Utilizziamo i cookie per migliorare le funzionalità di questo sito Web.

Accetto Leggi di più

WineMeridian
martedi 20 febbraio 2018 logo winemeridian.com
Italian daily news for key players and wine lovers

Siddura enosocial.com

Bixio Ceccheto Farina Enartis http://www.principedicorleone.it/ Iron3 www.farinatransparency.com www.bellenda.it Tebaldi valdoca pertinace vinojobs wbwe Wine Monitor Fondazione Edmund Mach Michele Shah Siddura Tommasi WineNet
venerdi 07 luglio

Come rendere di successo un vino “alternativo”

I mercati del vino nel mondo, spinti delle nuove tendenze di consumo, sembrano aprirsi sempre di più a vini più originali e al di fuori delle “solite” note tipologie. Ma come si possono intercettare queste tendenze?


Come rendere di successo un vino “alternativo”
Se bastasse essere originali per avere successo sarebbe facile per chiunque. Ci è venuta in mente questa frase leggendo in questi giorni molti articoli e indagini che mettono in risalto l’evoluzione nei mercati dei cosiddetti “alternative wines”.
Innanzitutto va chiarito che cosa si intende per “vini alternativi”. Si tratta di vini, innanzitutto, che non rientrano nelle più storiche e famose tipologie (denominazioni). Tanto per intenderci non lo è il Barolo mentre lo può essere il Lacrima Morro d’Alba, non lo è il Brunello di Montalcino mentre può appartenere a questa categoria il Tai dei Colli Berici.
Ma per essere considerati “alternative” non basta appartenere ad una tipologia poco nota (se non addirittura semi sconosciuta), ma avere evidenti caratteristiche di “personalità”, un’identità peculiare e riconoscibile. Tanto per intenderci, non può essere un vino “neutro” che si limita ad essere “corretto” con l’unica caratteristica di essere “poco noto”.
Che nessuno ti conosca non significa che tu abbia caratteristiche adeguate per essere “riconoscibile” (questo vale per qualsiasi categoria di vino e di mercato, non solo nell’ambito dei vini alternativi).
Ma per essere un vino alternativo adeguato al mercato di oggi deve essere anche realizzato attraverso tecniche vitienologiche capaci di esaltare al meglio le caratteristiche di un vitigno, le peculiarità di uno specifico terroir. In estrema sintesi deve essere un vino dal profilo qualitativo “indiscutibile”.
Altro elemento chiave per rendere “vendibile” un vino “alternativo” è la capacità comunicativa dell’azienda che lo produce. A questo riguardo spesso delle aziende ci inviano vini “alternativi” per chiederci le ragioni di come mai prodotti così interessanti fanno fatica a trovare sbocchi adeguati sui mercati.
La risposta è semplice: non basta realizzare prodotti interessanti, tanto più se si tratta di tipologie e di denominazioni poco note, che non godono cioè dell’indotto positivo di un territorio famoso.
L’essere un’azienda che non comunica (o lo fa poco o male) e pretendere di conferire ai propri vini un appeal adeguato è una illusione. Questo riguarda ovviamente anche le aziende inserite in denominazioni più popolari ma diventa ancor più vero per chi opera in terroir poco noti.
La novità di oggi, che però rende ancor più interessante investire e credere in denominazioni meno famose e in tipologie meno note, sta proprio nelle nuove tendenze di consumo che evidenziano sempre di più un fabbisogno incredibile di “novità”.
E come ben sappiamo nulla più dell’alternativo, dell’originale può rappresentare una novità più facilmente percepibile dal mercato.
Ma serve uno sforzo aggiuntivo, in questo caso, da parte dei produttori che non si possono limitare a dichiararsi “diversi” senza testimoniarlo con costanza.
E da ciò emerge l’ultimo elemento chiave, non certo per importanza, per far si che un vino alternativo diventi anche vincente: la capacità commerciale dell’azienda, la sua capacità di presidiare i mercati.
Basta andare a guardare alcune case history di successo di aziende appartenenti a territori meno noti o produttori di tipologie poco famose per comprendere concretamente cosa stiamo affermando.
Ci vengono in mente esempi come Walter Massa che ha reso popolare nel mondo un vitigno come il Timorasso e un territorio come i Colli Tortonesi praticamente sconosciuti prima del suo impegno anche in termini di comunicazione.
O come Fausto Maculan che in un territorio semi sconosciuto come Breganze, senza il blasone enologico di altri terroir del vino italiani, è riuscito a dare ampia visibilità e mercato alla sua azienda e ai suoi vini.
Due nomi, tra tanti per fortuna, che evidenziano anche un altro importante aspetto: se sei un produttore in un territorio ancora poco famoso e con tipologie di vino in cerca di notorietà accetta la sfida di essere il pioniere della tua terra. Quei produttori che per primi si sono assunti il difficile ruolo di “prendersi per mano” il proprio territorio, di rendere popolare prima d’altri una determinata tipologia di vino, sono quelli che beneficeranno di più e per lungo tempo di questo coraggioso investimento.
Fabio Piccoli

Download scheda formato PDF




Notizie dalla prima pagina
L’importanza di essere riconosciuti per il proprio valore unico

