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venerdi 14 settembre

Baglio del Cristo di Campobello, un’azienda siciliana legata alla propria terra e ai propri ricordi

Carmelo Bonetta ci racconta l’azienda che gestisce e porta nel cuore


Baglio del Cristo di Campobello, un’azienda siciliana legata alla propria terra e ai propri ricordi

Angelo, Domenico e Carmelo Bonetta


È un racconto di passione per la Sicilia e i suoi frutti quello di cui Carmelo Bonetta, titolare dell’azienda Baglio del Cristo di Campobello, ci ha reso partecipi con questa intervista. La dimostrazione di come da un luogo storico del Sud Italia e dalle sue innate caratteristiche possa nascere una realtà felice ed impegnata che, con l’attenzione anche ai dettagli più piccoli, raccoglie successi e non sembra decisa a fermarsi.

Come è nata la vostra azienda?

Apparteniamo a una famiglia di vignaioli da generazioni, quindi la passione e l’attaccamento alla nostra terra e ai suoi meravigliosi frutti ha sempre fatto parte della nostra vita. Dopo decenni trascorsi a coltivare vendemmie, è nata la visione di un nuovo percorso enologico, alla ricerca della qualità assoluta. Con la consapevolezza di avere le risorse giuste, il luogo adatto, uno straordinario microclima e le persone qualificate, prende così vita l’idea del Baglio del Cristo di Campobello.

Come mai il nome Baglio del Cristo di Campobello?
Il nome non è di fantasia, ma è composto da tre elementi reali del nostro territorio: la zona di produzione, per l’appunto Campobello di Licata, un paese della Sicilia agrigentina; un antico baglio, tipica struttura agricola dove i contadini un tempo vivevano e svolgevano tutte le loro attività; un Cristo ligneo che si erge tra i vigneti, risalente a circa duecento anni fa. Fu posto lì da un contadino che lavorava questi terreni in seguito ad una grazia ricevuta. Da allora, il Cristo divenne un punto di riferimento nella zona per tutti i contadini, tanto che la contrada, pur chiamandosi Favarotta, è nota come contrada “Cristo”. La devozione al Cristo è rimasta tale negli anni che ogni 3 maggio si rinnova la tradizione di un pellegrinaggio di fedeli che partono da Campobello di Licata e raggiungono a piedi il Cristo.

Dove si trova la vostra azienda e che peculiarità ha il vostro territorio?
Siamo a Campobello di Licata, in provincia di Agrigento, in una zona collinare, a circa 300 metri sul livello del mare e a 8 km dalla costa di Licata. Un luogo incontaminato, dalle infinite sfumature ambientali, vocato alle tradizioni religiose locali e coltivato con passione e dedizione, con sapienza ed esperienza dai suoi tre “padri di famiglia”. Qui i terreni gessosi insieme ad un microclima ottimale rendono unici i nostri vini.

Se dovessi scegliere un aggettivo, come definiresti la tua azienda?
Territoriale, nel senso che è estremamente legata al territorio di cui ne è espressione. Il vino diventa così un mezzo prezioso per veicolare l’identità del nostro territorio, la sua storia, la cultura e le tradizioni del popolo siciliano. Quindi, il nostro quotidiano impegno risiede nella costante ricerca di poter realizzare vini che abbiano sempre più un forte carattere e una spiccata personalità, che siano espressione del nostro territorio e che trovino l'apprezzamento di chi li berrà.

Qual è la vostra filosofia aziendale?
La nostra filosofia è di prestare molta attenzione alle piccole cose, alla cura continua dei dettagli, ricercando ad ogni vendemmia, un nuovo traguardo, un’altra opportunità di miglioramento, cercando di non stravolgere quello che la terra ci dà in modo di dar vita a vini che siano sempre espressione di un territorio unico come il nostro.

Qual è il percepito dei vini siciliani nel mondo secondo la tua esperienza?
L’interesse nei confronti del vino siciliano è in forte crescita, le potenzialità della nostra regione e dei nostri vini sono immense, ma occorre comunicare bene le peculiarità dei vari territori e dei vari vitigni che ritroviamo in questo grande “continente". Ogni vino è unico, perché nasce da una terra unica. Degustare un vino significa quindi scoprire e conoscere un determinato territorio. Le caratteristiche che contraddistinguono i nostri vini dipendono principalmente da questo: l'armonia tra il terreno gessoso, che contraddistingue il nostro territorio, le varietà coltivate, altitudine e condizioni climatiche adatte, insieme alla cura maniacale per le nostre vigne giorno dopo giorno. Inoltre, il nostro vino è anche espressione di un territorio unico poiché ricco di storia, tradizione e cultura. Per questo la comunicazione diventa un elemento fondamentale e decisivo per la percezione dei vini siciliani.
Occorre anche continuare a puntare su una qualità sempre crescente che è quello che da sempre facciamo noi.

Qual è la vostra percentuale di export? Quale la vostra esperienza con il mondo dei mercati internazionali?

Il nostro mercato di riferimento principale è quello italiano. Tuttavia l’estero rappresenta un mercato importante, al quale ci siamo approcciati fin dall’inizio pian piano, facendo crescere anno dopo anno la nostra presenza così da arrivare oggi al 35% della produzione esportata all’estero.
Alla base della nostra attività di export non vi è la ricerca delle cosiddette “vendite spot”, ma piuttosto l’idea di creare legami forti e duraturi con i nostri partners, in modo da riuscire a far conoscere e comunicare attraverso di loro il nostro vino, il nostro territorio e la storia, la cultura e le tradizioni della Sicilia agrigentina.

Baglio del Cristo di Campobello, un’azienda siciliana legata alla propria terra e ai propri ricordi

L'azienda




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