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WineMeridian
giovedi 23 gennaio 2020 logo winemeridian.com
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mercoledi 22 gennaio

I concetti chiave per affrontare il mercato canadese

Il Canada non è un mercato unico, è un miscela di realtà. Partendo da questo dato di fatto, Gurvinder Bhatia fornisce consigli e strategie molto utili per fronteggiare questo mercato.


I concetti chiave per affrontare il mercato canadese
Gurvinder Bhatia vive in Canada ed è un personaggio eclettico, con un bagaglio formativo e di esperienze che gli hanno permesso di eccellere in diversi ambiti. Studi in giurisprudenza ed un passato di avvocato, lascia i tribunali per dedicarsi alla sua vera passione: l’enogastronomia. In breve tempo colleziona una serie di importanti incarichi: editore di Quench (la pubblicazione enogastronomica più diffusa in Canada), editorialista di vino per la Global Television, giudice internazionale, direttore enologico di Prestige Wines e Guru Restaurants nonché presidente di Vinomania Consulting, una delle 20 migliori enoteche del Canada.
Il suo compito al wine2wine è quello di fornire gli strumenti e gli approcci adeguati per comprendere ed accedere al complesso mercato del vino canadese, anzi i mercati, come lui stesso tiene a sottolineare sin dal principio: “parlerò di mercati e non di mercato perché in Canada c’è una grande eterogeneità. Se volete capire il Canada, dovete prendere coscienza del fatto che si tratta di un paese molto esteso e poco popolato: 9 milioni di km quadrati popolati da appena 37 milioni di abitanti”.

Il consumo di vino continua a crescere da 20 anni soprattutto grazie alle 4 province trainanti: Ontario, Québec, British Columbia ed Alberta. Il Québec è la provincia dove si consuma più vino con 25 litri pro-capite, al secondo posto troviamo la British Columbia che rappresenta un unicum nel panorama generale dato che il consumo si rivolge soprattutto verso il vino bianco di produzione nazionale.
La realtà parla di una ascesa costante del vino italiano, dal 2006 al 2018 c’è stato un incremento del 47,6% con 77 milioni di bottiglie vendute, in competizione per volumi con Australia, Stati Uniti e Francia.
“Questo dato è relazionato alla crescita numerica della classe media e ad un benessere diffuso che è cresciuto armoniosamente” afferma Bhatia “il vino italiano sino alla fine degli anni ‘90 non godeva di una buona reputazione e considerazione in Canada. Grazie allo sviluppo economico buona parte di questa classe media ha potuto viaggiare, visitare l’Europa e l’Italia e conoscere la vostra cultura enoica. Le stesse persone hanno rivalutato il patrimonio enologico italiano, visitando le vostre cantine, conoscendo il territorio e trasferendo queste esperienze ad una rete di contatti allargata.”

L’articolata eterogeneità del mercato canadese è la caratteristica principale da cui partire per analizzare la situazione complessiva, partendo dai mercati delle province più importanti: Ontario, Québec, British Columbia ed Alberta.

In Ontario il Liquor Control Board (LCB) gestisce il monopolio statale degli alcolici in particolar modo nei negozi, (liquor stores) esiste una fetta di mercato privata legata soprattutto ai ristoranti.
In Quebéc c’è un consumo tradizionalmente più consistente di vino per la vicinanza culturale e commerciale con l’Europa e con la Francia in particolare. Inoltre si sta sviluppando una attenzione sempre maggiore nei confronti del vino naturale.
In British Columbia esiste un sistema ibrido con una coesistenza di negozi statali e privati. Si tratta della seconda provincia per volume di produzione ed il vino nazionale ha una grossa rilevanza sul mercato.
L’Alberta rappresenta l’unica provincia completamente liberalizzata, non ci sono monopoli e barriere normative alle importazioni. Questo provoca una competizione molto serrata e agguerrita, il retail è dominato dalle catene e dai punti vendita. Inoltre è fondamentale prendere atto che, diversamente da altre province, in Alberta convivono tre economie differenti legate al frazionamento demografico. La popolazione infatti si suddivide tra Edmonton, Calgary e la zona montuosa: sono tre mercati con una spiccata unicità e dinamiche culturali, sociali ed economiche diverse tra loro.

