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Sud America



giovedi 25 luglio

Il gruppo Veronafiere accelera in Brasile

A settembre al via, tra le manifestazioni previste, anche un evento sul vino: Wine South America.


Il gruppo Veronafiere accelera in Brasile
Si preannunciano due mesi ad alta intensità per Veronafiere Do Brasil, la società controllata dal gruppo Veronafiere che fa da avamposto nel mercato del Sud America per il mondo dell'edilizia, del marmo e del vino. All’indomani dello storico accordo commerciale raggiunto tra Unione Europea e i Paesi del Mercosur (Brasile, Argentina, Uruguay e Paraguay), Veronafiere consolidala propria presenza in Brasile con alcuni eventi in calendario tra agosto e settembre, tra cui uno dedicato al settore wine. Già oggi l’Ue rappresenta il principale partner commerciale del blocco sudamericano: le esportazioni europee verso quest’area hanno raggiunto i 45 miliardi in valore nel 2018, mentre le importazioni hanno toccato quota 42,6 miliardi. E i numeri, proprio in virtù della nuova intesa, sono destinati a crescere. 

“L’America latina rappresenta un mercato dalle grandi potenzialità, in particolare alla luce del nuovo accordo Ue-Mercosur, raggiunto dopo quasi vent’anni di trattative e non senza polemiche”, spiega Maurizio Danese, presidente di Veronafiere. 


“Tramite le attività della società controllata Veronafiere Do Brasil il nostro gruppo continua a rafforzare la propria presenza in questa regione nell’ottica di una sempre maggiore internazionalizzazione”. Una presenza, come sottolinea Giovanni Mantovani, direttore generale di Veronafiere, “che si conferma di grande trasversalità, interessando settori molto diversi. La nuova intesa tra Ue e Mercosur, sebbene presenti alcuni profili di criticità in tema di tutela dei nostri prodotti agroalimentari, diventa tuttavia strategica: si stima, infatti, che le imprese europee risparmieranno oltre 4 miliardi di euro all’anno grazie alla rimozione di gran parte dei dazi sulle esportazioni in quest’area, che conta oltre 280 milioni di persone”.


Sarà la volta quindi della seconda edizione di Wine South America, in programma dal 25 al 27 settembre a Bento Gonçalves, sempre nello Stato di Espìrito Santo. Un evento che ha l’obiettivo di legare, nel nome del vino, l’America latina con l’Europa: da una parte le esportazioni dei Paesi produttori verso il Mercosur, dall’altra la creazione di joint venture e collaborazioni tra aziende brasiliane e italiane. Il Brasile è infatti il primo importatore di vino tra i Paesi emergenti, per un valore di 325 milioni di euro nel 2017, ma finora la quota italiana, sebbene sia in aumento, è ferma tra il 10 e il 15%: le potenzialità di crescita per le imprese del Belpaese sono quindi altissime.


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giovedi 27 giugno

Accordo UE-Mercosur si avvicina alla definizione, ma qualcosa scricchiola

Nella fase conclusiva del negoziato più complesso, UIV insiste sull’urgenza di ottenere un accordo che possa eliminare le barriere tariffarie da subito


Accordo UE-Mercosur si avvicina alla definizione, ma qualcosa scricchiola
“Dopo diversi anni di lavoro tecnico e intense discussioni, l'accordo commerciale UE-Mercosur si avvicina finalmente alle ultime fasi. Purtroppo abbiamo appreso che in materia tariffaria per il settore del vino il Mercosur propone un’eliminazione delle barriere tariffarie dopo 15 anni dall’entrata in vigore dell’accordo. In questo modo, il vino italiano non trarrebbe alcun beneficio a breve e medio termine dalla conclusione dell’accordo e i vini argentini e cileni continuerebbero a rafforzare le loro quote di mercato in Brasile. Per questo Unione Italiana Vini ritiene indispensabile che l’Unione Europea ottenga un’eliminazione completa dei dazi sul vino fin dall’entrata in vigore del trattato”.
Con queste parole,
Paolo Castelletti, Segretario generale di Unione Italiana Vini, fa appello al Ministero dello Sviluppo Economico perché venga posta particolare attenzione in questa ultima fase del negoziato commerciale UE-Mercosur, affinché la Commissione Europea possa giungere a un accordo che possa portare vantaggi concreti al settore del vino su questioni cruciali che vanno dalle barriere tariffarie e non tariffarie, alla difesa delle denominazioni italiane.

“Nel Mercosur" aggiunge Castelletti "siamo in competizione con Paesi che non hanno le stesse restrizioni. Il Brasile, tra i mercati emergenti, è uno dei più dinamici e promettenti in chiave di potenziale aumento dei consumi pro capite di vino. Tuttavia, le barriere tariffarie e non tariffarie presenti in questo Paese impediscono o rallentano lo sviluppo del business delle imprese vitivinicole. L’accordo dovrà garantire, mediante uno specifico ‘capitolo vino’, il superamento di queste barriere che oggi impediscono un corretto e trasparente accesso al mercato”.

Secondo l’osservatorio del vino, infatti, nel 2018 l’export vinicolo italiano in Brasile è stato di circa 35 milioni di euro, con una preoccupante flessione del 9,2% in valore e del 21% in volume rispetto al 2017. Tale dato è sinonimo delle difficoltà riscontrate dagli operatori italiani in questo mercato, nonostante gli importanti investimenti in promozione e internazionalizzazione.

