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WineMeridian
mercoledi 24 maggio 2017 logo winemeridian.com
Italian daily news for key players and wine lovers


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L'esperto risponde

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Uno staff di esperti
al tuo servizio

Wine Meridian ha messo insieme un gruppo di figure professionali competenti nei vari ambiti del management aziendale e in particolare nella gestione dei processi di internazionalizzazione.

Puoi trovare risposte concrete alle tue diverse problematiche e potrai tu stesso chiedere loro consigli e suggerimenti scrivendo a:

redazione@winemeridian.com


Michela Colasante

Interprete di trattativa e traduttrice freelance. Collabora con le PMI nel loro processo di internazionalizzazione, offrendo servizi linguistici e formazione business nelle lingue inglese e spagnolo. Specializzata nella comunicazione in lingua del settore agroalimentare e vitivinicolo. Coniuga la conoscenza delle lingue straniere e le competenze interculturali ad una formazione in ambito economico e di marketing. Ha un'esperienza decennale come export manager presso aziende del settore chimico.

Lorenzo Taddei

E' avvocato dal 1998, abilitato al patrocinio in Cassazione. Da sempre appassionato di cibo e vino ha ottenuto il Master Breve in Diritto Alimentare e Legislazione Vitivinicola. Tra i settori dove ha maturato una particolare specializzazione anche la responsabilità sanitaria, il diritto vitivinicolo ed il diritto alimentare. Sposato con Caterina, ha due figlie, è interessato a tutte le attività all'aria aperta: è apneista, appassionato di montagna, escursionismo, scialpinismo.

Fabio Bigolin

Enologo, 52 anni. Dapprima ha lavorato in grandi realtà enologiche (Giv, Unione Cantine Sociali di Modena) e frequentato i laboratori di analisi sensoriale a Grass in Francia. Nel 2000 inizia la libera professione, maturando esperienze in tutta Italia. Ma è a Verona che nasce l’amore per la viticoltura Biologica e Biodinamica. In Francia è consulente per l'azienda Chateau de L’Escarelle. Dal 2006 inizia una collaborazione con enologi francesi della “scuola” dello Champagne.

Paolo Errico

Imprenditore e manager, classe 1964. Dopo aver acquisito esperienze decennali nel campo delle telecomunicazioni, decide di dar vita a realtà tutte sue. CEO Maxfone: azienda che sviluppa servizi di cloud computing, analisi di mercato, sviluppo strategico e piani editoriali e che in poco tempo si attesta tra i leader del settore. Dal 2011 è presente in Confindustria, per cui ricopre, da giugno 2015, il ruolo di presidente del Comitato Piccola Industria Verona.

Fabio Tavazzani

Dopo la laurea ha conseguito il Master in Gestione d’azienda alla SDA Bocconi ed ha operato per oltre 20 anni come consulente e formatore in ambito gestionale  nelle aree marketing, vendite, pianificazione e controllo di gestione. E’specializzato nella creazione di Piani strategici, Business model e Business plan. Ormai dedicato alle aziende agroalimentari, ha messo al servizio delle aziende vitivinicole metodologie, abilità ed esperienze acquisite in settori diversificati.

Francesco Avella

Dottore commercialista e revisore contabile, con esperienza decennale nella consulenza fiscale e nel contenzioso. È specializzato in fiscalità internazionale, con un master LL.M. in Diritto tributario internazionale e comparato conseguito presso la Wirtschaftsuniversität di Vienna, ed è membro della International Fiscal Association. Scrive e parla correntemente inglese e unisce alla professione il continuo aggiornamento e approfondimento, pubblicando articoli su riviste specialistiche.

Andrea Pozzan

Laureato in Filosofia a Padova con successivo Master semestrale in Gestione delle Risorse Umane, 47 anni. Dopo aver contribuito alla fondazione e allo sviluppo di una importante società vicentina di Ricerca e Selezione del personale, opera come executive recruiter e consulente per la valorizzazione delle Risorse Umane attraverso Competenze in rete srl. Dal 1995 segue importanti aziende vitivinicole nella ricerca e selezione di manager e tecnici.

