Utilizziamo i cookie per migliorare le funzionalità di questo sito Web.

Accetto Leggi di più

sfondo_wm
mercoledi 26 giugno 2019 logo winemeridian.com
Italian daily news for key players and wine lovers

Siddura enosocial.com


italian wine academy https://www.marchesibarolo.com/ http://www.varramista.it/it/ http://events.editricetemi.com/events/WorkshopFood&Beverage/registrazione.html?idpg=497 Farina Cantina Valpolicella http://www.consorziomorellino.it/ Tebaldi valdoca pertinace vinojobs Wine Monitor Cantina Santa Maria La Palma Fondazione Edmund Mach Siddura WineNet CVA Canicatti Bixio https://www.cantinafrentana.it roncoblanchis.it https://corte-de-pieri.business.site/ www.ilvinocomunica.it https://www.accordinistefano.it/ http://www.cantinavicobarone.com/ Vigna Belvedere

Export

Trova le informazioni per approfondire la conoscenza dei mercati internazionali e per sviluppare un business vincente. Troverai una suddivisione per zona geografica.



martedi 25 giugno

Partecipa all' Hong Kong International Wine and Spirits Fair!

Dal 7 al 9 novembre 2019, torna l'HKIWSF, presso l’HK Convention and Exhibition Centre. Non perdere l’occasione di fare business con noi! 


Partecipa all' Hong Kong International Wine and Spirits Fair!
Dal 7 al 9 novembre 2019, presso l’HK Convention and Exhibition Centre, Wine Meridian torna all’Hong Kong International Wine and Spirits Fair (HKIWSF), un evento con risonanza globale e in continua crescita, che è diventato negli anni una tappa fondamentale per Italian Trade Agency (ICE) e Vinitaly International, con cui condividiamo l’obiettivo di creare un “comparto Italia” sempre più ampio, unito e solido all’estero. Saremo infatti anche quest'anno nell'area dedicata all'Italia con uno stand collettivo di aziende italiane. 
Pensiamo che Hong Kong International Wine and Spirits Fair sia una strategica porta d’ingresso per il mondo business ed in particolare per la Cina continentale.Tra le varie attività previste, il Walk Around Tasting B2B, Masterclass, Executive Wine Seminars della Vinitaly International Academy.

Ma perché approdare ad Hong Kong?

Hong Kong rimane l’unico luogo ad avere un elevatissimo livello di competenza in logistica e stoccaggio, ed un accordo con il Governo della Repubblica Popolare Cinese che garantisca importazioni di vino in Cina con condizioni agevolanti e tasse ridotte, fungendo così da mercato d’ingresso per il mondo vitivinicolo verso l’Asia. L’International Wine & Spirits Fair concentra inoltre la migliore market intelligence internazionale: sono presenti trade, buyers, produttori vinicoli, importatori, distributori, sommelier, rivenditori, grossisti e ristoratori, il tutto in un’atmosfera business-oriented e multiculturale.
L’Hong Kong International Wine & Spirits Fair (HKIWSF), giunta ormai alla dodicesima edizione, è diventata negli anni una tappa essenziale per il vino italiano: l’evento ha una fama globale, è una kermesse in continua crescita internazionale, dove tutti i membri del settore, sia gli operatori residenti a Hong Kong che quelli provenienti dalla Cina continentale e dal Sud-Est Asiatico, possono trovare un punto di riferimento che occupi un ruolo centrale per il mercato del vino in Asia.

Se sei un produttore e sei interessato a partecipare alla fiera all’interno dell’area collettiva di Wine Meridian, dove ci sarà uno stand espositivo, condiviso con un'altra decina di produttori italiani e assistito dagli esperti commerciali e linguistici del nostro team, contattaci: redazione@winemeridian.com



Download scheda formato PDF



venerdi 21 giugno

Viaggio alla scoperta dei mercati d'oriente: non perdetevi Seoul!

Il 27 settembre il nostro tour in partnership con Unexpected Italian proseguirà con una tappa a Seoul, Corea del Sud.


