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Asia



giovedi 14 marzo

Si vola a Singapore, alla ricerca di nuove opportunità con Wonderfud

Il 22 e 23 maggio Wine Meridian ritorna in partnership con Wonderfud per la nuova tappa a Singapore


Si vola a Singapore, alla ricerca di nuove opportunità con Wonderfud
Il 22 e 23 maggio 2019 Wine Meridian sarà partner di Wonderfud in una nuova tappa a Singapore, una delle mete più importanti ed ambite del turismo internazionale. Grande il successo dello scorso anno, dove l’efficacia del metodo adottato da Wonderfud, denominato GOOD, ha dato la possibilità alle aziende partecipanti di venire in contatto con il mercato e le sue figure chiave. Il metodo, infatti, parte dalla ricerca del mercato obiettivo e seleziona gli operatori stranieri interessati, programmando incontri di business in loco con modalità one-to-one, definendo il piano d’azione e stabilendo una relazione di partnership tra produttore e importatore. 
Perché Singapore?
Singapore è una tappa di interesse per vari motivi, ed è un mercato caratterizzato da un forte potenziale di crescita. Il Paese rappresenta un vero e proprio hub commerciale e logistico di tutto il sud est asiatico ed è caratterizzato da un’ottima offerta del settore enogastronomico di qualità. La sua economia gode di buona salute: il Prodotto Interno Lordo (GDP, Gross Domestic Product) infatti si prevede crescerà del 3% durante i prossimi anni.
Un’altra buona notizia? Il vino presente è tutto di importazione, non c’è produzione locale che possa fare concorrenza e l’Italia rappresenta il terzo paese importatore del settore vini, con una preferenza che ricade sui rossi importanti, piuttosto che su bianchi e rosé. 

Ma quali sono gli elementi che definiscono il mercato di questa isola-stato? Ve li presentiamo in questi 10 punti

  • 1. Domanda sofisticata ed evoluta di prodotti agroalimentari e crescita nei consumi;
  • 2. Import di vini italiani in crescita;
  • 3. Attenzione alla qualità ed alla salubrità alimentare;
  • 4. Livello qualitativo della ristorazione;
  • 5. Appeal del Made in Italy;
  • 6. Hub Finanziario;
  • 7. Potere di acquisto tra i più elevati al mondo;
  • 8. Importante meta turistica e tramite per tutto il sud est asiatico
  • 9. Facilità burocratico-amministrative nelle operazioni di import/export;
  • 10. Opportunità di crescita per etichette di fascia di prezzo medio-alta.
Quali obiettivi si propone la tappa?
Accompagneremo un selezionato gruppo di aziende del settore vitivinicolo, supportandoli nelle attività di ricerca e selezione di importatori locali. Tra le attività è prevista un'introduzione al mercato vinicolo del Singapore, una Masterclass tenuta da VIA Wine Ambassadors Singapore (seguita da incontro con stakeholder del mercato) e un walk around tasting dedicato a importatori selezionati. Saranno organizzati degli appuntamenti b2b singolarmente con agenda pianifcata.


Per maggiori informazioni, scriveteci a: redazione@winemeridian.com







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martedi 05 marzo

Il Vietnam di oggi corre verso la modernità

Intervista a Marco Farnè CEO di Unexpected Italian, in previsione della tappa in Vietnam dal 30 settembre al 3 ottobre 2019


Il Vietnam di oggi corre verso la modernità

Marco Farnè


Negli ultimi anni, capita di frequente di sentir parlare del Vietnam e del grande potenziale del suo mercato vitivinicolo. L’interesse da parte di consumatori e figure chiave del Paese per il Made in Italy rende il Vietnam una meta preziosa per l’export italiano. A confermarcelo, Marco Farnè, CEO ed export manager di Unexpected Italian, la società che si occupa di supportare sui mercati più interessanti, piccole e medie imprese del vino italiane, attraverso tour e strategici incontri b2b nelle zone d’interesse.
Dal 30 settembre al 3 ottobre saremo partner di Unexpected Italian nel loro tour in Vietnam, perciò è giunto il momento di addentrarci nelle peculiarità di questo mercato, così da arrivare preparati alla perfezione. 



