Utilizziamo i cookie per migliorare le funzionalità di questo sito Web.

Accetto Leggi di più

sfondo_wm
sabato 25 maggio 2019 logo winemeridian.com
Italian daily news for key players and wine lovers


Siddura enosocial.com

Cantina Santa Maria La Palma Fondazione Edmund Mach Siddura WineNet CVA Canicatti Bixio https://www.cantinafrentana.it roncoblanchis.it https://corte-de-pieri.business.site/ www.ilvinocomunica.it https://www.accordinistefano.it/ http://www.cantinavicobarone.com/ Vigna Belvedere italian wine academy https://www.marchesibarolo.com/ http://www.varramista.it/it/ Farina Cantina Valpolicella http://www.consorziomorellino.it/ Tebaldi valdoca pertinace vinojobs Wine Monitor

Europa



venerdi 17 maggio

Stoccolma ed Helsinki per le aziende bio, con Organic Value

Lunedì 20 maggio a Stoccolma e mercoledì 22 maggio ad Helsinki per valorizzare le aziende biologiche italiane e connetterle a due dei mercati più attratti dai prodotti organic


Stoccolma ed Helsinki per le aziende bio, con Organic Value
Finalmente il momento è arrivato: sta per cominciare un nuovo tour di Organic Value, un giovane progetto che strategicamente mette in contatto le aziende biologiche italiane con le figure chiave dei mercati più “attractive” per la produzione organic, uno dei trend più forti in questo periodo storico.

Ecco il programma delle due tappe:
Si parte lunedì 20 maggio, con arrivo nel primo Paese, la fredda ma accogliente Svezia, precisamente a Stoccolma.
L’intensa giornata di incontri partirà da subito, con un seminario condotto dall’esperto di mercato Daniel Esberg, che farà una piccola introduzione sul mercato Svedese, cercando di approfondire le questioni relative al segmento dei vini italiani bio e biodinamici. Al termine del seminario, avrà inizio la sessione di degustazioni b2b, dove i presenti (importatori ed operatori del settore) potranno parlare direttamente con le aziende e degustare i prodotti biologici.
Infine, sarà la volta della sessione b2c, dove wine clubs e consumatori finali potranno conoscere le aziende e degustare. 

Di seguito, le aziende che parteciperanno al tour Organic Value a Stoccolma:


Una volta conquistato il mercato svedese, il 22 maggio si volerà in Finlandia, in particolare ad Helsinki, la seconda tappa prevista dal tour di Organic Value.
Anche in questo caso, la giornata partirà con un’introduzione sul mercato Finlandese presso uno dei punti vendita del Monopolio Finlandese "Alko" (adiacente al luogo dell’evento), cercando di approfondire le questioni relative al segmento dei vini italiani bio e biodinamici. Si passerà poi alle sessioni di degustazione, prima dedicate agli operatori con un b2b, e poi b2c con i titolari di wine clubs e i consumatori finali partecipanti. 

Di seguito, le aziende che parteciperanno al tour Organic Value a Helsinki:

Perché proprio questi due mercati?
Negli ultimi anni stiamo assistendo ad un calo sensibile dei consumi mondiali e di conseguenza anche dei paesi nordici. Questo calo causa l’aumento del consumo in valore: meno vino, ma con un’attenzione maggiore al valore e alla qualità. 
Il vino biologico, secondo una recente ricerca di Wine Intelligence, rappresenta quindi la tipologia di vino alternativo più riconosciuto sia da operatori che consumatori più attenti alla qualità.
Sono, in particolare, Finlandia, Svezia e Germania a spingere il sistema distributivo alla vendita sempre maggiore di vini biologici. Svezia, e Finlandia sono mercati monopolistici con appositi negozi di vendita al dettaglio per gli alcolici. I Monopoli di importazione esistevano nel passato, oggi invece esistono le figure degli importatori che si occupano di stoccare e rivendere i vini acquistati ai Monopoli che in cambio vendono i prodotti attraverso i loro negozi al consumatore finale. La vendita al consumatore finale nel canale HORECA è gestita interamente dagli importatori o da loro grossisti. Non è pertanto difficile entrare in contatto con queste figure, specie se si ha l’occasione di effettuare con essi incontri b2b dedicati e ben strutturati come quelli messi a disposizione dal progetto Organic Value.