Viaggio alla scoperta dei mercati d'oriente: non perdetevi Seoul!
Siete incuriositi dal mercato della Corea del Sud? Ne avete sentito parlare molto bene e avete letto approfondimenti a riguardo?
Non perdetevi allora l’occasione di toccare con mano i vantaggi di esportare in uno dei mercati d’Oriente più attratti dal vino italiano. 
Il tour in partnership con Unexpected Italian vi aspetta quindi il 27 settembre 2019, dove parteciperemo con una collettiva di aziende ad una tappa molto importante, all’interno di un mercato chiave, che vanta 51 milioni di consumatori e si posiziona come dodicesima economia al mondo (la quarta in Asia) e all’interno del quale secondo i dati ISTAT rilevati dall’Osservatorio Qualivita Wine, l’export italiano ha misurato una buona crescita negli ultimi anni, toccando +14,6% rispetto ai dati inerenti al 2017.

Perché la Corea del Sud?
La prima cosa da sapere su questo mercato è che, grazie al crescente interesse dei consumatori per la categoria, in Corea del Sud il vino, e gli alcolici in genere, non mancano mai. Certo, il vino importato deve fare i conti con due prodotti molto forti e popolari nel Paese: il Soju, un distillato che generalmente proviene dal riso, ma anche dal grano o dalle patate, e il Makgeolli, sempre ricavato da riso. Questi due prodotti sono popolari non a caso, il costo a bottiglia è davvero contenuto (circa 1,50 euro a bottiglia) e la gradazione alcolica è decisamente sopportabile (4 o 5%).

Importante in Corea del Sud è essere consapevoli che la cucina coreana ha una grande varietà di piatti, che i consumatori sono soliti abbinare alle bevande alcoliche. A partire dagli anni’80 i ristoranti del Paese sono stati protagonisti dell’onda occidentale che ha investito l’Asia in tutti i settori, pertanto le abitudini dei consumatori coreani hanno iniziato ad adattarsi alle nostre, lasciando in parte le bacchette e prendendo in mano forchetta e coltello. Sempre a partire dagli anni ’80, il vino europeo ha iniziato a fare il suo ingresso in Corea, arrivando ad essere non solo parte della cultura enogastronomica locale, ma anche un fenomeno sociale, un elemento della quotidianità dei coreani, soprattutto dei giovani. 

Parlando di numeri, il mercato del vino dimostra segnali di crescita. Gli ultimi dati IWSR disponibili ad agosto 2018, registrano le importazioni coreane in aumento del 24,8% rispetto all’anno precedente, delle quali il 17,2% riguardano il vino italiano. L’Italia è il terzo fornitore di vino nel Paese con una quota sul totale dell’import del 13,9%, subito dopo Francia e Cile, rispettivamente con 32% e 18,9%.
Questi numeri si prevede continuino a crescere, soprattutto per quei prodotti che rientrano fra le categorie di prezzo standard e premium. 

Qual è il programma della tappa a Seoul?
All’arrivo nella capitale, giovedì 26 settembre 2019, le aziende partecipanti verranno preparate sul mercato durante una sessione formativa, così da arrivare all’incontro con gli addetti ai lavori coreani preparati al meglio. Durante la giornata del 27 settembre avranno luogo le masterclass per importatori e buyer e il Meet&Taste, una degustazione per trade e media. Il 28 di settembre ci sarà il rientro in Italia o, per chi decidesse di aderire anche ad un'altra delle nostre tappe orientali, si proseguirà con la fermata in Vietnam. 

Unexpected Italian e Wine Meridian consolidano con questo tour la partnership che ha aperto le porte dei mercati internazionali a molte aziende del vino italiane, un’occasione per penetrare un mercato con l’adeguata preparazione strategica, senza missioni improvvisate e dispersione di inutili costi. 

Per avere maggiori informazioni sulla tappa a Seoul, scrivere una mail a redazione@winemeridian.com 



Download scheda formato PDF



giovedi 20 giugno

Asia, Africa e Oceania: termina qui il nostro viaggio fra le bollicine

Terzo focus sull’andamento della categoria sparkling sui mercati mondiali. Molto bene l’Asia, mentre Africa e Oceania viaggiano a giri di motore più bassi.


Asia, Africa e Oceania: termina qui il nostro viaggio fra le bollicine
Terza e ultima fermata del nostro viaggio alla ricerca dei Paesi più “frizzanti” del mondo: ci spostiamo in Asia, Africa e Oceania, tre continenti che, negli ultimi anni, stanno lentamente soffiando via i riflettori da Vecchio e Nuovo Mondo, per puntarli dritti sopra loro stessi, soprattutto nel caso dell’Asia. Sappiamo che i consumatori di questi continenti si sono evoluti in maniera molto rapida dagli anni ’90 in poi, aprendo le loro papille gustative ai sapori occidentali, apprezzandone sempre di più le caratteristiche.

