Utilizziamo i cookie per migliorare le funzionalità di questo sito Web.

Accetto Leggi di più

 
lunedi 17 dicembre 2018 logo winemeridian.com
Italian daily news for key players and wine lovers

Siddura enosocial.com

www.ilvinocomunica.it info@larchetipo.it http://www.tenutaviglione.com/ http://www.fattorialamagia.it/ https://www.accordinistefano.it/ https://www.rigoloccio.it/ http://www.cantinapedres.it/ http://www.cantinavicobarone.com/ https://www.vinica.it/it/  http://acquesi.it/ https://www.borgolacaccia.it/ https://www.carusoeminini.it/ http://www.cantinadicustoza.it/ https://tenutadelpriore.it/linea-col-del-mondo/ http://www.tenutastellacollio.it/en/ https://www.tenutedigiulio.it/site/ http://www.tenutamontemagno.it/ http://giannitessari.wine/ Farina Enartis Cantina Valpolicella http://www.consorziomorellino.it/ Tebaldi valdoca pertinace vinojobs Wine Monitor Cantina Santa Maria La Palma Fondazione Edmund Mach Michele Shah Tommasi WineNet CVA Canicatti https://www.cantinafrentana.it Azienda Agricola Coali roncoblanchis.it https://corte-de-pieri.business.site/
venerdi 18 maggio

Cosa ci insegna l’ennesimo scisma del Consorzio Oltrepò Pavese

L’uscita di 14 aziende dal Consorzio evidenzia ancora una volta il problema della rappresentatività e della gestione democratica dei Consorzi di tutela


