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Donne e vino: più sensibili alla sostenibilità ma meno disposte a spendere

Dall’indagine di Wine Intelligence emerge il ruolo delle donne nel consumo dei vini, sempre più vicino a quello dei maschi. Negli Usa preoccupante calo di consumatori abituali tra i più giovani


Donne e vino: più sensibili alla sostenibilità ma meno disposte a spendere
E’ stato molto interessante la scorsa settimana, durante il Vinexpo di New York, assistere al seminario tenuto da Lulie Halstead, fondatrice e ceo di Wine Intelligence. Il tema era di quelli ghiotti e cioè il rapporto tra “donna e vino”.
Conoscendo la capacità di Wine Intelligence nell'analizzare tematiche anche di ampio respiro eravamo molto curiosi di approfondire un argomento come le “donne ed il vino” che spesso viene affrontato con superficialità e i soliti luoghi comuni.
Nell’ora di intervento della Halstead sono emerse numerose, forse troppe, indicazioni, alcune abbastanza scontate altre decisamente no.
La Halstead, da brava comunicatrice, inoltre, non si è “limitata” a presentare l’indagine di Wine Intelligence ma a porre le stesse domande ai numerosi presenti al suo seminario.
La domanda centrale della ricerca di Wine Intelligence è stata “Le donne hanno realmente un approccio al vino diverso dagli uomini?”. Giustamente la Halstead ha evidenziato che nel 2019 una domanda del genere dovrebbe apparire giustamente stupida. Parlare di diversità di genere nella nostra epoca, infatti, potrebbe sembrare quanto meno discutibile. Ma aldilà delle disquisizioni di tipo etico e filosofico risulta comunque interessante capire se esistono delle differenze di approccio al vino tra maschi e femmine e se sì in quale ambito.
Innanzitutto bevono più vino le donne o gli uomini? Fino ad un po’ di anni fa probabilmente la maggioranza avrebbe risposto subito gli uomini ma oggi già i presenti in sala si sono equamente divisi. La ricerca di WI ha evidenziato che negli Usa, in termini di consumi di vino, uomini e donne si equivalgono (50 e 50), stessa situazione in Canada e Australia, mentre, invece, in Cina prevalgono gli uomini (53 vs 47), ma in Giappone sono le donne a consumare più vino (53 vs 47) e anche nel Regno Unito il gentil sesso prevale sui maschi (52 vs 48). Se però osserviamo questo aspetto per fasce di età ci accorgiamo, ad esempio, che negli Usa tra i 21-34 anni sono i maschi a consumare più vino (58 vs 42).
Sempre riguardo agli Usa la ricerca di WI ha fatto emergere che allo stato attuale sono circa 90 milioni i consumatori regolari di vino (almeno una volta al mese) e il 40% di essi è rappresentato da donne e uomini dai 55 anni in su (più del 20% sono consumatori sopra i 65 anni). Una precisazione quella di WI che fa capire come il consumo di vino anche in un mercato importante come quello americano è tuttoggi fortemente legato a fasce di età più elevata e che quindi c’è ancora tanto da fare sulle generazioni più giovani.
Riguardo quest’ultimo aspetto dalla relazione della Halstead è emerso come se nel 2015 negli Usa erano 28,4 milioni i consumatori regolari di vino tra i 21-34 anni, oggi ne abbiamo persi per strada 3,5 milioni. Un’altra dimostrazione di come a volte ci illudiamo di avere intercettato i Millennials nel consumo di vino ma in realtà le cose sono un po’ diverse.
Altro dato su cui riflettere è il declino dei consumatori settimanali (almeno una volta a settimana) che erano il 55% del totale nel 2005 e sono scesi al 44% nel 2019.
Ma tornando all’indagine sul rapporto donne e vino, WI ha indagato su chi spende di più tra maschi e femmine: negli Usa sono gli uomini ad investire di più sul vino, il 59% del totale di spesa e nella fascia tra i 21-34 anno la percentuale sale al 63%.
Ma chi sono più competenti in fatto di vino, gli uomini o le donne? Wine Intelligence, a questo riguardo, ha creato un indice che misura la comprensione del vino in termini di paese di origine, regione produttiva, brands, varietà. Anche su questo fronte negli Usa uomini e donne sono risultati praticamente alla pari. Rispetto però alla personale percezione, i maschi statunitensi si considerano più competenti rispetto alle donne (56 vs 52).
Chi riconosce maggiormente la critica enologica, o comunque il giudizio “esterno”, maschi o femmine? Le donne nell’indagine sembrerebbero riconoscere maggiormente i giudizi di famigliari e amici, mentre i maschi sarebbero più influenzati da riconoscimenti, guide, rating elevati.
Il rosé è considerato un vino per donne? Negli Stati Uniti il rosé è consumato per il 47% dai maschi e il 53% dalle donne. Ma questo non vale, ad esempio, in Australia, dove i consumatori di rosé sono principalmente uomini (59%), come pure in Cina (59%) e addirittura in Giappone saliamo al 62% di maschi che consumano vini rosati.
E rispetto al tema della sostenibilità, chi sono i più sensibili? Negli Usa il 53% sono donne che esprimono maggiore attenzione nei confronti di temi come i vini sostenibili, etici e, questa, secondo Wine Intelligence, sembrerebbe una tendenza a livello mondiale.
Fabio Piccoli

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