In questo terzo focus (il primo sul’Europa lo trovate qui, mentre il secondo sulle Americhe lo trovate qui) ci concentriamo quindi sull’osservare l’andamento delle bollicine nei mercati asiatici, africani e oceanici e per farlo ci affidiamo a Dossier Spumanti rilasciato da UIV e Corriere Vinicolo e dal report di previsione di IWSR per i mercati del mondo. Iniziamo!

Mercati Asiatici
Seguiamo la sapiente suddivisione apportata dal Dossier, per andare ad esporre le performance dei mercati nella maniera più dettagliata possibile ed osserviamo i blocchi di: Giappone e Coree, Medioriente, Area Cinese, Sud Est asiatico, Ex Urss, Area Indiana.
Guardando alle quote in ettolitri presenti, Giappone e Coree occupano la fetta più ampia, con un 43% nel 2017, ed una quota sul mondo del 5% (sul totale di 12% occupato dall’Asia rispetto agli altri continenti). Dal 2010 al 2017, c’è stato un aumento per un totale di 15.808 ettolitri di differenza tra i 25.046 iniziali e i 40.854 al 2017. Al secondo posto il Medioriente, con una quota del 20%, ed un CAGR che continua a scendere in negativo: il calcolo dal 2010 al 2013 lo vedeva a -1%, mentre nel calcolo 2014/2017 scende ancora a -4%. Segue ancora l’area cinese, al 19% e 18 mila ettolitri al 2017, il Sudest asiatico al 15%, Ex Unione Sovietica a 2% e l’area indiana ad un misero 1%, con però un aumento rispetto al 2010 di 1248 ettolitri di quota.

Africa
Il continente africano sembra aver perso smalto negli ultimi anni: i rallentamenti evidenti dei due principali mercati, Nigeria e Angola, pesano su tutto il blocco, facendolo precipitare da +12% a -5%. In crescita tra i maggiori Paesi Ghana, con un CAGR 2014/2017 che schizza a +116%, rispetto al +9% del triennio di calcolo precedente, ovvero 2010/2013, e Sudafrica, che resta stabile in positività a +15%.
Oceania
Prospettive interessanti su Australia e Nuova Zelanda, che insieme fanno il 94% delle quote al 2017. Secondo IWSR il Prosecco rimarrà la categoria vincente in questo paese per i prossimi anni, le varianti locali occupano al momento la gran parte del mercato, ma è stata registrata una forza di crescita non indifferente per le importazioni dall’Italia, pertanto il report suggerisce che questa tendenza prosegua anche negli anni a venire. Per la Nuova Zelanda la situazione non è altrettanto rosea, secondo il Dossier infatti le performance di questo Paese sono calate, scendendo infatti a -13% di CAGR 2014/2017, che scende oltre misura rispetto al +36% registrato nel triennio precedente. Anche gli altri due Paesi rientranti nel continente, Nuova Caledonia e Polinesia Francese, perdono quote. Secondo IWSR, nelle previsioni al 2022, l’Italia resta stabile come terzo importatore, con un CAGR quinquennale in aumento.

Noemi Mengo

Download scheda formato PDF



mercoledi 19 giugno

Giappone: here we go again!

È il quinto mercato al mondo per import di prodotti agroalimentari ed una meta di estremo interesse per l’export tricolore. Come potremmo non parlarne?


Giappone: here we go again!
Ultimamente gli stiamo dedicando molte attenzioni, poiché non vogliamo lasciarci sfuggire la possibilità di osservare la frenetica evoluzione di questo mercato e dei suoi consumatori. Stiamo parlando, naturalmente, del Giappone, meta indiscussa per gli affari nel mondo del vino dell’ultimo decennio. 
Di recente Agrifood Monitor, in partnership con Nomisma e CRIF, a seguito del IV Forum tenutosi presso il Palazzo di Varignana lo scorso 10 giugno, ha rilasciato dei dati molto interessanti inerenti al mercato giapponese, che ci sembra doveroso riportare ai nostri lettori. 

