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giovedi 24 maggio 2018 logo winemeridian.com
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L'esperto risponde

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Uno staff di esperti
al tuo servizio

Wine Meridian ha messo insieme un gruppo di figure professionali competenti nei vari ambiti del management aziendale e in particolare nella gestione dei processi di internazionalizzazione.

Puoi trovare risposte concrete alle tue diverse problematiche e potrai tu stesso chiedere loro consigli e suggerimenti scrivendo a:

redazione@winemeridian.com


Francesco Avella

Dottore commercialista e revisore contabile, con esperienza decennale nella consulenza fiscale e nel contenzioso. È specializzato in fiscalità internazionale, con un master LL.M. in Diritto tributario internazionale e comparato conseguito presso la Wirtschaftsuniversität di Vienna, ed è membro della International Fiscal Association. Scrive e parla correntemente inglese e unisce alla professione il continuo aggiornamento e approfondimento, pubblicando articoli su riviste specialistiche.

Michela Colasante

Interprete di trattativa e traduttrice freelance. Collabora con le PMI nel loro processo di internazionalizzazione, offrendo servizi linguistici e formazione business nelle lingue inglese e spagnolo. Specializzata nella comunicazione in lingua del settore agroalimentare e vitivinicolo. Coniuga la conoscenza delle lingue straniere e le competenze interculturali ad una formazione in ambito economico e di marketing. Ha un'esperienza decennale come export manager presso aziende del settore chimico.

Lorenzo Taddei

E' avvocato dal 1998, abilitato al patrocinio in Cassazione. Da sempre appassionato di cibo e vino ha ottenuto il Master Breve in Diritto Alimentare e Legislazione Vitivinicola. Tra i settori dove ha maturato una particolare specializzazione anche la responsabilità sanitaria, il diritto vitivinicolo ed il diritto alimentare. Sposato con Caterina, ha due figlie, è interessato a tutte le attività all'aria aperta: è apneista, appassionato di montagna, escursionismo, scialpinismo.

Andrea Pozzan

Laureato in Filosofia a Padova con successivo Master semestrale in Gestione delle Risorse Umane, 47 anni. Dopo aver contribuito alla fondazione e allo sviluppo di una importante società vicentina di Ricerca e Selezione del personale, opera come executive recruiter e consulente per la valorizzazione delle Risorse Umane attraverso Competenze in rete srl. Dal 1995 segue importanti aziende vitivinicole nella ricerca e selezione di manager e tecnici.

Paolo Errico

Imprenditore e manager, classe 1964. Dopo aver acquisito esperienze decennali nel campo delle telecomunicazioni, decide di dar vita a realtà tutte sue. CEO Maxfone: azienda che sviluppa servizi di cloud computing, analisi di mercato, sviluppo strategico e piani editoriali e che in poco tempo si attesta tra i leader del settore. Dal 2011 è presente in Confindustria, per cui ricopre, da giugno 2015, il ruolo di presidente del Comitato Piccola Industria Verona.

Wine Peope

Wine People è differente dalle altre società di consulenza nel mondo del vino perché punta alle risorse umane come principale fattore di successo del business. Grazie a noi i clienti possono così risolvere il principale ostacolo al loro sviluppo sui mercati internazionali: la carenza di risorse specializzate e formate. Il vantaggio è duplice: possono incrementare il loro business a partire dalla crescita o formazione di risorse interne oppure dalla selezione di nuove risorse più idonee. In ogni caso WinePeople c’è! Questo approccio , in un mondo concentrato sul prodotto e sui mercati, ci rende i primi e gli unici a mettere realmente “le persone al centro del gioco”. Visita Winepeople-network.com

Fabio Tavazzani

Dopo la laurea ha conseguito il Master in Gestione d’azienda alla SDA Bocconi ed ha operato per oltre 20 anni come consulente e formatore in ambito gestionale  nelle aree marketing, vendite, pianificazione e controllo di gestione. E’specializzato nella creazione di Piani strategici, Business model e Business plan. Ormai dedicato alle aziende agroalimentari, ha messo al servizio delle aziende vitivinicole metodologie, abilità ed esperienze acquisite in settori diversificati.

Fabio Bigolin

Enologo, 52 anni. Dapprima ha lavorato in grandi realtà enologiche (Giv, Unione Cantine Sociali di Modena) e frequentato i laboratori di analisi sensoriale a Grass in Francia. Nel 2000 inizia la libera professione, maturando esperienze in tutta Italia. Ma è a Verona che nasce l’amore per la viticoltura Biologica e Biodinamica. In Francia è consulente per l'azienda Chateau de L’Escarelle. Dal 2006 inizia una collaborazione con enologi francesi della “scuola” dello Champagne.


giovedi 18 gennaio

Importare vini italiani in America: non ci si improvvisa

Intervista a Nicola Baù e a Roberta Crivellaro dello Studio legale Whiters


Importare vini italiani in America: non ci si improvvisa
Molte aziende vinicole italiane ci sono già riuscite, e molte altre a fatica riescono ad inserirsi: il mercato statunitense degli alcolici non è un terreno semplice in cui approdare. Dal proibizionismo in poi le leggi statunitensi si sono diramate verso tante direzioni diverse; infatti, a seconda dello stato in cui si desidera importare vino, bisogna ottenere di norma una licenza specifica, che non vale in altre parti della nazione.
A Wine2Wine 2017, abbiamo incontrato due avvocati esperti del settore, che si occupano di affiancare le aziende vinicole italiane nel momento in cui queste desiderano importare i propri prodotti o aprire una filiale negli USA.
Nicola Baù e Roberta Crivellaro dello Studio legale Whiters hanno risposto ad alcune nostre domande, rendendoci più chiaro cosa significhi puntare agli Stati Uniti come mercato target e quali sono i rischi che ne conseguono.
Durante il loro intervento a Wine2Wine hanno affrontato un argomento delicato per le aziende interessate all’inserimento in America, ovvero il cosiddetto “Three-tier system”.

