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Da Planeta a scuola di “Vino e Cultura”

Alla nota azienda siciliana il Premio Gavi “La Buona Italia”, un riconoscimento importante per la straordinaria attività di promozione dei vini attraverso diversi strumenti “culturali”


Da Planeta a scuola di “Vino e Cultura”
Si fa presto ad evidenziare l’importanza del binomio “vino e cultura”, ma poi, se si va a guardare, spesso si tratta di enunciazioni teoriche o che si concentrano esclusivamente in qualche sporadica iniziativa senza nessuna specifica professionalità e relativa efficace comunicazione.
Da questo presupposto è nato tre anni fa il Premio Gavi “La Buona Italia” " fortemente voluto e organizzato dal Consorzio di tutela del Gavi - al quale abbiamo la fortuna di poter partecipare nella veste di giurati, che vuole non solo premiare le migliori iniziative che mettono a valore il rapporto tra vino, cibo, arti e cultura, ma anche analizzare questo “complesso universo”.
Per decenni, infatti, si è teorizzato sul legame tra vino e cultura (in tutte le sue più importanti espressioni) ma raramente si è approfondito questo tema.
E il modo migliore per farlo è quello di andare a vedere “sul campo” quello che le aziende, i consorzi, i diversi enti territoriali coinvolti a vario livello nella filiera vitivinicola, realizzano sfruttando il binomio vino e cultura.
Quest’anno sono arrivati al Laboratorio Gavi ben 276 progetti che sono stati mappati con accuratezza e professionalità prima di essere inviati alla valutazione dei 21 giurati.
Vincitore è risultata l’azienda siciliana Planeta con il suo progetto Planeta Vis 7 " Viaggio in Sicilia " The Ambassador Experience.
Si tratta di un progetto veramente straordinario durante il quale i partecipanti sono accompagnati attraverso sei tappe nel “continente” del vino siciliano non solo a conoscere i grandi vitigni autoctoni dell’Isola ma anche a vivere le incredibili atmosfere di questa terra unica. L’obiettivo è quello di creare ambasciatori nel mondo di questa terra capace come poche altre di esaltare sia valori produttivi (eccellenze enologiche) sia valori culturali (dallo straordinario patrimonio gastronomico, agli innumerevoli siti storico/archeologici, ecc.).
In questo progetto Planeta è riuscita a racchiudere anni di esperienze e di importanti investimenti frutto, a nostro parere, di due presupposti fondamentali: la straordinaria professionalità; il mettersi in gioco continuo da parte dei titolari dell’azienda.
Abbiamo avuto la fortuna di conoscere prima il grande Diego Planeta che si può considerare uno dei padri più autorevoli della vitivinicoltura di qualità siciliana; tra coloro che è riuscito a portare l’enologia siciliana ai vertici della reputazione mondiale. Uno sforzo non solo sul fronte “viticolo”, ma anche e, ci verrebbe da scrivere soprattutto, su quello culturale.
Grazie a uomini come Diego Planeta abbiamo imparato a capire l’importanza del binomio inscindibile tra vino e cultura in questa incredibile terra.
Un binomio che viene oggi portato avanti con coraggio e competenza anche da Francesca e Alessio Planeta.
Solo da ciò possono nascere progetti del valore di Planeta Vis.
Non è un caso, quindi, che la menzione speciale del Premio sia andata alla Fondazione Lungarotti, un’altra grande famiglia del vino italiana che è stata capace, prima di altre, ad investire sul legame storico tra il vino e tutte le diverse espressioni culturali.
La Fondazione Lungarotti, in particolare, con i suoi Musei Muvit e Moo, rispettivamente del vino e dell’olio, dimostra da decenni l’impegno quotidiano alla divulgazione, al recupero e alla promozione della viticoltura e dell’olivicoltura, fulcro dell’economia rurale, locale e nazionale italiana, con visite guidate, percorsi didattici, ristorazione e pernottamento.
La seconda menzione speciale è andata, invece, al Consorzio di tutela del Conegliano Valdobbiadene Prosecco Superiore docg per l’azione intrapresa a favore della produzione del territorio, tra cui la candidatura Unesco e i restauri di quattro opere, ora accessibili al pubblico, in occasione della mostra “Bellini e i belliniani”.

Fabio Piccoli

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