Innanzitutto è bene sottolineare che, ad oggi, con un valore superiore ai 57 miliardi di euro, il Giappone rappresenta il quinto mercato al mondo per import di prodotti alimentari, fra i cui fornitori rientra l’Italia. Al momento il Made in Italy alimentare pesa poco, l’1,5% sul totale, ma la crescita è indiscutibile: nell’ultimo anno l’import di vino italiano è cresciuto ad un tasso medio annuo del 4%. I principali concorrenti restano gli Stati Uniti, l’Australia e i Paesi Asiatici, ma grazie all’accordo di libero scambio entrato in vigore dal 1 febbraio 2019 tra UE e Giappone, i prodotti italiani sono diventati più competitivi, grazie all’abbattimento di dazi e barriere non tariffarie. Nel corso dell’ultimo decennio il valore degli acquisti dal nostro Paese sono passati da 537 a 865 milioni di euro, denotando una crescita superiore al 50%. Crescita che ritroviamo anche nei primi dati relativi al 2019. Nel primo quadrimestre di quest’anno infatti, le importazioni di prodotti agroalimentari italiani (nell'immagine in fondo all'articolo trovate le principali regione italiane di provenienza) in Giappone sono cresciute di quasi il 13% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, rispetto ad una media di mercato che ha visto aumentare l’import totale di food&beverage di circa il 9%.

Nell’ottica di voler aumentare la penetrazione all’interno del mercato, già forte grazie all’accordo di libero scambio, è stata indetta un’analisi che osservasse la percezione da parte del consumatore locale e la reputazione dei prodotti italiani, al fine inoltre di capire come mantenere o conquistare maggiore fiducia e assicurarsi rapporti consolidati di fornitura.
Dalla survey realizzata e presentata durante il Forum, emerge che nella percezione dei 1.000 consumatori giapponesi interrogati, l’Italia si qualifica come paese più rappresentativo del food di qualità, surclassando Francia e Stati Uniti, ovvero gli attuali maggiori fornitori nel mercato. 

Non tutti i consumatori, però, si dicono pronti ad acquistare ad occhi chiusi un nostro prodotto: la stragrande maggioranza dei giapponesi, infatti, è sensibile al prezzo e razionale nelle scelte di acquisto. Questa categoria di consumatori, rientra fra la prima delle 4 categorie individuate dall’analisi, ovvero quella dei “tradizionalisti cauti”, che dalla survey occupa il 48% del totale. A seguire, il gruppo, al 36%, dei “millennials sperimentatori”, ossia giovani dai 18 ai 38 anni, curiosi, aperti alle novità ed attratti dalla cultura occidentale. Terzo segmento: i “giramondo spensierati” (il 10%), consumatori della Generation X dai 29 ai 54 anni, la cui capacità di spesa è decisamente più alta rispetto alla classe più giovane. Sono attratti dal conoscere nuove culture, amano viaggiare e sono conquistabili tramite internet, degustazioni, cooking show, abbinamenti cibo e vino, secondo il report. Il quarto segmento al momento è il più debole (al 6%) ed è quello dei "salutisti consapevoli", ovvero i baby boomers dai 55 ai 65 anni, tendenzialmente con reddito alto e grande attenzione per provenienza ed aspetti salutistici.

Sappiamo bene che in questo settore lo sviluppo dell’export è un processo complesso e certosino, specie per le aziende di piccole e medie dimensioni, per le quali entrare in un nuovo mercato significa sostenere investimenti non da poco, in termini di denaro, ma anche di tempo. Per questo motivo cerchiamo di sostenere le PMI del vino italiane, guidandole, attraverso i nostri tour internazionali, nel conoscere il mercato e accompagnandole, favorendo gli incontri con importatori e figure chiave per il business del vino.
Il Giappone rientra fra le destinazioni di approdo dei nostri tour, poiché riteniamo che sia un mercato vivo e disposto ad evolversi a nuove tendenze. Secondo noi è il momento ideale, per tutte le PMI, per rimboccarsi le maniche e mettere in valigia il passaporto e le migliori skills (perché ne abbiamo parecchie!). 

Il nostro calendario è in continuo aggiornamento, lo potete trovare qui, nella sezione dedicata. 

Giappone: here we go again!