Bhatia fornisce consigli molto utili ed in ultima analisi delle interessanti strategie per aggredire il mercato canadese che voglio elencare per volontà di chiarezza e accessibilità:
  • scegliere un importatore valido, deve conoscere bene il mercato ed avere i contatti adeguati;
  • l’importatore deve condividere i vostri valori aziendali;
  • munirsi di pazienza ed avere prospettive realistiche;
  • visitare personalmente la/e provincia/e su cui si vuole investire;
  • scegliere il mercato da affrontare: o quello legato al Liquor Control Board (LCB) oppure quello privato legato soprattutto ai ristoranti. Puntare su entrambi è altamente sconsigliabile;
  • imparare a raccontare l’azienda, un suggerimento: allenatevi a raccontare il vostro racconto aziendale in 30 secondi;
  • concentrarsi su qual’è il vostro elemento di unicità. Tutti raccontano la stessa storia sulla tradizione, le generazioni, etc...dovete saper fare di meglio;
  • investire su un sito fruibile e responsive capace di fornire tutte le informazioni necessarie su qualsiasi device (smartphone, tablet, desktop, laptop, smart tv, etc…). Sembra un dato scontato ma non lo è affatto;
  • investire nelle formazione.
Noi di WineMeridian saremo presenti con una tappa con b2b con agenda organizzata a Toronto  l'1 e 2 aprile . Per info scrivi a eventi@winemeridian.com




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wednesday 22 january

2020 Slow Wine Us Tour celebrates the 10th anniversary of its annual English language guide and a decade of success

2020 Tour to include San Francisco, Seattle, Denver, New York and Boston


2020 Slow Wine Us Tour celebrates the 10th anniversary of its annual English language guide and a decade of success
This February, Slow Food International and Slow Wine Editore will release the latest English-language edition of the Slow Wine Guide, the renowned annual guide to over 500 different wineries worldwide, celebrating its 10th anniversary during the 2020 Slow Wine Tour.
The guide, born in 2010, marked a revolutionary moment in the history of Italian wine writing, when editors-in chief Giancarlo Gariglio and Fabio Giavedoni decided to abandon the score-based mentality to look beyond the technical and tasting notes of each label and dig deeper into the wines’ soul. The “Slow philosophy” takes into consideration the wineries sustainable farming practices and the unique story that link them with the territory and its people. Like Slow Food, from which it developed, the wines must be “good, clean and fair”. This intuition proved to be right making Slow Wine one the most comprehensive and acclaimed Italian wine guides in the world, thus naturally expanding its vision outside Italy, with the inclusion of Slovenian wineries in 2017, California ones in 2018 and Oregon in 2019.

“We are very proud of the path we started 10 years ago”, said Gariglio, “having contributed to raise the awareness of environmental and social consciousness, some of the most debated and urgent topics nowadays. Not only are consumers more careful and interested in discovering this ethical way of working, but the world of wine itself is changing with more and more producers joining the slow movement.”


The next step will be the inclusion of wineries from the East Coast, such as New York, Virginia, Maryland, and more in 2021.
A selection of producers from California and Oregon will participate in the annual US Tour together with a delegation of top Italian Slow Wine wineries, making stops in five cities nationwide, San Francisco, Seattle, Denver, New York and Boston. Attendees will get a chance to preview its innovative guide, discover new wines and meet the people behind the Italian and American select producers who represent the Slow Wine values. The Italian Trade Commission will continue its support to the Slow Wine US Tour, this year in Seattle, as a wonderful way to showcase the best of what the Made in Italy has to offer.