Perchè investire nella costruzione dell' identità aziendale

L’importanza di essere riconosciuti per il proprio valore unico

Scopriamolo assieme ai partecipanti del Campus Impresa, la scuola degli imprenditori lunedi 19 febbraio

Come costruire una vision aziendale

Scopriamolo assieme ai partecipanti del Campus Impresa, la scuola degli imprenditori

La novità del 2018: le tasse degli Stati Uniti diminuiscono per l'esportazione di vino e alcolici lunedi 19 febbraio

Tax down negli Stati Uniti

La novità del 2018: le tasse degli Stati Uniti diminuiscono per l'esportazione di vino e alcolici

Steve Raye/ Bevology Inc.
Secondo l'analisi dell'Osservatorio Paesi Terzi/Wine Monitor il gap con la Francia su Cina e Giappone sale a 1,4mld di euro. Serve regia promozione. lunedi 19 febbraio

Italia superpotenza a bassi regimi nel 2017, mentre la Francia vola

Secondo l'analisi dell'Osservatorio Paesi Terzi/Wine Monitor il gap con la Francia su Cina e Giappone sale a 1,4mld di euro. Serve regia promozione.

Lo scorso anno l’Australia ha aumentato il suo export enologico del 15% raggiungendo un  valore di quasi 1,7 miliardi di euro grazie ad un volume esportato di 8,1 milioni di ettolitri (+8%). Una crescita dovuta quasi esclusivamente alle vendite sul mercato cinese

Grazie alla Cina record del vino australiano nel 2017

Lo scorso anno l’Australia ha aumentato il suo export enologico del 15% raggiungendo un valore di quasi 1,7 miliardi di euro grazie ad un volume esportato di 8,1 milioni di ettolitri (+8%). Una crescita dovuta quasi esclusivamente alle vendite sul mercato cinese

Fabio Piccoli
Da venerdì 16 a lunedì 19 Febbraio a Montalcino si presentano le nuove annate della prestigiosa denominazione toscana venerdi 16 febbraio

Casisano a Benvenuto Brunello 2018

Da venerdì 16 a lunedì 19 Febbraio a Montalcino si presentano le nuove annate della prestigiosa denominazione toscana

L'evento di degustazione proclamerà i vini migliori provenienti da tutto il mondo pochi giorni prima di Vinitaly 2018 giovedi 15 febbraio

Aperte le iscrizioni per l’evento internazionale di degustazione alle cieca 5StarWines

L'evento di degustazione proclamerà i vini migliori provenienti da tutto il mondo pochi giorni prima di Vinitaly 2018

I vini alternativi cambieranno le sorte della viticoltura di domani? giovedi 15 febbraio

3 ragioni per essere "alternativi"

I vini alternativi cambieranno le sorte della viticoltura di domani?

Agnese Ceschi
L’intervista a Lorenzo Zunino, fondatore di XVX Italia mercoledi 14 febbraio

Vendere Vino: produttori e intermediari insieme per vendere in Italia e all’estero

L’intervista a Lorenzo Zunino, fondatore di XVX Italia

Quando vendiamo non stiamo proponendo solo un prodotto mercoledi 14 febbraio

Personal Branding e vino: cosa dicono di te quando tu non ci sei?

Quando vendiamo non stiamo proponendo solo un prodotto

Lavinia Furlani
L’Italia del vino anche nel 2017 conferma la sua posizione di mezza classifica sul mercato cinese con un volume di importazioni pari a 29,4 milioni di litri per un valore totale di 111,8 milioni di euro, entrambi molto vicini a quanto ottenuto nel 2016. La fetta di mercato è stabile al 6% da molti anni

Anche il 2017 conferma le debolezze del vino italiano in Cina

L’Italia del vino anche nel 2017 conferma la sua posizione di mezza classifica sul mercato cinese con un volume di importazioni pari a 29,4 milioni di litri per un valore totale di 111,8 milioni di euro, entrambi molto vicini a quanto ottenuto nel 2016. La fetta di mercato è stabile al 6% da molti anni

Francesco Piccoli
Vivino in cima alla classifica, con la nuova sezione Market lunedi 12 febbraio

Un viaggio nel mondo delle Wine apps

Vivino in cima alla classifica, con la nuova sezione Market

Noemi Mengo
Intervista a Daniele Balestriero di Metline, l'azienda produttrice di ENO Software lunedi 12 febbraio

Dinamicità e innovazione: quando il mercato richiede un salto di qualità

Intervista a Daniele Balestriero di Metline, l'azienda produttrice di ENO Software

Continua il lavoro di ricerca sul territorio di Cantina Valpolicella Negrar che, nel festeggiare gli 85 anni di attività, presenta tre nuovi cru Domìni Veneti prodotti nella vallata di Marano: l'Amarone, il Ripasso e il Valpolicella Superiore Pruviniano venerdi 09 febbraio

Domìni Veneti presenta Pruviniano, una collezione dal taglio femminile

Continua il lavoro di ricerca sul territorio di Cantina Valpolicella Negrar che, nel festeggiare gli 85 anni di attività, presenta tre nuovi cru Domìni Veneti prodotti nella vallata di Marano: l'Amarone, il Ripasso e il Valpolicella Superiore Pruviniano



WineMeridian