“Una seconda questione cruciale per le imprese vinicole dell'UE" conclude Castelletti "è la protezione delle indicazioni geografiche (IG). Nel corso dei negoziati, abbiamo sempre sottolineato, in particolare, l’urgenza di ottenere la protezione della DOP Prosecco, utilizzata nei Paesi Mercosur come nome di varietà. Chiediamo, quindi, il massimo impegno anche in tal senso e che ogni strategia sia messa in campo per trovare una soluzione che assicuri la protezione del nome Prosecco, al fine di evitare una escalation di azioni volte ad usurpare e utilizzare questa DOP in Brasile e Argentina, che causerebbe un ingente danno economico e di immagine ai produttori italiani in quei Paesi e in altri mercati internazionali”.

Con questo appello al governo e alla Commissione Europea, Unione Italiana Vini auspica che l’ultimo ciclo di negoziati possa portare a un deal soddisfacente per il settore del vino, in grado di rilanciare l’export e gli investimenti nei Paesi dell’America Latina.


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lunedi 03 giugno

Bollicine in America: stabilità a Nord, alti e bassi a Centro-Sud

Prosegue il nostro viaggio alla scoperta delle bollicine nel mondo, è la volta del Continente Americano


Bollicine in America: stabilità a Nord, alti e bassi a Centro-Sud
Nello scorso “episodio”, abbiamo svolto una panoramica sullo stato di salute attuale del mondo sparkling sui mercati internazionali, e ne è emerso che, dal 2008 in poi, sono 3 i Paesi che hanno reagito al mercato sparkling nella maniera più positiva: UK, USA e Germania, uno di questi tre, fa parte del continente a cui dedichiamo uno speciale focus all’interno di questo articolo: l’America.

Proseguiamo quindi il nostro osservatorio sull’andamento delle bollicine e ci avvaliamo del prezioso Dossier Spumanti, rilasciato da UIV e Corriere Vinicolo, il quale dichiara che
i dati per le bollicine sono positivi, in particolare nel Nord del continente, salvo qualche eccezione nel Centro e a Sud.

Così come anche il Dossier ci invita a fare, leggiamo i dati suddividendo le terre del “Nuovo Mondo”, in due sezioni che identificano le zone non solo geograficamente, ma anche in base alle economie presenti all’interno degli Stati.
Nel Nord America, comprendente Stati Uniti, Canada e Messico, nel 2017 la quota % di volume registrata per gli Stati Uniti era dell’84% sul totale, con un volume in ettolitri di 126.239. A seguire il Canada, con 16.637 ettolitri registrati al 2017, ovvero l’11% sul totale Americhe, e infine il Messico, con un timido 5% e 7.631 ettolitri, esattamente 4578 ettolitri in più rispetto al 2010. La quota sul mondo occupata da tutti e tre i blocchi non è però molo alta: il 19%, di cui il 16% occupato dagli Stati Uniti.

Il CAGR 2014/2017 è interessante, in crescita sia per USA (+14%) che Canada ((+12%), ed in decrescita per il Messico, nel calcolo 2010/2013 era a +19%, mentre nel calcolo 2014/17 scende a +7%. Restando sugli Stati Uniti, anche secondo IWSR le prospettive per il mercato delle bollicine sono molto positive nei prossimi anni.  L’aumento di consumo di vino dal prezzo più alto, eleverà la categoria con una forte crescita prevista appunto nei comparti di prezzo premium e super premium. Il consumo di vino spumante sembra essere diventato libero da una stagione precisa, così come il rosé nelle sue tendenze mondiali, e si prevede si continui su questa via, poiché sembra che i consumatori trovino sempre più occasioni di consumo durante l'arco dell’anno.
Sempre secondo le analisi di IWSR, l’Italia è stato, è e sarà leader USA per le importazioni, naturalmente grazie ai buoni risultati riscossi dal Prosecco. Anche in Canada, l’Italia rimane il primo importatore con un CAGR quinquennale 2017/2022 a +9.8% sui dati considerati da IWSR. In Messico, invece, non si parla solo di Prosecco, ma è il Lambrusco a riscuotere un interesse particolare sui consumatori.

La parte centro meridionale del Continente, non presenta decisamente gli stessi numeri, e nemmeno le stesse prospettive. Sono 27.138 gli ettolitri totali che il Dossier “spacchetta” a seconda di Paesi, dinamiche ed approcci diversificati, 15.192 quelli relativi al Sud America, e 11.946 quelli del Centro e dei Caraibi. Come abbiamo segnalato in diversi nostri articoli, quote positive per il Brasile che, detenendo il 42% del traffico, è in crescita, dopo alcuni anni di alti e bassi. A livello di volume, nella parte più a Sud, escluso il Brasile, le quote più importanti sono detenute da Perù (12%), Colombia (10%), e Cile (10%).
Per quanto riguarda il centro, invece, le quote di volume maggiori sono detenute da Panama (19%), Jamaica (17), e Repubblica Dominicana (17%), che insieme rappresentano il 34% del totale. 
C’è ancora del lavoro da fare, lo sappiamo, Stati Uniti e Canada garantiscono una stabilità alla categoria per ovvie ragioni, il mercato è più solido in entrambi i casi, così come il sistema economico ed il gusto dei consumatori, ormai educati al vino italiano da anni. Diversa è la situazione nel Centro Sud, come abbiamo visto, caratterizzato da Paesi, come il Brasile, molto dinamici ed in grado di stravolgere le proprie economie, in negativo o in positivo, nel giro di poco tempo. Queste le nostre considerazioni finali, osserveremo l’evolversi di questo grande Continente, le Americhe, terre così vicine, eppure così lontane nello stile di consumo.

Noemi Mengo

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