Download scheda formato PDF



giovedi 16 maggio

Russia: tra crisi e rinascita

Horeca, Prosecco, Pinot Grigio: dopo la crisi del 2015 in Russia, questi i tre moschettieri chiamati a difendere i segnali di crescita economica nel settore del vino


Russia: tra crisi e rinascita
Tra crisi e rinascita, in un’altalena che fa "su e giù" e non si è ancora fermata. Questa è l'immagine che ci viene in mente quando pensiamo alla Russia oggi.
In vista della tappa estiva in Russia dal 17 al 19 giugno con IEM International Exhibition Management, facciamo il punto della situazione su questo delicato panorama che ha subìto importanti trasformazioni negli ultimi cinque anni prendendo in riferimento i dati riportati durante il convegno sul mercato russo organizzato da Simple Ltd, al quale abbiamo partecipato nell'ultima edizione del Vinitaly.

Bisogna partire dalla profonda crisi iniziata nel 2015, anno in cui il prodotto interno lordo è diminuito del 2,8%. Questo ha spaventato molti imprenditori e reso i clienti più pessimisti rispetto allo sviluppo economico del Paese. Considerando il periodo precedente a questa decrescita, si può affermare che la cucina italiana facesse da padrona nel settore alimentare e, tutt'ora, mantiene una buona posizione. Tuttavia la calata dei prodotti importati ha contribuito a creare una cucina locale russa con la quale oggi si trova a dover competere anche quella italiana.
Bisogna essere realisti, non si prospetta un contesto idilliaco per questo 2019. Per quale motivo? Cerchiamo di riassumerlo in tre punti fondamentali:
- Conseguenze finanziarie delle sanzioni europee e americane
- Volatilità del tasso di scambio
- Aumento della VAT (iva) dal 18% al 20%.

Nonostante ciò negli ultimi anni hanno iniziato a registrarsi anche alcuni segnali in positivo. Il canale più rappresentativo è l'Horeca, con un +3,7% del 2018 rispetto al -5,0% del 2015. Nella struttura gerarchica dei vini fermi, sebbene ci sia stata una decrescita generale nel 2018, l'Italia rimane tra i primi Stati importatori in volume (17%, come la Georgia), insieme alla Spagna (19%), Francia (13%) e gli altri (34%).

I dati più interessanti vengono dal settore delle bollicine: il Prosecco ha visto un aumento del valore del 91% in quattro anni (2014/2018), occupando, a pari passo con lo Champagne, il 13% del volume globale nel sistema import. Anche il Pinot Grigio continua a farsi valere, con un +57% in valore rispetto sempre allo stesso stacco di riferimento 2014/2018. Bisogna però fare una precisazione: in riferimento al Pinot Grigio il segnale in positivo riguarda le bottiglie di fascia bassa con un costo inferiore ai cinque euro, in quanto le bottiglie superiori ai cinque e dieci euro hanno registrato una notevole decrescita del -41%.
Da questo dato possiamo evidenziare come la fascia più promettente sia quella popolare, legata quindi ad un prezzo basso, rispetto invece alle categorie di fascia più alta.

IWSR inoltre segnala che le previsioni al 2022 sono positive per il vino importato in Russia, sia fermo che sparkling. Per quanto riguarda i vini fermi, l’Italia resterà al terzo posto, dopo Georgia e Spagna, ma il CAGR quinquennale per origine è a doppia cifra. Da un volume in casse da 9 litri di 4.6 milioni nel 2017, si passerà ad un volume di 8.1 milioni nel 2022, segnando un +11.9%. Nella categoria delle bollicine invece, l’Italia è il primo importatore nel Paese, a seguire Francia e Spagna. Il CAGR per origine anche qui è in positivo, +7.7% dato dal passaggio tra i 2.3 milioni in casse da 9 litri di volume nel 2017 a 3.3 milioni nel 2022 previsti. 

