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mercoledi 15 maggio 2019

Consorzio Vini del Trentino: una realtà che parla di unione e valorizzazione del territorio

Intervista a Graziano Molon, Direttore del Consorzio Vini del Trentino


Consorzio Vini del Trentino: una realtà che parla di unione e valorizzazione del territorio

Graziano Molon


Fra le regioni che vantano un patrimonio di denominazioni degne di essere valorizzate, c’è sicuramente il Trentino, territorio caratterizzato da microclimi e suoli unici, vigne che si estendono dai 70 agli 800 mt e quindi caratterizzate da un ampio range di temperature, che donano alle denominazioni il carattere distintivo dei territori del nord est. In questo panorama vitivinicolo, il Consorzio Vini del Trentino gioca un ruolo di grande importanza perché i prodotti di questo territorio abbiano la possibilità di essere tutelati, valorizzati e promossi sui mercati internazionali.

Per conoscere maggiormente questa realtà, abbiamo intervistato il Direttore del Consorzio, Graziano Molon, il quale ci ha introdotto alla realtà e raccontato di un’iniziativa che metterà in risalto, oltre che le denominazioni, anche i produttori della regione:
Trentino&Wine (dal 16 al 20 maggio presso Palazzo Roccabruna a Trento) la kermesse supportata dalla storica Mostra Vini del Trentino, giunta alla sua 81^ edizione.

Consorzio Vini Trentino: qual è la vostra forza?
La nostra forza sono i nostri soci, le aziende, le cantine ed i singoli viticoltori che quotidianamente operano e lavorano sul territorio, il quale già in sé e per sé rappresenta una grande forza. Il Consorzio raccoglie e rappresenta circa l’80% della produzione vinicola locale. Non ultima la forza del Consorzio è la sua squadra, un team ridotto nei numeri, ma competente ed efficace nell’attività; una piccola famiglia che condivide un percorso comune.

Come avviene la tutela e la promozione dei vini sul territorio nazionale? 
Le attività di tutela sono regolamentate per legge e il Consorzio si interfaccia costantemente con il MiPAAFT per la loro corretta esecuzione. Tali attività vengono condivise con altri organismi come la CCIAA di Trento, l’ICQRF e la Provincia di Trento con i quali manteniamo un fondamentale ed imprescindibile rapporto di stretta collaborazione. Presidiamo il territorio con i controlli seguendo un piano approvato dal MIPAAFT. Per quanto attiene alla promozione, puntiamo molto sulle manifestazioni fieristiche come Vinitaly e sugli eventi di promozione territoriali, consci come la competizione sia tutt’altro che facile.

Qual è la percezione sui mercati esteri? Quali le eventuali difficoltà e come superarle? 
Il vino del Trentino, pur dotato di punte di eccellenza assolute con produzioni autoctone di rilievo, fatica a trovare un brand territoriale forte e riconoscibile sia in patria che ancor più all’estero. La poliedricità delle produzioni trentine, dovute ad un terroir che presenta molteplici sfaccettature e biodiversità, rendono la produzione altrettanto variegata, ma difficile da comunicare. Il prodotto che in questo momento rappresenta al meglio il territorio in Italia e all'estero e ne esalta gli aspetti di montagna e la naturalità è senz’altro il Trentodoc metodo classico trentino, della promozione e comunicazione del quale si occupano con successo i colleghi dell’Istituto Trentodoc.
 
Come vi posizionate in termini di ecosostenibilità?

In Trentino l’adozione su vasta scala del sistema di difesa integrata, risale alla fine degli anni ’80 ed è stato promosso dalla Provincia Autonoma di Trento attraverso un “Protocollo d’Intesa” sottoscritto dai Produttori dei diversi comparti agricoli. Tale Protocollo ha rappresentato la prima esperienza del genere in Italia, alla quale sono seguite analoghe iniziative da parte di altre realtà agricole nazionali.
Nel 2016 il Consorzio Vini del Trentino ha intrapreso il percorso di certificazione della produzione di uva ottenuta secondo le direttive ed i requisiti del Sistema Qualità Nazionale Produzione Integrata (S.Q.N.P.I.).
Nel 2018 hanno aderito alla Certificazione S.Q.N.P.I. 5.812 aziende trentine produttrici d’uva. Tale percorso ha rappresentato la prima, e ad oggi unica, esperienza con un così elevato numero di agricoltori ad aver ottenuto la certificazione, con il coordinamento di un’unica entità consortile.
Per quanto riguarda il metodo di produzione biologico, esso risulta applicato in Trentino su una superficie di circa 980 ettari di vigneto.

Quali sono, allo stato attuale, i fattori identitari che caratterizzano maggiormente la vitivinicoltura trentina?
Spesso si tende a concentrarsi più sugli aspetti che dividono che su quelli che identificano e questo è senz’altro un percorso che non porta a nulla di concreto. Il Trentino può contare su un brand territoriale forte, con un’immagine correlata ad una grande attenzione al sistema ambientale ed ai prodotti di qualità. Questa identità viene anche traslata nel mondo del vino, ove la montagna, l’impatto ecosostenibile e la proverbiale schiettezza e caparbietà lavorativa delle genti di montagna identifica i prodotti. Qualche criticità identitaria può essere rappresentata dal fatto che le produzioni a bacca bianca più rilevanti sono di vitigni non autoctoni, ma l’importante è che sia la qualità intrinseca a dimostrarne la vera identità. Certamente il Teroldego Rotaliano, la Nosiola, il Müller Thurgau (specificamente vocato nella valle di Cembra), il Marzemino ed il Vino Santo sono produzioni trentine che immediatamente identificano il luogo di produzione.

Trentino&Wine, cosa rappresenta questo evento per il Consorzio?
Questo evento rappresenta un contenitore che ospita tutta una serie di performance ed eventi, partendo dalla solida base della Mostra Vini del Trentino alla sua 81^ edizione. Un punto di svolta rispetto al passato, con cui si è voluto dare un segnale di cambiamento e di innovatività, pur nel solco della tradizione della Mostra Vini del Trentino.
Un nuovo ruolo di protagonisti ai produttori, che a più riprese avevano sollecitato un cambiamento, un approccio più smart verso il mondo dei social, molta presenza di operatori anche esteri e soprattutto un weekend nel quale la città si apre al mondo del vino e tutte le sue sfaccettature. Importanti collaborazioni con partner tecnici per la comunicazione hanno inoltre dato lustro e contenuti all’evento.
Vorrei in particolare sottolineare il lavoro di cesello svolto dal Consorzio in collaborazione con tutte le realtà associative territoriali con un coinvolgimento corale che ha pochi precedenti; vorrei cogliere l’occasione per ringraziare tutti di cuore per la collaborazione, certo che questa prima edizione sia solo un primo passo verso un cammino comune che metterà sempre di più assieme il vino, la città di Trento ed il Trentino in generale. A questo proposito, “stay tuned with Trentino & Wine” perché a manifestazione conclusa, il futuro potrebbe portare altre novità…
Consorzio Vini del Trentino: una realtà che parla di unione e valorizzazione del territorio


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