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Canada: istruzioni per l’uso a Vinitaly

Focus ICE con Emanuele Giusti, Senior Trade Analyst


Canada: istruzioni per l’uso a Vinitaly
Sventola alta la bandiera della foglia d'acero. In un Vinitaly che punta sull’internazionalizzazione non potevano mancare approfondimenti sui mercati del vino. L’ICE ha dato il via ad una serie di focus mercato rivolti a produttori e ad operatori del settore. Nella prima giornata di fiera, l’intervento di Emanuele Giusti, Senior Trade Analyst della Delegazione Commerciale d’Italia, si è concentrato su un Paese conosciuto per le mille sfaccettature: il Canada. La stabilità economica e politica non rispecchia la peculiarità del Paese, la pluralità di Monopoli. 10 province e 3 territori, tutti con un monopolio che regola le attività commerciali, ma senza limitare l’import dei prodotti Made in Italy, che al contrario hanno sempre più successo, in particolare il vino.

Il Canada è il secondo Paese per grandezza ma è estremamente frammentato con 36 milioni di abitanti, ma tutti concentrati in una fascia territoriale limitrofa agli USA, con cui avviene la maggior parte dei rapporti commerciali. «Negli ultimi cinque anni, il saldo commerciale è negativo perché le esportazioni, circa il 75%, sono effettuate con gli USA, quindi dipende molto dall’andamento dell’economia degli Stati Uniti â€" ha commentato Giusti -. Con l’Italia è diverso perché 7,5 miliardi di dollari canadesi provengono dalle esportazioni dall’Italia. Nonostante i monopoli, il mercato vinicolo canadese è ricettivo ai prodotti italiani soprattutto per quanto riguarda la cucina e la ristorazione. Ai canadesi piace l’Italia e il turismo verso il Belpaese è portavoce di uno stile di vita e una volta tornati in madrepatria cercano di riprodurre quelle sensazioni percepite». 

Il successo italiano si registra anche nelle quote di mercato. L’Italia si posiziona come quinto Paese nel mercato del vino imbottigliato con 61 milioni di litri, mentre la Francia segue a ruota lasciando il passo all’Australia che si posiziona al terzo posto. Sul fronte degli spumanti invece il Belpaese si assesta al sesto posto e raggiunge un buon quinto posto per i vini sfusi, restando dietro ad altri Paesi come Australia e Cile. Sono dati importanti per il nostro Paese!
Ma come avviene l’ importazione? Due strade possibili: «Può essere pubblica, quindi regolata dal monopolio, o privata, che consente la vendita diretta ai locali muniti di licenza per gli alcolici. È tutta una questione di canali: per le importazioni pubbliche, i prodotti sono distribuiti nei negozi gestiti dal monopolio, mentre in quelle private sono acquistati dai ristoratori o dal sistema HO.RE.CA. I ristoratori, spesso, si avvalgono della vendita diretta perché cercano vini diversi per potersi differenziare dalla concorrenza» ha raccontato Giusti. 

Una particolare attenzione, però, la merita il ruolo dei Monopoli. L’acquisto può avvenire principalmente in due modi: il primo, tipico dell’Ontario e del Quebec, prevede un tender, un sistema di gare dove chi vince si aggiudica l’importazione. Il secondo modo, adottato dalla British Columbia, si avvale di una trattativa diretta tra il buyer e il monopolio, sistema di transizione per arrivare alla liberalizzazione delle vendite.
«La figura dell’agente ha un certo rilievo all’interno del mercato vinicolo canadese. È colui che rappresenta il produttore in terra straniera e deve promuovere il prodotto, spingerne la vendita partecipando ai tender, proponendo ai ristoratori i vini del proprio cliente e mantenendo i rapporti con i monopoli in modo che riconfermino gli ordini fatti in precedenza» ha continuato Giusti.

La buona riuscita di una vendita non dipende solo dall’abilità dell’agente. «La chiarezza delle etichette è determinante: i monopoli sono molto severi sulle etichette, che devono avere una dimensione minima e devono contenere ben specificate sia la gradazione alcolica sia la quantità di vino contenuta nella bottiglia e soprattutto se contiene allergeni. È meglio mandare prima l’etichetta al monopolio così viene verificata e si possono così evitare inutili spese di ristampa» ha concluso Giusti. Il Canada dunque si rivela, nonostante la sua frammentarietà, un mercato di grande fascino per i vini italiani e in costante espansione, importante però è capirne le regole, altrimenti si è facilmente fuori dai giochi.




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