Regioni di provenienza dei prodotti. Fonte: Agrifood Monitor - Nomisma


Noemi Mengo

Download scheda formato PDF



lunedi 17 giugno

Solo Italiano: rinnovato l'evento IEM in Russia che esalta il vino italiano

L'Italia detiene il primato commerciale anche per il 2019 in Russia con una quota di mercato del 27%


Solo Italiano: rinnovato l'evento IEM in Russia che esalta il vino italiano


Incontrare i più importanti professionisti russi del settore in un evento esclusivo, riservato ai migliori produttori d’Italia: questo è da sempre l’obiettivo di Solo Italiano, l’evento ideato da IEM International Exhibition Management per valorizzare l’enologia italiana in Russia, che in questa nona edizione rinnova le sue tappe, come tradizione, a Mosca e San Pietroburgo da oggi al 19 giugno.
Quello di Solo Italiano è un successo mai venuto meno, anche in anni segnati dalla crisi del mercato (come il 2017), in cui la Russia ha saputo dare i primi concreti segnali di ripresa. Per i produttori italiani è un’opportunità fondamentale di promozione: l’obiettivo primario, infatti, è favorire l’incontro diretto con i professionisti locali (importatori, distributori, sommelier, canale ho.re.ca.) e la stampa, grazie a un ricco programma di seminari, degustazioni guidate e workshop.

Appena iniziato e non ancora giunto al termine, grande è il successo atteso per Solo Italiano 2019, forte del crescente interesse registrato anche lo scorso anno. Per il primo appuntamento, a Mosca, la location prescelta rimane il prestigioso Lotte Hotel di Mosca che ospita tre seminari con degustazioni guidate rispettivamente a cura del Consorzio per la Tutela dell’Asti D.O.C.G., del Consorzio di Tutela Vini D.O.C. delle Venezie, e dell’Istituto del Vino di Qualità Grandi Marchi. Confermato anche il Sokos Hotel Palace Bridge di San Pietroburgo in cui il Consorzio per la Tutela dell’Asti D.O.C.G. si riproporrà al pubblico russo con un seminario con degustazione guidata, seguito dalla rete di cooperative The Wine Net. In parallelo per entrambe le tappe, avrà luogo il grande walk-around tasting delle cantine protagoniste.

“La riscossa del mercato vinicolo dal 2017 ha ridato vitalità al settore con un rapido incremento a doppia cifra dell'import” afferma Marina Nedic, managing director di I.E.M “Il 2018 scongiura l'effetto “altalena” del mercato, consolidando i risultati raggiunti. Un segnale importante di stabilità che rassicura i partner commerciali, di cui l’Italia è capofila.”

Infatti, secondo gli ultimi dati di mercato risalenti al primo trimestre del 2019, l’Italia detiene il primato di partner commerciale con una quota di mercato del 27%. Nel comparto spumanti si afferma primo partner assoluto sia in valore che in quantità, rispettivamente con una quota di mercato del 55% e del 63%. L’asso nella manica si conferma la ristorazione: la cucina italiana, molto amata dai consumatori russi, costituisce un canale privilegiato per valorizzare la qualità delle etichette made in Italy.


Download scheda formato PDF




Notizie dalla prima pagina
Crescita economica, socio-culturale e turistica alla base dell’aumento delle opportunità del nostro export vitivinicolo in Asia Centrale, a partire dai Paesi come il Kazakistan e l’Uzbekistan

Asia Centrale, area strategica per il futuro del vino italiano

Crescita economica, socio-culturale e turistica alla base dell’aumento delle opportunità del nostro export vitivinicolo in Asia Centrale, a partire dai Paesi come il Kazakistan e l’Uzbekistan

Fabio Piccoli
Quando nella fase di vendita non basta solo raccontare il prodotto e l’azienda.

Il personal branding: chi sei, cosa fai e perchè non puoi farne a meno

Quando nella fase di vendita non basta solo raccontare il prodotto e l’azienda.

Lavinia Furlani
We have tasted for you Cantina Santa Maria La Palma's Cannonau di Sardegna DOC Riserva 2015 tuesday 25 june 2019

Italian wines in the world: Cantina Santa Maria La Palma's Cannonau di Sardegna DOC Riserva 2015

We have tasted for you Cantina Santa Maria La Palma's Cannonau di Sardegna DOC Riserva 2015



sfondo_wm