The dates and locations of the 2020 Slow Wine US Tour are:

February 18th, San Francisco, California: Pier 27, The Embarcadero
February 19th, Seattle, Washington: Bert & Tot Ballroom, Block 41
February 21st, Denver, Colorado: Asterisk, Downtown
February 24th, New York, New York: Eataly Downtown, 4 World Trade Center
February 25th, Boston, Massachusetts: Artist for Humanity, Fort Point



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martedi 21 gennaio

Mission Asia 2020

Ecco il calendario di eventi Unit Wine Tour: Azerbaijan, Taiwan, Thailandia, Kazakhstan, Vietnam e Corea.


Mission Asia 2020


Missione Asia per il noto tour di eventi b2b Unit Wine Tour, organizzato da Unexpected Italian e supportato da Wine Meridian, che da qualche anno tocca i principali mercati che hanno rappresentato un crocevia sulla rotta dell’antica Via della Seta verso l’Asia. Quest’anno la partnership con i Paesi asiatici si rinforza e arricchisce di tre nuovi “territori di conquista” per i vini italiani: Azerbaijan, Taiwan e Thailandia, che si uniscono a Kazakhstan, Vietnam e Corea
"Molte aziende vitivinicole italiane - visti i recenti scenari geo-economici (USA, UK, Germania, per citarne alcuni) - spostano l’attenzione sempre più verso mercati emergenti caratterizzati da crescite costanti, confermate di anno in anno, per il settore vino e il Made in Italy. Paesi caratterizzati da decise politiche di stabilizzazione ed incentivi per investimenti nel turismo locale; sono queste ulteriori conferme della vision e della strategia di UNIT intrapresa per lo sviluppo dell’internazionalizzazione e vendita del vino in Asia" racconta uno degli organizzatori, Stefano Sermenghi."L'Asia oltre ad essere quindi un insieme di opportunità (rappresentate da sei cluster) con Paesi che registrano una crescita a doppia cifra ogni anno per tutte le aziende italiane è anche sempre più un necessario strumento di “diversificazione rischi” per le aziende che investono prevalentemente in mercati maturi. I Paesi selezionati da Unit Wine Tour costituiscono per le molte aziende l’inizio di attività e relazioni commerciali che nel medio periodo sapranno essere altamente redditizie” ci indicano gli organizzatori.  
 
Scopriamo le tappe della cartina Unit Wine Tour 2020 “Mission Asia 2020”: 

Thailandia - Bangkok 21 maggio
Le vendite del Vino in Thailandia stanno registrando un incremento dei volumi di vendita. Il turismo sta diventando l’industria numero uno in Thailandia e Bangkok si è affermata come uno dei centri strategici del vino nel sud-est asiatico. Le vendite del Vino in Thailandia registrano crescite a doppia cifra nel 2018 sia in volume e sia in valore, incrementando a 27 Milioni di litri con +13%.

Azerbaijan - Baku 23-24 giugno
Il mercato degli alcolici in Azerbaijan vale circa 188 milioni USD e il consumo pro-capite di alcool è di 10,6 lt /anno. Il consumo del vino (37% del mercato, consumo pro-capite circa 4,0 lt /anno) è in crescita erodendo il comparto della birra (61% del mercato) e degli spirits (2%).
La distribuzione off-trade di bevande alcoliche nel 2018 è aumentata con il crescere del turismo e supportata dalle strategie di comunicazione e attività promozionali delle catene di supermercati. 

Kazakhstan - Almaty 26 giugno
Il Kazakhstan (un paese che oggi riscontra circa 19 milioni di abitanti ed un business del vino che registra quasi 53 milioni di litri) rientra fra i mercati
internazionali più attratti dal vino italiano. Situato nel continente euroasiatico, il Kazakhstan è un’importante roccaforte della cintura economica della Via della Seta e grazie ai recenti accordi sulla Belt & Road Initiative fanno crescere in maniera esponenziale l’interesse per il Kazakhstan. La tappa ad Almaty coinvolgerà non solo gli importatori kazaki, ma anche gli importatori del vicino Uzbekistan, altro Paese dell’Eurasia in grande crescita. Almaty, inoltre, è riconosciuta quale centro degli affari, commercio e hub per i Paesi limitrofi. 