Ci potete spiegare meglio,per chi ancora non lo conoscesse, il three-tier system?
Il three-tier system della distribuzione alcolica è costituito da tre livelli, corrispondenti a tre categorie professionali, che devono necessariamente rispettare una procedura commerciale stabilita: produttori o importatori, distributori e retailers.
I produttori possono vendere i prodotti solo ai distributori, che a loro volta possono rivenderli solo ai retailers, e così questi ultimi ai consumatori finali.
Per un produttore o un distributore, non è possibile vendere direttamente al consumatore finale.

In base alla vostra esperienza, qual è in trend generale che avete riscontrato nelle vostre numerose collaborazioni?
Negli ultimi anni stiamo lavorando moltissimo con i produttori di vino italiano negli Stati Uniti, molti hanno deciso di costituire la loro società di importazione, un trend molto interessante per i player più grossi.
Molti invece si sono consorziati, essendo competitor a livello regionale in Italia ad esempio, e hanno costituito insieme una società di importazione negli Stati Uniti.
La tendenza è sicuramente quella di prendere la via dell’importazione in maniera autonoma e non passare dall’importatore, ovvero come si faceva una volta.
Il mercato della distribuzione si è anche consolidato negli anni, quindi è più difficile da penetrare, pertanto anche questo è un elemento che necessita un conseguente consolidamento in Italia e, generalmente, gli Stati Uniti rimangono un paese target per i produttori di vino italiani.

Quali sono le problematiche più comuni, gli errori che avete riscontrato durante le varie collaborazioni con aziende italiane?
L’errore principale è quello di una mancata pianificazione. A vari livelli gli USA sono il primo mercato del mondo per quanto riguarda il vino, non con grandissimi margini di sviluppo, ma forse il più complicato per la nostra esperienza, sia per ragioni commerciali sia per ragioni legali, in quanto c’è una legislazione particolare, unica al mondo, legata al proibizionismo, il cosiddetto “Tree Tier System”, nel quale il produttore non può andare al retail direttamente.
L’aspetto fiscale è altrettanto importante, insieme all’aspetto delle liquor licenses. Molto importante è quindi un’attenta pianificazione, poiché non ci si può improvvisare negli Stati Uniti. 
Noemi Mengo

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Sono le persone la vera chiave dello sviluppo del business del vino italiano nel mondo

Per il primato del vino italiano nel mondo


Sono le persone la vera chiave dello sviluppo del business del vino italiano nel mondo
Dopo tanti anni di lavoro nel settore del vino abbiamo capito una cosa fondamentale : sono le persone la vera chiave dello sviluppo del business del vino italiano nel mondo.
Per chi ci segue da tempo, sia nella nostra attività di Wine Meridian, sia in quella di Competenze in Rete, non sarà certo meravigliato dell’annuncio ufficiale oggi della nascita di Wine People ( sito )

Un progetto ideato circa 5 anni fa, sul quale abbiamo investito tantissimo in questi anni per poter giungere oggi alla presentazione ufficiale di quello che noi vogliamo diventi, senza nascondere in alcun modo le nostre vere ambizioni, il più autorevole “spazio” dedicato alle risorse umane nel settore vitienologico.
Uno spazio a nostro parere strategico per lo sviluppo imprenditoriale del vino italiano, capace di accompagnare le imprese del nostro Paese nel difficile compito di aumentare le proprie competenze e di selezionare le proprie risorse umane in un modo sempre più adeguato e coerente con gli attuali fabbisogni dei mercati.

Uno spazio nato e concepito da chi da anni quotidianamente lavora a fianco delle imprese, ne accoglie e ne analizza le problematiche e le aspettative.
Questo confronto costante ci ha portato a costruire nel tempo Wine People e i suoi due principali strumenti operativi: Wine Campus, relativo all’attività di formazione “operativa” dedicata sia agli imprenditori, titolari di azienda, sia ai manager (export, marketing, ecc.); Wine Talent, relativo alla sempre più strategica attività di selezione delle risorse umane (recruitment), attraverso però una modalità coerente alle peculiarità del comparto vitivinicolo italiano, in gran parte rappresentato da piccole e medie imprese, senza però dimenticare le realtà più importanti e strutturate.


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Notizie dalla prima pagina
Il contributo di Riedel, la nota casa di produzione di bicchieri, alla valorizzazione dei vini di qualità è ormai ampiamente riconosciuto, ma sono ancora troppi, anche tra gli addetti ai lavori, coloro che sottovalutano l’importanza della tipologia di bicchiere nell’esaltazione (o meno) delle caratteristiche di un vino

Grazie Riedel, ancora troppo inascoltato

Il contributo di Riedel, la nota casa di produzione di bicchieri, alla valorizzazione dei vini di qualità è ormai ampiamente riconosciuto, ma sono ancora troppi, anche tra gli addetti ai lavori, coloro che sottovalutano l’importanza della tipologia di bicchiere nell’esaltazione (o meno) delle caratteristiche di un vino

Il 12 ottobre l’Open Day per presentare i Campus 2018/2019. Saranno tre i percorsi di quest'anno: uno dedicato all'export manager uno alla vendita di vino e uno all'impresa.

Wine Campus: la formazione per i professionisti del vino

Il 12 ottobre l’Open Day per presentare i Campus 2018/2019. Saranno tre i percorsi di quest'anno: uno dedicato all'export manager uno alla vendita di vino e uno all'impresa.

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