Vietnam, quali sono le caratteristiche essenziali da conoscere di questo Paese?
Il Vietnam attuale è un paese che corre verso la modernità e che si sta rapidamente mettendo al pari con gli altri paesi dell’Estremo Oriente. L’economia del Vietnam è in grande crescita con un rapido aumento del prodotto interno lordo di circa il 7% negli ultimi 10 anni che ha contribuito enormemente a migliorare gli standard di vita della popolazione vietnamita.I consumatori del Vietnam, da sempre amanti della birra e dei liquori, stanno sempre più apprezzando il vino che si sta ritagliando una fetta sempre più importante del mercato. Fra l’altro, negli ultimi anni, regalare bottiglie di vino durante le vacanze come Natale, Capodanno e il nuovo anno lunare, è diventata una nuova vera tendenza nel mercato vietnamita. 

Come è strutturato il mercato vietnamita? Quali le figure chiave?
Innanzitutto c’è grande differenza tra il Nord ed il Sud del Paese, a livello climatico, culturale ed anche nei consumi di vino. Al nord dove si trova la capitale Hanoi la cultura è più vicina alla confinante Cina, anche per i gusti di vino dove sono favoriti i vini rossi alcolici e morbidi. Al Sud dove troviamo Ho Chi Minh City, la capitale commerciale del paese, c’è un maggiore fermento e dinamismo, che si riflette anche nei gusti del vino, meno alcolici con bianchi e frizzanti in grande crescita, analoga situazione lungo le sterminate coste sempre più ricche di resort meta del il turismo internazionale. Per questo il nostro evento prevede 2 diverse tappe ad Hanoi e Ho Chi Minh City.
A livello di distribuzione, il mercato è sostanzialmente diviso in 3 fasce: la prima con gli importatori che gestiscono i top brand, la terza che copre il primo prezzo ed infine la seconda, quella in maggiore sviluppo grazie alla crescita del potere di acquisto del ceto medio. Ed è qui che i produttori Italiani devono concentrarsi per proporre prodotti unici, dall’ottimo rapporto qualità prezzo, differenzianti. 

Dal vostro osservatorio, qual è la percezione del vino italiano da parte di buyer e consumatori?
Innanzitutto vorrei parlare del Made in Italy che in Vietnam è percepito come un esempio concreto di cultura, arte, meccanica, tradizioni ed innovazioni, lifestyle da emulare ed importare.
Il vino italiano si posiziona come prodotto di alta qualità e viene spesso percepito come oggetto da regalo esclusivo. A conferma di questo le esportazioni italiane di vino verso il Vietnam continuano a crescere costantemente. Dal 2013 si registrano incrementi del 10,6% su base annua con un picco di aumento del 26% nel 2017 rispetto al 2016, con il vino italiano che ha raggiunto una quota di mercato dell'11% favorito anche dal forte sviluppo di ospitalità e turismo grazie ai turisti stranieri hanno raggiunto quasi 13 milioni, il 30% in più rispetto al 2016. 

Che consiglio daresti ai produttori italiani per conquistare questo mercato?
Innanzitutto questo scenario di mercato in un paese di ben 96 milioni di abitanti, ci conferma che investire adesso in questo mercato emergente, cavalcare quindi l’onda sin dall’origine, sia la politica commerciale vincente. Fra l’altro, da quest’anno, grazie ad accordi bilaterali con la UE, i dazi saranno progressivamente diminuiti, inizialmente del 65% per arrivare entro 10 anni ad una diminuzione del 99%. Questo favorirà ulteriormente le esportazioni Italiane a scapito del Cile oggi secondo paese per esportazioni in Vietnam grazie all’assenza di dazi tra i due paesi.