Vietnam - Ho Chi Minh/Hanoi 30 settembre - 2 ottobre
Una delle economie più dinamiche del Sud Est Asiatico, con un PIL in crescita media annua del 7% e, soprattutto, un numero di consumatori in costante ascesa in particolare giovani (età media in Vietnam è sotto i 35 anni) e donne, e una classe media che aumenterà oltre il 25% nei prossimi 5 anni. Nel 2018, il vino italiano ha raggiunto un valore di export in Vietnam di oltre 11.5 Milioni Euro con un CAGR del 10,3% per il periodo 2019-2023, favorito anche dal forte sviluppo di ospitalità e turismo grazie ai turisti stranieri hanno raggiunto quasi 13 milioni, il 30% in più rispetto al 2016.

Taiwan - Taipei 5 ottobre
Il mercato taiwanese non è ancora così grande come i vicini Cina e Giappone, ma si caratterizza per la crescita stabile ed un enorme potenziale.
Taiwan è un mercato interessante per l’elevato apprezzamento dei vini italiani e per la sua capacità di spesa. I taiwanesi sono affascinati dalla cultura enogastronomica italiana e l’ampia gamma di prezzi e stili di vino proposti rendono sempre più interessante il confronto con gli operatori. 

Corea - Seoul 7 ottobre
Un mercato chiave, che vanta 51 milioni di consumatori e si posiziona come dodicesima economia al mondo (la quarta in Asia) e all’interno del quale secondo i dati ISTAT rilevati dall’Osservatorio Qualivita Wine, l’export italiano ha misurato una buona crescita negli ultimi anni. L’Italia è il terzo fornitore di vino nel Paese con una quota sul totale dell’import del 13,9%, subito dopo Francia e Cile, rispettivamente con 32% e 18,9%.

In allegato il programma delle tappe. Per aderire alle tappe: eventi@winemeridian.com

Unexpected Italian - orgogliosi ambasciatori del “Made in Italy” - conosce e valorizza il prodotto vitivinicolo italiano, analizza e ricerca i nuovi mercati per lo sviluppo di relazioni commerciali e vendita con particolare attenzione all’Asia e i suoi sei cluster. Promuove attività di sviluppo con metodo ed esperienza tese alla creazione di partnership a favore delle aziende vitivinicole italiane e delle aziende locali: importatori, distributori e key clients dei segmenti Off-trade e On-trade.





File allegato 1: Programma tappe Unit Wine Tour 2020


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sabato 18 gennaio

Cerchi un importatore a Toronto?

Dall'1 al 2 aprile 2020 saremo a Toronto (Ontario) per un tour con b2b attraverso appuntamenti organizzati in partnership con Wonderfud


Cerchi un importatore a Toronto?
Il Canada rappresenta uno dei più importanti consumatori di vino al mondo con una ventennale crescita ed un importante mercato di sbocco per il vino italiano. L’Italia rappresenta il terzo paese importatore di vino, mantenendo un solido trend di crescita. Altri aspetti importanti: evoluzione della domanda in forte sviluppo (QUALITÀ), nuovi canali distributivi dell’offerta di qualità (NON SOLO TENDER), fortissimo appeal del Made in Italy e forte presenza italiana.

Il programma del tour sarà fitto e strutturato: grazie alla partnership con Wonderfud, accompagneremo una collettiva di aziende italiane sul mercato, dando loro la possibilità di incontrare importatori e farsi conoscere, attraverso un’agenda programmata, dove i produttori avranno appuntamenti sicuri ed il tempo necessario a trasformare una semplice chiacchierata in un contatto strategico.

