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Anche il 2017 conferma le debolezze del vino italiano in Cina

L’Italia del vino anche nel 2017 conferma la sua posizione di mezza classifica sul mercato cinese con un volume di importazioni pari a 29,4 milioni di litri per un valore totale di 111,8 milioni di euro, entrambi molto vicini a quanto ottenuto nel 2016. La fetta di mercato è stabile al 6% da molti anni


Anche il 2017 conferma le debolezze del vino italiano in Cina

A fine gennaio, Natalie Wang di The Drinks Business ha pubblicato un’interessante articolo sui Top10 dei paesi produttori di vino più importati in Cina nel corso del 2017. Mentre il primo posto della Francia non è una sorpresa per nessuno, le altre posizioni possono presentare validi spunti di riflessione.
Durante l’anno scorso, le importazioni in Cina hanno continuato a crescere fino a raggiungere i 746 milioni di litri per un valore di circa 2.200 miliardi di euro, valori doppi rispetto al 2013 giusto per fare un esempio per una crescita costante di anno in anno del 16,88% per i volumi e del 17,96% per il valore totale delle transazioni, secondo quanto dichiarato dal General Administration of Customs della Cina, un ministero che si occupa anche della gestione delle importazioni e delle esportazioni.
La provincia più importante è quella del Guangdong, a sud del paese, vicino a Hong Kong e Macau, dove le importazioni hanno raggiunto un valore di quasi 850 milioni di euro, ed è seguita dall’area di Shanghai, con quasi 700 milioni. Le altre sono Zhejiang (170 milioni), Fujian (120 milioni), Pechino (119 milioni), Tianjin (120 milioni), Shandong (100 milioni), Jiangsu (70 milioni), Liaoning (30 milioni) e infine il Sichuan (15 milioni).

Veniamo ora alla classifica dei paesi importatori, partendo dal decimo posto.
10. Argentina
L’Argentina chiude questa classifica con 5,05 milioni di litri importati per un valore totale di 17,75 milioni di euro, registrando una perdita del 9,6% rispetto al 2016 per quanto riguarda il volume e del 4,5% per il valore, scivolando dall’ottavo al decimo posto. Se questo trend dovesse continuare, il paese si troverebbe in una situazione difficile considerando anche che la sua percentuale del mercato delle importazioni è dell’1%.

9. Portogallo
Il Portogallo ha visto il valore delle sue importazioni crescere del 16,91% nel corso dell’anno appena concluso fino a raggiungere un valore di 17,83 milioni di euro. È interessante notare che se si prendesse in considerazione solo il volume delle importazioni, il Portogallo sarebbe ottavo in questa classifica.

8. Sud Africa
Il 2017 è stato un anno complicato per i vini sudafricani. Le importazioni in Cina sono crollate del 29,71% per un valore totale di 19,64 milioni di euro. A spargere sale sulla ferita ci hanno pensato anche le esportazioni in generale, calate del 15,48%, per un volume totale di 8,12 milioni di litri. Purtroppo il 2018 sarà un’altra annata difficile per il Sud Africa a causa della continua siccità che porterà molto probabilmente alla vendemmia più scarsa degli ultimi 10 anni.

7. Nuova Zelanda
Se The Drinks Business avesse preso in considerazione solo il volume per stilare questa classifica, allora la Nuova Zelanda non sarebbe nemmeno nei primi 10. Mentre, grazie all’alto valore delle sue esportazioni, ottiene il settimo posto, con un totale di quasi 24 milioni di euro, registrando una crescita del 39,89%, merito del trattato di libero commercio siglato nel 2008 e aggiornato nel 2016.
La Nuova Zelanda ha un totale di poco più di 37000 ettari vinificati, soprattutto di Sauvignon Blanc, Pinot Noir, Chardonnay e Pinot Gris, la maggior parte nell’area di Marlborough.

6. Stati Uniti
Un valore totale di 60,74 milioni di dollari è la cifra che attesta la crescita delle importazioni statunitensi in Cina (44,09% rispetto al 2016), mentre i volumi sono rimasti sostanzialmente invariati, a prova del fatto che a crescere sia stato il prezzo medio di ogni bottiglia.

5. Italia
L’Italia si piazza a metà della classifica, con un volume di importazioni pari a 29,4 milioni di litri per un valore totale di 111,8 milioni di euro, entrambi molto vicini a quanto ottenuto nel 2016. La fetta di mercato è stabile al 6% da molti anni.

4. Spagna
Rispetto al 2016, la Spagna passa dal terzo al quarto posto per quanto riguarda volumi e valore di importazioni (67,9 milioni di litri per un totale di 120,4 milioni di euro). Ma la vera sorpresa riguarda il volume importazioni di vino all’ingrosso dove la Spagna ottiene il primo posto, scavalcando il Cile, con una crescita del 200%, sebbene il Cile continui a dominare per valore delle importazioni.

3. Cile
È proprio il Cile ad aprire la Top3, grazie ad un Trattato di Libero Commercio che ha fatto sì che la Cina diventasse il mercato numero uno delle importazioni cilene. Valore e volume sono cresciuti rispettivamente del 27,5% e del 23,66% nel corso del 2017, senza considerare quanto scritto per le importazioni di vino all’ingrosso, dove comunque il Cile continua a dominare con un totale di 48,3 milioni di euro.

2. Australia
La Cina è stata il fattore principale della crescita dell’industria del vino australiana. Nel 2017, il volume delle importazioni è stato di 105,7 milioni di litri per un valore di più di 545 milioni di euro, 33,2% e 25,77% in più rispetto al 2016. Sebbene la Francia resti comunque al primo posto, l’Australia si gode un prezzo medio per bottiglia maggiore, 5,18 euro al litro contro i 3,87 della Francia. Tutto questo è dovuto al fatto che la Cina ha abbassato ulteriormente le tasse di importazione sui vini australiani, grazie a due Trattati di Libero Commercio. Tariffe che saranno completamente eliminate nel 2019.

1. Francia
Come già ampiamente anticipato e anche ampiamente prevedibile, la Francia resiste al primo posto, grazie all’amore del mercato cinese per il Bordeaux. Il valore delle importazioni ha registrato una crescita dell’8,83% nel corso del 2017, per un valore totale di quasi 850 milioni di euro, staccando di misura i 548,4 milioni di euro delle importazioni australiane. Bordeaux resta la regione preferita ma anche altre come Languedoc e l’area della Valle del Rodano stanno crescendo.

Francesco Piccoli

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