquirenti del vostro distributore (infatti l'opponibilità ai terzi è soggetta a particolari formalità pubblicitarie che variano da paese a paese). In questi casi, il più delle volte il bene non può più essere recuperato.

Penale per il ritardo: può essere commisurata su ciascun giorno di ritardo oppure prevista in misura fissa una tantum. Bisogna notare bene che la penale deve essere congrua, in quanto quantificazione anticipata e concordata tra le parti dell'eventuale futuro danno. Laddove la penale sia stata concordata in misura manifestamente eccessiva a fini deterrenti, in molti ordinamenti, quali ad es. l'Inghilterra, non potrà essere ridotta ad equità - come avviene in Italia - ma la clausola dovrà ritenersi del tutto nulla.

Termini di consegna: a livello internazionale, per regolamentare i termini di consegna si fa spesso riferimento ai codici Incoterms® (o "International Commercial Terms"), elaborati dalla Camera di Commercio Internazionale e rivisti in media ogni dieci anni. Generalmente si pensa che il termine più favorevole per il venditore sia il termine "Ex Works" (in italiano "franco fabbrica" e spesso abbreviato in "EXW"), secondo il quale la consegna avviene nel momento in cui il venditore comunica all'acquirente che la merce è pronta per la consegna in magazzino; da quel momento in poi sarà onere dell'acquirente procedere con il ritiro. Tuttavia sono molti i rischi legati al termine EXW.
Ad esempio, secondo l'EXW il documento di trasporto dovrebbe essere compilato a cura dell'acquirente - che potrebbe quindi omettere di consegnarne una copia al venditore - così come a carico dell'acquirente sono anche tutte le operazioni doganali di esportazione. Il delegare all'acquirente operazioni che dovrebbero rimanere sotto il controllo del venditore, può esporre quest'ultimo a dei rischi (ad es. relativamente all'escussione di una lettera di credito). Pertanto, in molti casi potrebbe essere più opportuno sostituire il termine EXW col termine FCA (in italiano "franco vettore"), secondo il quale è il venditore a caricare i beni sul vettore oppure consegnare gli stessi presso il magazzino dello spedizioniere, provvedendo, a cura e spese dello stesso venditore, agli adempimenti relativi alle operazioni doganali di esportazione.

Condizioni generali di vendita: sono clausole contrattuali predisposte unilateralmente da una delle due parti e hanno lo scopo di regolare i rapporti in assenza di accordi specifici. In base alla già citata Convenzione di Vienna, nel caso di vendite internazionali B2B le condizioni generali di vendita possono ritenersi valide e vincolanti a condizione che siano state rese conoscibili all'acquirente, senza necessità di alcuna sottoscrizione o addirittura "doppia sottoscrizione", come prevede in molti casi il codice civile italiano. Il venditore può rendere conoscibili le sue condizioni generali di vendita pubblicandole sul proprio sito e su tutti i documenti che vengono utilizzati per le operazioni commerciali.
In tal modo, soprattutto se il rapporto procede da un periodo di tempo relativamente lungo, sarà difficile per l'acquirente contestare l'applicabilità di una o più clausole contenute nelle condizioni generali di vendita. Le condizioni vengono quindi applicate di fatto.
In base allo stesso principio, qualsiasi rapporto commerciale che inizi a seguito della negoziazione di un contratto sostanzialmente accettato, anche se mai formalmente sottoscritto, deve ritenersi soggetto alla condizioni contenute nel testo del contratto negoziato.
Nicola Baù, avvocato esperto di contrattualistica internazionale

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