Lavinia Furlani

Che cosa è l'identità di un vino? Di una azienda? Di un terrirorio? Come costruire e comunicare la nostra identità?


martedi 23 maggio

“Tipicità e qualità” fanno rima con “alta cucina”

L’intervista a Marino Braccu, Sommelier e General Manager del ristorante tristellato 8½ Otto e Mezzo BOMBANA di Hong Kong.


“Tipicità e qualità” fanno rima con “alta cucina”

Interior of the restaurant


Quando si tratta del primo ed unico ristorante italiano al di fuori dell'Italia ad aver ottenuto per il sesto anno consecutivo tre stelle Michelin, parlare di qualità è una conditio sine qua non. Lo sa bene Marino Braccu, Sommelier e General Manager di 8½ Otto e Mezzo BOMBANA di Hong Kong.
Il ristorante, chiaro tributo a Federico Fellini, regista preferito dello Chef Umberto Bombana, oltre alle tre stelle Michelin ha ricevuto numerosi riconoscimenti, tra cui l'essere inserito nelle prestigiose guide “World’s 50 Best restaurants”, “Italian Cuisine Worldwide Awards” e “Miele Guide’s Asia’s Finest Restaurant Top 20”, solo per citarne alcune. Quando il livello della cucina è così alto, quello del vino, sua esaltazione per antonomasia, non può essere da meno e creare una carta vini adeguata non è questione di poco conto. Abbiamo chiesto a Braccu come si relaziona a questo arduo compito.

In base a quale criterio vengono selezionati i vini in carta?
Circa tre anni fa ho iniziato un progetto ambizioso, che aveva lo scopo di migliorare l'offerta di vini, per portarla allo stesso livello della rinomata cucina dello Chef Bombana. Ad oggi la nostra cantina è stata ampliata di molto, passando da 600 a 1.800 etichette.
La tipicità e la qualità del vino sono i due più importanti fattori di scelta, anche in relazione al prezzo. Tuttavia non importa se il vino sia costoso o economico, la qualità viene prima di tutto e non sempre il prezzo è proporzionale alla qualità. Inoltre per me le piccole produzioni sono un ulteriore criterio di scelta, poiché di solito una produzione più contenuta è anche più curata.

La vostra carta vini è esclusivamente italiana? Se no, che percentuale occupano i vini italiani?
Siamo un ristorante italiano ma selezioniamo vini da tutto il mondo, anche se l'Italia occupa circa l'80% della carta vini. Il restante 20% viene spartito tra Francia soprattutto, Spagna, Germania, Nuova Zelanda, Australia, Stati Uniti, Sudafrica e Argentina.

Che rapporto c'è tra la vostra cucina e i vini scelti?
Il cibo è l'anima del ristorante, e il vino ne è l'esaltazione. Per questo ogniqualvolta un nuovo menù è pronto per essere proposto ai clienti, il mio compito è assaggiare ogni piatto per trovare i perfetti abbinamenti con il vino.

In che modo i vini vengono presentati ai vostri clienti?
Il nostro ristorante conta tra il personale tre Sommelier professionisti. Normalmente iniziamo facendo delle semplici domande, come quali siano i piatti scelti e quali i gusti personali in merito al vino. Siamo sempre pronti a servire i nostri clienti con cortesia, ma stando ben attenti a non metter loro pressione. Questo, unito alla nostra professionalità, fa si che il 95% di loro alla fine si rivolga a noi per farsi consigliare.

Come si rapportano i vostri clienti al vino italiano? 
Oggi i clienti possiedono una maggiore conoscenza del vino rispetto al passato. Hanno maggiore familiarità con i vini francesi, Bordeaux e Burgundy. Da tre o quattro anni ci stiamo impegnando a fondo per dare visibilità ai vini italiani, non solo i più famosi piemontesi e toscani, ma anche quelli provenienti da altre regioni, tra cui molti provenienti dal sud Italia. Le preferenze dei consumatori variano a seconda della qualità percepita. A tal proposito, sono perfettamente consapevole che, in quanto sommelier, è mio compito scoprire nuove etichette, magari non famose, ma qualitativamente interessanti e introdurle ai miei clienti.