Dai dati in nostro possesso dunque, l’altalena sembra non aver esaurito la sua corsa, ma sicuramente il movimento di oscillazione è profondamente rallentato e le prospettive di crescita sono senza dubbio incoraggianti. Staremo a vedere cosa accadrà nei prossimi mesi: noi siamo pronti a riportare dal vivo, sul posto, i commenti di importatori ed operatori del settore. Appuntamento dunque a giugno per un nuovo aggiornamento sul mercato russo.



Per info scrivi a redazione@winemeridian.com


Giulia Tartaglione

Download scheda formato PDF



lunedi 13 maggio

Bollicine: una crescita che sorride ai mercati mondiali

Una panoramica sull’andamento mondiale della categoria sparkling, ed un focus sul continente europeo, primo fra tutti in termini di consumi e importazioni


Bollicine: una crescita che sorride ai mercati mondiali
Visto il grande e recente successo delle bollicine che, negli ultimi anni, stanno crescendo, soprattutto grazie al Prosecco e al relativo aumento di bottiglie presenti sui mercati, abbiamo pensato di andare ad osservare con la nostra lente lo storico dei risultati ottenuti dalla categoria sparkling, confrontando alcune previsioni per i prossimi anni. Per farlo, ci avvaliamo sia dei dati forniti da IWSR Vinexpo relativi al periodo 2017-2022, sia del prezioso Dossier Spumanti realizzato da UIV (Unione Italiana Vini) e dal periodico Il Corriere Vinicolo.

Dal 2008 in poi, sono 3 i Paesi che hanno reagito al mercato sparkling nella maniera più positiva: UK, USA e Germania, che secondo i dati forniti da UIV, sono passati da un commercio totale di spumanti del 39% nel 2008 a un totale di 43% nel 2017. Inoltre, su questi tre Paesi fanno scalo i 2/3 delle spedizioni di spumante a livello mondiale, nel 2017 pari a 8,1 milioni di ettolitri. Questi Paesi rientrano fra i mercati più grandi per le bollicine, e anche fra i maggiori importatori, a seguirli, certo con minore impatto, sono Belgio, Giappone, Russia, Francia, Svizzera, Canada, tra i primi 10.

I dati IWSR generici sul comparto delle bollicine ci conferma alcuni di questi dati, infatti USA e Germania rimangono, nelle previsioni, sulle loro comode postazioni, ma il Regno Unito, all’alba del 2022 verrà letteralmente spedito a qualche gradino più sotto, per fare posto all’Italia, che si confermerà il mercato più grande e attivo, con un CAGR quinquennale 2017-2022 in positivo al +2.1%, con un volume complessivo che passerà dai 40 milioni in casse da 9 litri del 2017 a 45 milioni nel 2022. La Germania subirà una lieve decrescita, con un CAGR a -1.1% passerà dagli attuali 45 milioni, a 43 milioni; gli Stati Uniti cresceranno, con +4.5% di CAGR fino al 2022 e passeranno da 28 milioni a 35 milioni. Resta più in basso, secondo IWSR il Regno Unito, che da 15 milioni nel 2017 passerà grazie a +2.4% di CAGR a 17 milioni.

I dati UIV ci forniscono anche un’interessante panoramica sulle importazioni per continenti, a capo dei quali vi è dal 2008 in testa l’Europa, sul quale faremo un breve approfondimento, con una sensibile crescita durante gli anni che l’ha portata da un volume d’importazione di 352.898 ettolitri nel 2008 a 494.670 ettolitri nel 2017. A seguire il Nord America, con una crescita inferiore in termini di ettolitri, ma più decisiva: nel 2008 erano 59.865 gli ettolitri registrati per le bollicine in questo mercato, mentre nel 2017 sono diventati 150.507. A seguire, l’Asia, con 95.783 ettolitri registrati nel 2017; il Centro e Sud America con 27.138 ettolitri; l’Oceania con 22.173 ettolitri e infine l’Africa con 15.232 ettolitri nel 2017.

