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martedi 22 marzo

Futuri Export Manager: think out of the box!

Intervista a Slawka G. Scarso, esperta di marketing e comunicazione enogastronomica e docente del Master in Wine Export Management della Fondazione Mach


Futuri Export Manager: think out of the box!

Slawka G. Scarso


Quali sono le maggiori difficoltà nel formare dei futuri export manager?
Una delle principali difficoltà sta in come è strutturato il mercato del vino e il mercato del lavoro oggi. Il mercato del vino è molto frammentato, ci sono aziende di grandi dimensioni e altre di medie o piccole: ognuna di queste ha esigenze diverse e quindi formare i futuri export manager deve tener conto del fatto che potrebbero molto probabilmente lavorare come consulenti, cosa che necessita lo sviluppo di capacità imprenditoriali, oltre che manageriali. Nel corso delle ore di lezione alla Fondazione Mach i partecipanti al Master in Wine Export Management mi sono sembrati tutti molto desiderosi di imparare, di vedere applicazioni concrete del marketing, nel caso del mio insegnamento, e in generale molto motivati.

Quali sono, a suo parere, le caratteristiche ideali per un export manager oggi?

Le caratteristiche di un export manager al giorno d’oggi a mio avviso non sono molto differenti da quelle che dovrebbe avere un manager in generale. Tra quelle più importanti, di sicuro la flessibilità e la curiosità, la capacità di cogliere le opportunità, di trovare spunti diversi, magari da altri settori, o da altri paesi. In inglese si dice "thinking out of the box". Inoltre un export manager deve avere una grande capacità di organizzare autonomamente il proprio lavoro per i motivi che spiegavo prima. A questo poi si aggiunge una vera padronanza dell’inglese, sia di quello business che quello enogastronomico. L’inglese è ormai il minimo indispensabile, meglio sarebbe conoscere bene anche un’altra lingua.

Ha potuto, attraverso queste ore di insegnamento, percepire quali sono le maggiori aspettative dei partecipanti?

I partecipanti al corso hanno dimostrato tutti un giusto interesse verso l’applicazione pratica del marketing, gli esempi concreti. Vogliono andare oltre la teoria. Sono desiderosi di iniziare a lavorare in un ambito che può dare loro soddisfazioni e, giustamente, contano alla fine di questo corso di avere tutti gli strumenti utili per iniziare a lavorare in maniera efficace in azienda.

Qual è stato il contenuto del suo insegnamento?

Durante la mia lezione mi sono innanzitutto occupata di mostrare come si applica il marketing al settore del vino in generale " e quindi non solo in ambito di export " oltre ai trend principali in atto nel mercato del vino. In secondo luogo abbiamo parlato di social media marketing applicato al vino, prendendo sempre spunto da esempi concreti. 

Marketing e social media: come possono oggi fare la differenza per l’export e la comunicazione del vino?

Credo che il marketing sia indispensabile quando si pensa all’export. Presuppone un’analisi iniziale del mercato a cui si intende mirare, una definizione chiara degli obiettivi. Per questo è una funzione integrante. In questo ambito si inseriscono anche la comunicazione in generale e i social media in particolare. Attraverso i social media si può comunicare facilmente anche con un cliente in un altro paese, si superano velocemente le distanze. Si può raccontare il territorio "in diretta" anche a chi si trova dall’altra parte del mondo. È ovvio che anche in questo caso serve una pianificazione efficace per poter arrivare a risultati concreti e misurabili. E serve studiare bene prima il mercato di destinazione. Il modo di comunicare, gli strumenti, cambiano. La conoscenza della cultura locale è importante anche quando si parla di social media marketing. 

Qual è la sua esperienza di consulente alle aziende?

Come consulente attualmente curo la comunicazione della Cantina dei Vignaioli del Morellino di Scansano, una bella realtà cooperativa in Maremma, che da qualche anno sta puntando anche all’export. A questo si aggiungono altri progetti passati e presenti come copywriter, social media manager e traduttrice verso l’inglese, per aziende vinicole più o meno grandi. Inoltre collaboro come traduttrice con Identità Golose e curo per loro i contenuti in inglese del sito, articoli che riguardano l’alta cucina e le eccellenze italiane con uno sguardo verso l’estero.

Laureata in Economia alla LUISS e diplomata sommelier all'AIS, Slawka G. Scarso dal 2005 si occupa di marketing e comunicazione enogastronomica. È consulente per aziende piccole e medie e si occupa in particolare di social media, copywriting e traduzioni verso l'inglese. Insegna Marketing del vino e della ristorazione in vari corsi (tra cui LUISS Business School, Università di Salerno, Fondazione MACH, Università di Pisa e Scuolsa Superiore Sant’Anna di Pisa).
È autrice dei saggi narrativi Il vino a Roma (2010) e Il vino in Italia (2011), editi entrambi da Castelvecchi, e dei manuali Marketing del vino (2014) e Marketing del gusto (2015, insieme a Luciana Squadrilli) entrambi pubblicati da LSWR. Scrive inoltre narrativa: la raccolta di racconti Mani buone per impastare è uscita nel 2014 per Blonk Editore mentre tra il 2014 e il 2015 ha pubblicato tre gialli nella collana "Giallo all’Italiana" della casa editrice Casa delle Lingue.


Agnese Ceschi

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