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lunedi 06 marzo

Cosa sta succedendo nell'industria del vino in Cina?

Stevie Kim, Managing Director di Vinitaly International, ci ha parlato del suo recente viaggio a Ningxia, la regione vinicola della Cina centrale che sta crescendo a grande velocità.


Cosa sta succedendo nell'industria del vino in Cina?

Stevie Kim e un rappresentante cinese alla firma di un accordo di collaborazione


Questo è stato il tuo primo viaggio a Ningxia. Quali erano gli obiettivi della tua visita e come è stata?
Negli ultimi anni l'ente di sviluppo del settore vinicolo di Ningxia mi ha invitata diverse volte ed ora finalmente sono riuscita ad andare. È stata un'esperienza interessante visitare le cantine ed incontrare i responsabili regionali. I produttori, che mirano ad una produzione di alta qualità, mi hanno colpito con la loro passione e la già alta qualità dei loro vini.
La mia visita è stata ricca di sorprese che mi hanno insegnato molto su questo luogo, per esempio ho visto quanto siano rigide le condizioni climatiche, come le donne stiano ricoprendo un ruolo decisivo nel miglioramento della qualità, o ancora quanto siano ambiziosi i piani della regione per lo sviluppo di settore vinicolo. Tutto ciò mi ha, inoltre, fatto comprendere nuovamente l'importanza del “calarsi nel terroir”.

Potresti descriverci questa regione un po' più nel dettaglio?
Nessuno si sarebbe aspettato che a 1.000 chilometri ad ovest di Pechino, nelle vicinanze del deserto del Gobi, nella Cina centrale, ci fosse una così vasta area dedicata alla coltivazione della vite ed alla produzione di vino.
Con continui investimenti milionari, Ningxia è il cuore del “nuovo mondo dei vini del nuovo mondo”. In anni recenti la Cina è sempre stata considerata come un potenziale grande mercato per il vino d'importazione, ma non possiamo non considerare che oggi è anche il quinto più grande Paese produttore e Ningxia è senza dubbio la regione a più elevato tasso di sviluppo, con oltre 80 aziende vinicole, e se ne stanno sviluppando molte altre. L'intenzione è quella di piantare altri 67.000 ettari di vigneto ed arrivare ad almeno 100 cantine operanti entro il 2020. Un piano decisamente ambizioso.

Cosa ci puoi dire delle donne del vino cinese, che hanno un ruolo così importante?
Prendete ad esempio Emma Gao, enologo e titolare dell'azienda Silver Heights. Dopo aver studiato e lavorato per molti anni in Francia, è tornata nel suo Paese natale con alcune botti francesi e tutti gli strumenti per iniziare qui la sua produzione di vino.
Oppure Yuan Yuan dello Chateau Zhihui Yuanshi, chiamato anche Stone Winery. Appena terminati gli studi universitari nel campo del turismo, questa ventiquattrenne è subentrata al padre nella gestione dell'azienda di famiglia con la grande ambizione di incorporarvi maggiori elementi originali cinese. L’azienda è un antico castello cinese e all'interno le decorazioni sono state realizzate da un artista del luogo.

Come vedi l'attuale situazione del mercato cinese?
Se lo osserviamo dal punto di vista del consumatore, il mercato cinese è dominato dalla percezione che i vini importati siano migliori. La competitività dei vini francesi è ancora molto forte. Tuttavia i consumatori stanno pian piano iniziando a conoscere i vini cinesi e questo è un trend che va monitorato con attenzione. Questo perché è solo dopo che il consumatore impara ad apprezzare i vini locali che le porte possono realmente aprirsi per i vini di altre parti del mondo.
Questo è il motivo per cui, quando si guarda a nuovi mercati, è sempre importante essere aggiornati non solo su ciò che accade dalla parte dei consumatori (trend, preferenze, etc..) , ma anche ciò che accade dalla parte della produzione.

Chi sono i consumatori cinesi oggi?
Di recente i consumatori cinesi sono diventati sempre più attenti alla salute e conoscono anche quali sono i benefici del vino. Le donne consumano sempre più vino e apprezzano il minore grado alcolico rispetto a bevande tradizionali come il Baijiu. Per esempio, la crescita della produzione di vini semi-dolci e rosè a Ningxia è considerata la prova che il vino sta diventando incredibilmente popolare tra il pubblico femminile.

Qual è stata l'impressione generale dopo questa visita?
I cinesi sono molto bravi a localizzare la cultura del vino e lo fanno semplificando e adattandola a ciò che già hanno. Per esempio, ad un'esposizione di vino abbiamo visto delle stanze denominate come delle varietà di uve e tradotte in cinese. Sono desiderosi di conoscere di più della cultura del vino ed di integrarla nella loro cultura.
Una cosa che ho realizzato ancor di più è la grande influenza proveniente dalla Francia. Considerano il vino francese come il migliore e sono dei veri French wine lovers.
La prima domanda che mi è sorta spontanea è stata: e se riuscissimo a farli venire in Italia più spesso? Per poter vendere il vino italiano sul mercato cinese abbiamo bisogno di avere più Italian wine lovers. Per questo motivo abbiamo intrapreso un programma di scambio con il locale ente vinicolo.

Cosa dobbiamo aspettarci per il prossimo futuro?
A Vinitaly International abbiamo un piano ben chiaro. La nostra Academy per il terzo anno propone corsi educativi esclusivamente dedicati al vino ed agli autoctoni italiani. Questo permette agli specialisti del vino di tutto il mondo di diventare ambasciatori del vino italiano nei propri Paesi d'origine e per quest'anno ci aspettiamo altri 15 nuovi specialisti cinesi. 
Fabio Piccoli

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