Cosa ci insegna l’ennesimo scisma del Consorzio Oltrepò Pavese
Nei giorni scorsi ha fatto scalpore l’uscita di 14 aziende dal Consorzio di tutela Oltrepò Pavese. Massimo Barbieri, presidente di Torrevilla, una delle aziende fuoriuscite, ha dichiarato ai media locali la motivazione di tale scelta: "In assemblea - ha dichiarato a nome di tutte le aziende che hanno firmato l’uscita - si è concretizzata una vera e propria restaurazione: il tentativo di cambiamento dal basso, proponendo politiche di rinnovamento orientate alla ricerca della qualità, che anche i recenti scandali avevano fatto prepotentemente emergere, si è purtroppo interrotto bruscamente. L’accordo tra pochi grandi operatori è tornato a prevalere grazie alle logiche antiche dei voti ponderati”.
Molto forte ed eloquente la risposta del direttore del Consorzio, Emanuele Bottiroli che ha dichiarato: "Viviamo certo il momento più doloroso nella storia del Consorzio e del territorio vitivinicolo”.
Una vicenda molto complessa e dolorosa quella del Consorzio dell’Oltrepò che a nostro parere, però, sarebbe sbagliato liquidare come una problematica locale.
Il tema, infatti, della rappresentatività dei Consorzi di tutela e, in particolare, le norme per la gestione della “democrazia” interna è da tempo oggetto di discussione e probabilmente non si è mai riusciti a trovare una soluzione ideale.
Come è noto la norma che regola il meccanismo di voto nei Consorzi di tutela prevede che i voti di viticoltori singoli o associati, vinificatori e imbottigliatori abbiano un peso a seconda delle quantità prodotte, consentendo, inoltre, il cumulo di voti ai consorziati che svolgono piÚ di una funzione tra quelle previste nella filiera. In estrema sintesi il voto dei produttori piÚ grandi ha un peso maggiore.
Da un paio di anni questa norma è oggetto di forti critiche, a partire dalla Federazione italiana vignaioli indipendenti (Fivi) che ripetutamente ha chiesto che venisse modificata per impedire la costante uscita dai Consorzi da parte di piccole e medie imprese e la perdita cosÏ di reale rappresentatività di questi organi.
E’ evidente che non è semplice dare giudizi oggettivi su una norma di questa natura: da un lato, infatti, appare legittimo che le imprese maggiori, che investono maggiormente nell’attività consortile (sia di tutela che di promozione), possano avere una voce importante nella gestione della denominazione; dall’altro la denominazione, essendo un marchio collettivo sulla cui reputazione si gioca l’immagine (e soprattutto il posizionamento) di tutte le imprese di un territorio, dovrebbe essere gestita attraverso processi decisionali allargati a tutta la base produttiva.
Trovare meccanismi normativi per garantire meglio la pluralità delle voci all’interno dei Consorzi non è compito nostro e, pertanto, non ci vogliamo arrampicare in ipotesi di varia natura, lasciamo fare agli esperti della materia tale lavoro.
Vogliamo però anche noi, dal nostro osservatorio, stimolare il legislatore a vagliare altre ipotesi giuridiche per garantire una migliore democrazia all’interno dei Consorzi di tutela.
E lo facciamo non tanto per una astratta difesa di modelli democratici ma perchĂŠ riteniamo, in maniera molto pragmatica, che la tutela e soprattutto la valorizzazione delle nostre denominazioni passa inevitabilmente da un miglior equilibrio e rappresentativitĂ  delle diverse istanze dei produttori di ogni territorio.
Alla base della nostra riflessione, infatti, vi è un elemento basilare del marketing e cioè che è il “vertice ad elevare la base” e non il contrario.
In concreto sono i produttori più piccoli a rappresentare il vertice della piramide qualitativa di una denominazione. E attenzione, perché qui spesso si cela l’inganno e la confusione, non significa che i vini dei vignaioli siano migliori di quelli degli industriali, delle cooperative, degli imbottigliatori, ma semplicemente perché da sempre sono le piccole produzioni artigianali ad innalzare le reputazione di un brand territoriale, di un comparto produttivo.
Questo vale nel food ma anche nella moda e, in generale in tutti settori del lusso. Senza “piccole” griffe che fanno emergere anche l’anima artigianale di un comparto è difficile trasmettere al meglio i valori di una specifica produzione.
Provate ad immaginare, ad esempio, cosa sarebbe la Fiat senza la sua griffe di prestigio Ferrari.
I diversi modelli produttivi, pertanto, all’interno di una denominazione sono “obbligati” a muoversi in equilibrio e a rispettarsi reciprocamente.
Noi siamo convinti, ad esempio, che i principali beneficiari di una denominazione ben rappresentata, dove tutte le realtĂ  produttive sono presenti e attive, sono proprio i grandi produttori.
Ci rendiamo conto, abbiamo vissuto piĂš volte nella nostra esperienza di consulenti di Consorzi di tutela, il disagio, spesso anche la protesta, di alcuni grandi produttori nel vedere prevalere talvolta il volere di piccole realtĂ  produttive rispetto ai loro desideri e aspettative.
Quante volte ci siamo sentiti dire: "Siamo i principali finanziatori del Consorzio e continuiamo a fare iniziative solo a beneficio dei piccoli che investono pochi spiccioli nel nostro ente”.
In tale direzione, ad esempio, le risorse ocm per promozione nei Paesi terzi gestite dai Consorzi di tutela in gran parte sono andate a maggiore beneficio delle piccole realtà produttive. E’ ovvio, infatti, che i grandi produttori sono in grado di gestire autonomamente le risorse messe a loro disposizione dall’Unione Europea.
Comprendiamo la frustrazione ma continuiamo a ritenere questa “anomalia” un bene per la denominazione.
Lo stesso vale per i piccoli produttori, troppo spesso spaventati dal peso dei grandi. Si tratta di un peso fondamentale per aprire mercati, per dare continuitĂ  alla visibilitĂ  di una denominazione.
Insomma si deve accettare fino in fondo l’idea di essere legati ad un destino comune.
Solo se c’è questa consapevolezza si può dare ai Consorzi di tutela la possibilità di diventare organismi non solo realmente rappresentativi delle denominazioni ma anche capaci di promuovere in maniera adeguata i diversi brand territoriali.



