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Consorzio Prosecco Doc: l’unione fa la forza

Scopriamo da vicino un Consorzio italiano, che porta alto il valore della denominazione “Prosecco” in Italia e nel mondo.


Consorzio Prosecco Doc: l’unione fa la forza
Una DOC giovane, quella del Consorzio Prosecco, che nasce dieci anni fa, nel 2009, dall’unione dei viticoltori, vinificatori ed imbottigliatori di 9 Provincie tra le regioni italiane Veneto (Treviso, Belluno, Padova, Venezia e Vicenza) e Friuli Venezia Giulia (Gorizia, Pordenone, Trieste e Udine) al fine di legare indissolubilmente questo vino al suo territorio di origine.

Prosecco rappresenta un suggestivo territorio che ha però specifiche regole, raccolte nel disciplinare di produzione, che determinano tutti i passaggi della filiera: dalla definizione dell’area di produzione all’etichettatura finale. La giovane DOC si pone come obiettivo di verificare il rispetto di queste regole, grazie all’intervento di un ente terzo che certifica il prodotto a Prosecco solo quando tutti i requisiti vengono soddisfatti, in particolar modo quelli relativi alle caratteristiche di consumo, senza spazio per gli errori. Ma dietro a tutto questo c’è una storia di origini, che si possono ricondurre alla piccola località nei pressi di Trieste che reca l’omonimo appellativo Prosecco. Una storia che guarda lontano fra i secoli e che il Consorzio ha fatto sua. I primi documenti in cui si cita un vino Prosecco risalgono addirittura alla fine del ‘600, documenti che descrivono un vino bianco, delicato, che ha origine sul carso triestino e in particolare nel territorio di Prosecco.

Bollicine in Consorzio: la situazione odierna
Il Prosecco negli anni è cresciuto, spaziando su un totale di 24.450 ettari di vigneti tra Veneto e Friuli Venezia Giulia, sta vivendo oggi una stagione di successi tale da condizionare i flussi turistici di consumatori che una volta innamoratisi del prodotto, partono alla scoperta del territorio che lo origina.
Un territorio generoso dal punto di vista dell’offerta culturale ed enogastronomica, ma anche di grande bellezza, dove i vigneti si alternano a boschi, prati, borghi e città incantevoli. Una denominazione forte anche sui mercati: i tre principali, che assorbono circa i 2/3 della quota export sono, nell’ordine: UK, USA e Germania. Al quarto posto la Francia. Oltre ai tre principali mercati, sono particolarmente rilevanti anche gli sforzi compiuti in altri paesi extra europei, che stanno portando ottimi risultati, parliamo in particolare di Canada, Giappone, Russia, Norvegia, Cina, Australia e di recente anche il Sud Est Asiatico. Parlando di numeri, sono 464 milioni le bottiglie di Prosecco DOC prodotte nel 2018, il 75% delle quali vendute all’estero.

Verso le produzioni di Prosecco sono state mosse diverse discussioni in merito all’impatto ambientale da esse provocato, ma gli sforzi che il Consorzio compie ogni giorno per la sostenibilità ambientale, economica e sociale sono molti: da settembre 2018 infatti è stata avviata una collaborazione con diverse figure professionali volta a supportare le attività dei viticoltori per la migliore gestione del vigneto, al fine, non solo di ottenere una buona resa, ma anche di ottenere le migliori caratteristiche organolettiche per vini spumanti di pregio. Dal punto di vista della sostenibilità, il Consorzio promuove inoltre: la produzione Biologica (vengono favoriti i nuovi impianti, 230 ha su 1.200 di incremento 2018); gli standard Equalitas per giungere alla certificazione territoriale della denominazione, la produzione integrata (vengono favoriti i nuovi impianti, 150 ha su 1.200 di incremento 2018); la costituzione di siepi e boschetti, al fine di incrementare la bellezza e la biodiversità della denominazione.

Per il futuro il Consorzio non intende rallentare, bensì portare avanti le proprie attività per incrementare e consolidare la qualità del Prosecco DOC e la sostenibilità (ambientale, sociale, economica), oltre alla protezione del nome Prosecco nel mondo, contro falsi e imitazioni, e alla promozione nei nuovi mercati d’interesse, cavalcando l’onda di successo di cui le bollicine italiane stanno godendo negli ultimi anni.


Per maggiori info: Consorzio Prosecco Doc 


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