Focus sul mercato europeo
In questo primo di una serie di approfondimenti sulla categoria sparkling, scegliamo di addentrarci nei dati relativi all’Europa, primo continente per importazione e consumo di spumanti. Bisogna considerare innanzitutto un primo elemento: all’interno del blocco europeo, c’è una delle tre potenze segnalate inizialmente: Il Regno Unito, che con 1,4 milioni di ettolitri nel 2017 rappresentava il 30% di tutto lo spumante circolato nel continente, di conseguenza, le performance continentali seguono gli andamenti di questo mercato, che trova parziali bilanciamenti solo dalla Germania, detentrice del 14% del totale, ma con dinamiche d’importazione stabili. 
Dossier Spumanti, suddivide il continente europeo in 7 sottogruppi, che abbiamo deciso di riportare: il primo è l’insulare (UK+Irlanda) con importazioni a 145.426 ettolitri nel 2017; poi il centro del continente (quindi Germania, Svizzera, Francia, Paesi Bassi, Austria, Belgio) che detiene una fetta del 40%, con tassi di crescita discreti sul lungo periodo (+2% nel secondo quadriennio considerato dalle statistiche (CAGR 2014-2017), per un volume di poco meno di 2 milioni di ettolitri di prodotto, cresciuti partendo dai 163.694 registrati nel 2010).Terzo blocco è quello che fa capo alla Russia e ingloba le repubbliche baltiche, Ucraina e Bielorussia: il totale assorbito è di circa 65.000 ettolitri, il 13% del totale continentale, con performance in riduzione (- 3% sul CAGR 2014/2017). A seguire il blocco scandinavo, di cui la metà dei traffici (43.000 ettolitri) viaggiano con direzione Stoccolma, uno dei nuovi presidi del Prosecco. Quote inferiori, appartengono all’Europa mediterranea, con l’Italia al 40% del totale (fatto soprattutto di Champagne), e dall’Europa Est continentale (Polonia, Ungheria, Rep. Ceca e Slovacchia), blocco in positivo. Chiude la parte balcanica, dove il principale importatore è la Romania, con oltre un terzo degli oltre 12.400 ettolitri assorbiti. 

Un buon posizionamento per gli sparkling nel continente che ci ospita e che sembra avere tutta l’intenzione di continuare ad investire sul mercato della spumantistica, vista la crescente notorietà di alcune categorie come Prosecco e Asti, e le positive previsioni per gli anni a venire. 

Bollicine: una crescita che sorride ai mercati mondiali

Fonte: UIV Dossier Spumanti - Corriere Vinicolo


Noemi Mengo

Download scheda formato PDF




Notizie dalla prima pagina
Abbiamo degustato per voi il 137 Brut Oltrepo' Pavese Metodo Classico Pinot Nero DOCG dell'Azienda Agricola Manuelina sabato 25 maggio

Italian wines in the world: 137 Brut Oltrepo' Pavese Metodo Classico Pinot Nero DOCG dell'Azienda Agricola Manuelina

Abbiamo degustato per voi il 137 Brut Oltrepo' Pavese Metodo Classico Pinot Nero DOCG dell'Azienda Agricola Manuelina

Il grande metodo classico protagonista al Festival di Cannes 2019 venerdi 24 maggio

Festival di Cannes 2019: Equipe5 vino ufficiale dell’American Pavilion

Il grande metodo classico protagonista al Festival di Cannes 2019

Perché, dal nostro punto di vista, è sempre più importante che un manager del vino, sia esso impegnato sull’area commerciale o su quella tecnica, sia competente su più tematiche connesse allo sviluppo dell’impresa vitivinicola

Il manager del vino ideale? Multidisciplinare

Perché, dal nostro punto di vista, è sempre più importante che un manager del vino, sia esso impegnato sull’area commerciale o su quella tecnica, sia competente su più tematiche connesse allo sviluppo dell’impresa vitivinicola

Fabio Piccoli


sfondo_wm