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WineMeridian
mercoledi 28 giugno 2017 logo winemeridian.com
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Ai nastri di partenza i 25 nuovi export manager della riconoscibilità

Con la presentazione di 4 interessanti e originali Project Work si è conclusa la 5a edizione del Master in Wine Export Management della prestigiosa Fondazione Mach di San Michele all’Adige


Ai nastri di partenza i 25 nuovi export manager della riconoscibilità
Un Master per pensare internazionale. La quinta edizione del Master della Fondazione Edmund Mach di San Michele all’Adige in Wine Export Management (WEM), che forma futuri professionisti dell’export, è terminato da alcuni giorni .
Si dichiara molto soddisfatto del semestre appena trascorso Massimo Bertamini, responsabile del Master della Fondazione e rivela: “Stiamo già pensando alla prossima edizione e possiamo già anticipare che il prossimo anno vedrà una focalizzazione molto forte su tutte le dinamiche legate all’export del vino ed un coordinamento approfondito di tutte le attività che affiancheranno alla teoria anche un’applicazione sempre più pratica”.
I 25 partecipanti dell'edizione 2017 , selezionati tra un folto gruppo di candidati provenienti da tutta Italia e da percorsi di studio molto diversi tra loro, hanno avuto la possibilità di apprendere durante l’esclusivo percorso formativo come diventare o affinare le competenze in Wine Export Management.
“Cosa significa gestire oggi le complesse dinamiche dell’export vitienologico? Il WEM implica un complesso di conoscenze e competenze. L’export, infatti, è solo l’attività terminale di un processo di azioni che devono consentire l’impresa ad essere adeguata ai mercati internazionali. Per questo è necessaria una figura come il Wine Export Manager, o figure analoghe che ne condividano gli obiettivi e le competenze, biglietto da visita dell’azienda sui mercati, in grado di raccontare l’identità di un brand e di un territorio” racconta Bertamini.
L’Executive Master ha proposto lezioni di approfondimento e testimonianze di protagonisti del settore che vanno dalla fase della produzione a quella del vero e proprio export management. Tra gli ospiti per la Case History di quest’anno Marilisa Allegrini, Silvana Ballotta, Claudio Farina, Roberto Bosticco, Matilde Poggi e molti altri ancora.
“Il master ha rappresentato un percorso formativo incentrato sugli aspetti basilari e teorici utili alla professione, spingendosi anche verso concetti "filosofici e motivazionali" che possono rivelarsi di grande aiuto per capire le proprie attitudini e affrontare le sempre più comuni problematiche del mondo del lavoro” racconta uno studente.
Un altro corsista descrive invece così la sua partecipazione: “Il Master mi ha aperto gli occhi, ha suscitato in me quegli interrogativi che sono alla base di ogni azione di marketing e vendita in Italia e all'estero; capire infatti chi si è, i fattori identitari di un’impresa, dei suoi prodotti, ma anche la visione personale di un territorio ed il know-how che ci differenzia rispetto ai competitor nazionali ed internazionali, sono le fondamenta per la corretta impostazione di una vision e una strategia aziendale capace di conseguire obiettivi ambiziosi”.
Molta attenzione anche all’aspetto relazionale, che non va mai dimenticato, in un settore come quello del vino rappresenta uno degli elementi fondamentali dove il racconto e l’efficacia del messaggio sono il fulcro del lavoro per un Wine Export Manager.
In conclusione la testimonianza di una corsista: “Pur non conoscendo il mondo enologico, le dinamiche dei mercati, mi sento di affermare, che ci sono e ci saranno sempre le buone e cattive congiunture, le crisi economiche, le contrazioni dei mercati. Quello che fa la differenza siamo proprio noi, i manager della riconoscibilità, pronti a scendere in campo con passione, audacia, perseveranza, tenacia. Ho visto tante realtà imprenditoriali create dal nulla e sbocciate sotto il peggiore degli auspici fiorire solo perché le persone ci credevano ed investivano tutte le proprie energie per la realizzazione di un sogno. E ha funzionato. Sempre.”


Lavinia Furlani

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