Fabio Piccoli

Download scheda formato PDF




Notizie dalla prima pagina
Intervista a Massimiliano Naso, ingegnere ambientale e Responsabile Vendite Italia Grandi Clienti di Liquigas lunedi 17 dicembre

GPL e GNL soluzioni energetiche sostenibili per le aziende del vino

Intervista a Massimiliano Naso, ingegnere ambientale e Responsabile Vendite Italia Grandi Clienti di Liquigas

In questi ultimi mesi, in particolare, vi è una proliferazione di pagine pubblicitarie di aziende del vino sui media generalisti. Quali i significati di questo grande “ritorno”?

Il gran ritorno della pubblicitĂ  sul vino

In questi ultimi mesi, in particolare, vi è una proliferazione di pagine pubblicitarie di aziende del vino sui media generalisti. Quali i significati di questo grande “ritorno”?

Fabio Piccoli
Un modo di narrare complesso ma efficace, ancora sconosciuto nel mondo del vino
lunedi 17 dicembre

Mai sentito parlare del Transmedia Storytelling?

Un modo di narrare complesso ma efficace, ancora sconosciuto nel mondo del vino

Noemi Mengo
We tasted for you SiddÚra's Èrema Cannonau di Sardegna DOC 2016 saturday 15 december

Italian wines in the world: SiddÚra's Èrema Cannonau di Sardegna DOC 2016

We tasted for you SiddÚra's Èrema Cannonau di Sardegna DOC 2016

In pre-anteprima a Bardolino l’annata 2018 della DOC gardesana venerdi 14 dicembre

Il Chiaretto cavalca l’onda della pink revolution

In pre-anteprima a Bardolino l’annata 2018 della DOC gardesana

Celebrati i risultati ottenuti da Cantina di Soave e presentato il resoconto del Bilancio d’esercizio, attraverso la tradizionale Conferenza Stampa di fine anno
venerdi 14 dicembre

Cantina di Soave: traguardi, novitĂ  ed un bilancio che eleva il lavoro dei soci

Celebrati i risultati ottenuti da Cantina di Soave e presentato il resoconto del Bilancio d’esercizio, attraverso la tradizionale Conferenza Stampa di fine anno

Intervista ad Andrea Bianchi, CEO e co-fondatore dell’app Enosocial® 
giovedi 13 dicembre

Credere nel valore delle proprie idee: il successo del caso EnosocialÂŽ

Intervista ad Andrea Bianchi, CEO e co-fondatore dell’app Enosocial®

Abbiamo degustato per voi l'Èrema Cannonau di Sardegna DOC 2016 di SiddÚra giovedi 13 dicembre

Italian Wines in the World: Èrema Cannonau di Sardegna DOC 2016 di SiddÚra

Abbiamo degustato per voi l'Èrema Cannonau di Sardegna DOC 2016 di SiddÚra

Troppo spesso l’operatività supera la progettualità con il rischio di sprecare risorse e non centrare il vero obiettivo. mercoledi 12 dicembre

Marketing e comunicazione: trova la tua strategia!

Troppo spesso l’operatività supera la progettualità con il rischio di sprecare risorse e non centrare il vero obiettivo.

Massimo Benedetti, Marketing and communication specialist
Dall'acino al bicchiere per la tracciabilitĂ  e trasparenza del processo produttivo mercoledi 12 dicembre

Wine Blockchain: quali i vantaggi per l’industria vitivinicola?

Dall'acino al bicchiere per la tracciabilitĂ  e trasparenza del processo produttivo

Agnese Ceschi
A spiegarcelo ci pensa “4 colori per vendere il vino”, il nuovo libro di Lavinia Furlani e Andrea Pozzan di WinePeople mercoledi 12 dicembre

Vendere il vino. SĂŹ, ma a chi?

A spiegarcelo ci pensa “4 colori per vendere il vino”, il nuovo libro di Lavinia Furlani e Andrea Pozzan di WinePeople

Progetto Ponza, la novitĂ  della storica azienda vinicola dell'Agro Pontino, Casale del Giglio. mercoledi 12 dicembre

Casale del Giglio: storia di un'isola, di una famiglia ed un progetto inimitabile

Progetto Ponza, la novitĂ  della storica azienda vinicola dell'Agro Pontino, Casale del Giglio.