8½ Otto e Mezzo BOMBANA
Shop 202, Landmark Alexandra, 18 Chater Road, Central, Hong Kong
Email: info@ottoemezzobombana.comwww.ottoemezzobombana.com



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giovedi 04 maggio

Quali novità con l'entrata in vigore del Testo Unico sul Vino?

Gli avvocati dello studio Withers ci guidano alla scoperta di alcuni degli strumenti di tutela previsti dal nuovo Testo Unico sul Vino


Quali novità con l'entrata in vigore del Testo Unico sul Vino?
Quello del vino è sicuramente uno dei settori più importanti dell'economia e dell'export italiani. Tuttavia da tempo gli operatori del settore chiedevano al legislatore regole chiare e maggiori forme di tutela del prodotto vino. Il Testo Unico sul Vino, entrato in vigore lo scorso gennaio, vuole essere una risposta a tale richiesta. Gli avvocati Roberta Crivellaro, Luca Ferrari, Ida Palombella e Valentina Favero dello studio internazionale Withers ci aiutano a far chiarezza su alcuni punti.

In occasione della conclusione di Vinitaly e a seguito dell`entrata in vigore del Testo Unico sul Vino (L. 12 dicembre 2016, n. 238), riteniamo utile esaminare le novità legislative e le iniziative a tutela del Made in Italy per il settore vinicolo.
Il Testo Unico sul Vino ha l'obiettivo di riordinare la disciplina della coltivazione della vite, della produzione e commercializzazione del vino. Viene così attuato uno snellimento delle norme che disciplinano la materia, anche con riferimento a denominazioni di origine, indicazioni geografiche, menzioni tradizionali, etichettature e controlli.

Nonostante manchino ancora i decreti attuativi del Testo Unico, è evidente che il legislatore ha voluto dotare la filiera del vino di una normativa più snella e più adatta ad un settore che non solo ha un'importanza fondamentale per l'economia del Paese, ma, grazie alla propria antica tradizione storica, costituisce parte integrante del patrimonio culturale nazionale, così come riconosciuto per la prima volta all'art. 1 del Testo Unico.
D'altra parte, questo è solo uno dei numerosi sforzi attuati dal legislatore per valorizzare il settore del vino e tutelare il Made in Italy.
Al di là del fenomeno della contraffazione dei marchi italiani all'estero, è sempre attuale il problema dell'Italian sounding, con cui vengono ingannevolmente utilizzati riferimenti all'Italia o a nomi, simboli o immagini riconducibili all'Italia stessa, con un volume d'affari, secondo una recente stima di Assocamereestero, che vale € 54 miliardi.
Proprio per contrastare questo fenomeno, il Ministero delle Politiche Agricole, in collaborazione con l'Agenzia I.C.E., ha registrato nel 2015 il marchio 'The Extraordinary Italian Taste', quale segno distintivo unico volto alla valorizzazione e alla promozione dei prodotti agroalimentari italiani nel mondo.
Resta tuttavia imprescindibile, per le aziende produttrici che intendono esportare i propri prodotti all'estero e, a maggior ragione, per quelle cantine che hanno già un nome riconosciuto all'estero, registrare i propri marchi, al fine di tutelarsi dal fenomeno della contraffazione.

Un ulteriore strumento di tutela per questo settore sarà presto offerto dal marchio di certificazione europeo, previsto dal Reg. (UE) 2015/2424, che entrerà in vigore dal 1 ottobre 2017. Si tratta di un indicatore di qualità, in grado di contraddistinguere quei prodotti certificati dal titolare del marchio in relazione al materiale, al procedimento di fabbricazione dei prodotti o alla prestazione del servizio, alla qualità, alla precisione o ad altre caratteristiche.
L'introduzione di questo strumento rappresenta un'ulteriore occasione per garantire maggiore tutela alla qualità e ai processi di produzione che contraddistinguono il vino italiano.


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Come rendere efficace la vostra promozione grazie agli strumenti di Wine Meridian mercoledi 24 maggio

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Dal 26 al 28 maggio in Maremma 3 giorni per addetti ai lavori, istituzioni e  pubblico generico per un confronto di saperi e sapori lunedi 22 maggio

Maremma Toscana Meets Bordeaux: Forum Invention Talent in Open World

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