Tutto questo fa parte di un metodo già applicato in diverse tappe realizzate con Wonderfud: il suo nome è GOOD ed è un metodo che parte dalla ricerca del mercato obiettivo e seleziona gli operatori stranieri interessati, programmando incontri di business in loco con modalità one-to-one, definendo il piano d’azione e stabilendo una relazione di partnership tra produttore e importatore.

Ecco alcune info pratiche:

1-2 aprile: Toronto (Ontario)
Ogni provincia e territorio è unico e diverso a modo suo. Con 6,1 milioni di persone, Toronto è la più grande città del Canada (tra le prime dieci in Nord America). Quello che succede nei mercati più maturi come Londra, Parigi e New York si propaga con 3-5 anni di ritardo a Toronto, e ciò è dovuto principalmente al monopolio, l'LCBO. Toronto si conferma un importante mercato di esportazione per regioni vinicole come il Chianti, e molti consumatori richiedono vini come Brunello e Amarone principalmente. I vini di altre uve autoctone si stanno però facendo strada nelle migliori liste dei vini della città, infatti c'è molto interesse anche per i vitigni ancora poco conosciuti a Toronto da parte dei consumatori, sebbene l'LCBO li renda di difficile entrata.

COSA FAREMO?

• Masterclass con un tuo vino per circa 20 operatori;
• Appuntamenti B2B programmati;
• Una sessione formativa sul mercato di riferimento che ti allinearà agli interlocutori presenti.

COSA ASPETTARTI DALLA TAPPA?

• Un’occasione per confrontarti in maniera esclusiva con gli operatori grazie ad appuntamenti programmati in anticipo della durata di circa 30 minuti cadauno;

• Rapporto diretto, veloce e concreto.


Per informazioni scrivi a eventi@winemerdian.com







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venerdi 17 gennaio

US Landscapes 2020: una discesa molto ripida?

Una panoramica sul mercato americano ci proviene da Wine Intelligence che rileva come stiano cambiando le tendenze di consumo: minore consumo abituale, ruolo dei nuovi consumatori e oscillazione delle preferenze verso altri tipi di prodotti alcolici.


US Landscapes 2020: una discesa molto ripida?

Le ripide discese di San Francisco


Una discesa ripida dove è necessario avere buoni freni. Così ci sentiamo di interpretare in questo momento gli Stati Uniti. In quanto più grande mercato al mondo in termini di volume e valore, gli Stati Uniti sono un importante termometro dello stato di salute globale dell’intera industria del vino. Per gran parte dell’ultimo secolo questo Paese ha registrato un importante crescita sia in termini di popolazione di consumatori di vino sia in termine di volumi movimentati. Ma i tempi sembrano essere cambiati, in primis in ambito politico (le recenti questioni legate ai dazi ne sono la dimostrazione) ma anche sul fronte delle tendenze di consumo. Ce lo rivela il recente US Landscapes 2020 della società di ricerca inglese Wine Intelligence.
Secondo il report, pubblicato qualche giorno fa, il numero dei consumatori abituali di vino su base mensile è in calo, sebbene al contrario la partecipazione su base annua dei consumatori sia in aumento. Dunque gli americani bevono meno frequentemente, ma dimostrano di apprezzare di più il vino rispetto al passato. Questo cosa significa?

Vediamo nello specifico un pò di numeri per entrare nella concretezza del fenomeno.
Il numero di consumatori americani che beve vino almeno una volta al mese ha subìto un declino in termini di 11 milioni: infatti l’agenzia di ricerca stima una popolazione di consumatori regolari mensili di 77 milioni nell’anno appena trascorso, approssimativamente un americano su tre, numero che è crollato rispetto agli 88 milioni del 2015.
Elemento centrale in questo fenomeno di crollo del consumo regolare sono i Millennials, tra i 21 e i 34 anni, che contavano circa 29 milioni di consumatori mensili nel 2015, mentre circa 21,5 milioni nel 2019.
Per una notizia negativa, ne segue una positiva: a fronte del fenomeno sopra spiegato, la popolazione totale di consumatori di vino negli USA ha raggiunto un numero record di 118 milioni nel 2019, che registra un aumento di 8 milioni di consumatori che bevono vino almeno una volta all’anno rispetto al 2015.