Visto il successo del tour dello scorso anno, quali sono gli obiettivi per la nuova tappa?
L’obiettivo principale è dare continuità di presenza: non basta affacciarsi una volta ma occorre presidiare il mercato con regolarità. Da parte nostra organizziamo l’evento una volta all’anno, poi sarà naturalmente importante che le aziende partecipanti svolgano attività di promozione continua per poter consolidare i rapporti con i contatti presi durante l’evento, servizio che direttamente forniamo a diverse aziende.
A livello di evento vogliamo poi ‘alzare l’asticella’, quindi elevare il valore ed i contenuti rispetto all’evento dello scorso anno. Di eventi sul vino il Vietnam è pieno con iniziative organizzate regolarmente da produttori di tutto il mondo a conferma del grande fermento che esiste oggi in Vietnam. Dobbiamo quindi differenziarci e dare grande valore al nostro evento. Stiamo sviluppando un nuovo format con elevati contenuti formativi anche per soddisfare l’interesse crescente per il Made in Italy e come lo scorso anno riproporremo il ‘food-pairing’. Ma non è tutto, ci saranno altre sorprese per far sì che sia davvero l’evento da non perdere per il Trade professionale Vietnamita. 

Noemi Mengo

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martedi 05 marzo

A Singapore si parte dal basso, ma si arriva a toccare il cielo

Jessica Tan, esperta del mercato, ci dà qualche dritta su Singapore, hub commerciale nella quale approderemo i prossimi 22 e 23 maggio 2019


A Singapore si parte dal basso, ma si arriva a toccare il cielo
Continuano a parlare di Singapore, meta turistica ambita dai più, e hub commerciale strategico per coloro che desiderano entrare in contatto con il mondo asiatico del vino. A confermarcelo anche Jessica Tan, esperta del mercato, a cui abbiamo chiesto, in questa intervista, un punto di vista rispetto al vino italiano nel suo Paese e qualche consiglio utile ai produttori che ambiscono all’export a Singapore.

Presto anche noi toccheremo con mano questo mercato, infatti il 22 e 23 maggio 2019 partiremo per un tour organizzato in partnership con Wonderfud, e porteremo una collettiva di aziende alla ricerca di contatti e opportunità in questo grande mercato in crescita.

Quali sono a tuo parere le iniziative più utili da avviare a Singapore per aumentare la cultura del vino
?
Sicuramente organizzare degustazioni e, ancora più importante, educare al vino, attraverso masterclass, cene e magari anche giochi.

Quale è dal tuo osservatorio la percezione nei confronti dei vini italiani? Quali le tipologie più conosciute e apprezzate e quali a tuo parere avrebbero grandi potenzialità di sviluppo?
I vini italiani a Singapore purtroppo soffrono ancora un po’ della buona percezione dei vini francesi. Tuttavia, quando le persone iniziano a provarli, cambiano la loro opinione. Penso che il problema più grande dei vini italiani risieda nel marketing degli stessi. Le regioni più importanti e conosciute qui sono il Piemonte, il Veneto e la Toscana. Gli ABC sul mercato, se parliamo di prodotti, sono invece Amarone, Barolo, Barbaresco, Brunello, Chianti, e i super toscani.
Il Sud ha grande potenziale qui, l’interesse c’è, soprattutto per Sicilia, Puglia e, anche se non fa parte proprio del Sud, la Sardegna. Credo che l’approccio migliore sia spingere sull’identità delle uve autoctone.

Hai alcuni consigli da dare alle aziende italiane che si vogliono approcciare a questo importante mercato del sud est asiatico?
Ai produttori consiglio di partire dal basso, iniziare in piccolo a Singapore e poi crescere nella regione. Si dice che Hong Kong sia l’hub principale in Asia, ma anche Singapore ad oggi è un hub commerciale strategico per chi desidera importare nei Paesi del sud est asiatico, come la Malesia, l’Indonesia, la Thailandia e le Filippine. Questi Paesi, proprio come i loro vicini, si sono aperti all’apprendimento del vino italiano, perciò al momento credo siano i più facili da educare e con i quali fare affari. La situazione è vantaggiosa per tutti, soprattutto finché i consumatori sono a proprio agio con la conoscenza dei vini, dei propri gusti in merito e dei prezzi. L’educazione crescente in materia di vino, inoltre, sta permettendo ai consumatori di fare confronti con i vini che già da tempo appezzano, sia del nuovo che del vecchio mondo, quindi tra Francia e Nuova Zelanda ad esempio.



Per informazioni sul nostro tour scrivi a redazione@winemeridian.com



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