Il Valpolicella Classico Superiore Ripasso DOC Acinatico 2016 vince la medaglia d’oro martedi 11 dicembre

L'azienda agricola Accordini Stefano premiata al Mondial des Vins extrĂŞmes 2018

Il Valpolicella Classico Superiore Ripasso DOC Acinatico 2016 vince la medaglia d’oro

Intervista a Maurizio Broggi, Direttore dell'Italian Wine Scholar Education Program di Wine Scholar Guild
martedi 11 dicembre

Vino italiano nel mondo: educare partendo dal principio

Intervista a Maurizio Broggi, Direttore dell'Italian Wine Scholar Education Program di Wine Scholar Guild

Noemi Mengo
  Fallimento N. 53/2017 Tribunale di Verona martedi 11 dicembre

Informazione pubblicitaria
AVVISO DI SOLLECITAZIONE OFFERTE

Fallimento N. 53/2017 Tribunale di Verona

Non è poi cosÏ difficile emergere tra i manager del vino [warning: politically incorrect contents]

Giganti in un popolo di nani

Non è poi cosÏ difficile emergere tra i manager del vino [warning: politically incorrect contents]

Andrea Pozzan
We have tasted for you Colle Moro’s Alcàde Montepulciano d’Abruzzo DOC 2014 saturday 08 december

Italian wines in the world: Colle Moro’s Alcàde Montepulciano d’Abruzzo DOC 2014

We have tasted for you Colle Moro’s Alcàde Montepulciano d’Abruzzo DOC 2014

Abbiamo degustato per voi Alcàde Montepulciano d’Abruzzo doc 2014 di Colle Moro sabato 08 dicembre

Italian wines in the world: Alcàde Montepulciano d’Abruzzo doc 2014 di Colle Moro

Abbiamo degustato per voi Alcàde Montepulciano d’Abruzzo doc 2014 di Colle Moro

L’intervista a Lorenzo Palla, titolare dell’azienda Ronco Blanchis
venerdi 07 dicembre

Il coraggio di puntare sull’identità del Collio

L’intervista a Lorenzo Palla, titolare dell’azienda Ronco Blanchis

Agnese Ceschi
L’etichetta interattiva fa il suo ingresso in scena al più importante forum sul business del vino. venerdi 07 dicembre

Winebel debutta a wine2wine 2018

L’etichetta interattiva fa il suo ingresso in scena al più importante forum sul business del vino.

Per secoli sono stati i “segreti” ad alimentare il mito dello Champagne, negli ultimi anni, invece, è raccontare la “verità” la chiave comunicativa per dare ancora prestigio alla grande bollicina francese

Si chiama trasparenza la svolta comunicativa dello Champagne

Per secoli sono stati i “segreti” ad alimentare il mito dello Champagne, negli ultimi anni, invece, è raccontare la “verità” la chiave comunicativa per dare ancora prestigio alla grande bollicina francese

Fabio Piccoli
Un esempio vincente di marketing targetizzato, spazio ai giovani! giovedi 06 dicembre

Anna Spinato: focus sui Millenials

Un esempio vincente di marketing targetizzato, spazio ai giovani!

Un Paese di contrasti, che ci somiglia e che ha bisogno dell’export italiano, ma non sarà una sfida semplice 
giovedi 06 dicembre

Brasile: il mercato di chi ama le sfide

Un Paese di contrasti, che ci somiglia e che ha bisogno dell’export italiano, ma non sarà una sfida semplice

Noemi Mengo
Ultimi posti disponibili per partecipare dal 4 al 5 marzo. Noi ci saremo, e voi? mercoledi 05 dicembre

Vinexpo New York: i 10 motivi per cui non mancare!

Ultimi posti disponibili per partecipare dal 4 al 5 marzo. Noi ci saremo, e voi?

Durante un evento milanese sono stati messi in degustazione alcuni vini dell’azienda maremmana che ha cambiato proprietà dal 2017 mercoledi 05 dicembre

Il restyling di Rigoloccio

Durante un evento milanese sono stati messi in degustazione alcuni vini dell’azienda maremmana che ha cambiato proprietà dal 2017