Il 2019 ci testimonia un importante cambio di tendenza: gli americani hanno modificato da loro relazione con il vino verso uno stile di consumo meno frequente. Dunque, nonostante molte più persone bevano vino su base annua, lo stanno facendo in modo meno regolare che in passato.
I tre elementi che stanno trainando questa tendenza sono: la leva fatta dai giovani consumatori ed i recenti trend che conducono ad uno stile di consumo più moderato e di oscillazione tra le categorie di alcolici. Un altro interessante driver è la grande crescita del consumo di “hard seltzer” (come abbiamo già testimoniato in un recente articolo).
Nonostante ciò secondo la ricerca i giovani consumatori che scelgono di rimanere fedeli al vino nel loro consumo abituale sono molto coinvolti e avventurosi oltre che predisposti a spendere molto di più rispetto ai consumatori maturi.

Secondo Lulie Halstead, CEO of Wine Intelligence: “Il consumatore di vino degli Stati Uniti stava alimentando una storia di crescita senza precedenti per il vino nel 21° secolo. I dati che stiamo vedendo ora suggeriscono che questa immagine sta iniziando a cambiare per la prossima generazione di wine lover. Il successo nel mercato del vino negli Stati Uniti nel prossimo decennio sarà misurato dal modo in cui il vino si adatta alla nuova realtà della crescente attenzione verso la salute nel consumo del vino e della maggiore concorrenza degli altri comparti di bevande alcoliche”.
Riuscirà il mondo del vino a intraprendere questa discesa con i giusti freni, senza rischiare di capitombolare in fondo alla corsa? 
Agnese Ceschi

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Notizie dalla prima pagina
Parole molto forti: proposta economica - definita giovedi 23 gennaio 2020

Il Consorzio Tutela Vini Valpolicella risponde alla proposta de Le Famiglie Storiche

Parole molto forti: proposta economica - definita "semplice lascito di una somma di denaro" a fronte di una condanna grave - bocciata dal consiglio di amministrazione del Consorzio, e augurio di una riconciliazione gestita da professionisti e non a mezzo stampa.

Le tredici aziende hanno elaborato una proposta scritta inviata al Consorzio Vini Valpolicella, che offre la disponibilità a pagare la cifra corrispondente alla pubblicazione della sentenza - quantificata in oltre 160 mila euro - incrementata di un 10-15% dell’importo per un progetto di valorizzazione e protezione della stessa Denominazione “Valpolicella”. 
giovedi 23 gennaio 2020

Le Famiglie Storiche offrono al Consorzio Vini Valpolicella una soluzione per chiudere il contenzioso pendente

Le tredici aziende hanno elaborato una proposta scritta inviata al Consorzio Vini Valpolicella, che offre la disponibilità a pagare la cifra corrispondente alla pubblicazione della sentenza - quantificata in oltre 160 mila euro - incrementata di un 10-15% dell’importo per un progetto di valorizzazione e protezione della stessa Denominazione “Valpolicella”.

La formazione, specie quella professionale, deve stare al passo con i cambiamenti sociali e di mercato: la parola d’ordine per la Wine Education 2020 è “globalità”. 
giovedi 23 gennaio 2020

Wine education 2020: perché 18.206 cinesi e solo 1.127 italiani scelgono WSET?

La formazione, specie quella professionale, deve stare al passo con i cambiamenti sociali e di mercato: la parola d’ordine per la Wine Education 2020 è “globalità”.



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