Utilizziamo i cookie per migliorare le funzionalità di questo sito Web.

Accetto Leggi di più

WineMeridian
venerdi 19 gennaio 2018 logo winemeridian.com
Italian daily news for key players and wine lovers


Michele Shah Tommasi WineNet Bixio Ceccheto Farina Enartis http://www.principedicorleone.it/ Iron3 IWSC www.farinatransparency.com www.bellenda.it Tebaldi valdoca pertinace vinojobs wbwe Wine Monitor Fondazione Edmund Mach Social Meter Analysis
martedi 18 aprile

I consumatori chiedono vini di qualità e legati al territorio

Presentata a Vinitaly la ricerca IRI sui consumi di vino nella Grande distribuzione: cantine e insegne distributive a confronto


I consumatori chiedono vini di qualità e legati al territorio
Gli italiani comprano il vino soprattutto nei supermercati: nel 2016 hanno acquistato sugli scaffali 500 milioni di litri, spendendo 1 miliardo e mezzo di euro. E il 60% di questi acquisti è rappresentato dai vini con riferimento territoriale (Docg, Doc, Igt), il comparto che cresce di più: + 2,7% nel 2016 e + 4,9% nel primo bimestre 2017 (a volume). Si ricercano sempre più la qualità ed i legami col territorio. Cantine e insegne della Grande distribuzione sono pronte a migliorare la collaborazione per soddisfare questa domanda dei consumatori.

E’ quanto emerso a Vinitaly nel corso della 13° tavola rotonda organizzata da Veronafiere sul tema del vino nella Grande distribuzione in cui è stata presentata la ricerca dell’istituto IRI e una relazione su Brexit e Vino di Alex Canneti, Direttore delle vendite off-trade della Berkmann Wine Cellars di Londra.

La ricerca dell’IRI ha delineato i cambiamenti in atto nelle abitudini dei consumatori. Diminuiscono gli acquisti dei bottiglioni da un litro e mezzo, dei vini sfusi, delle damigiane, e dei brik, mentre la bottiglia da 75cl è sempre più regina del mercato. I vini fermi sono più richiesti dei vini frizzanti, che probabilmente risentono del boom degli spumanti (+7% nel 2016). Crescono rapidamente anche i vini biologici, una proposta ancora di nicchia nella Grande distribuzione. Cambiamenti influenzati anche dal graduale ricambio generazionale e dal rinnovato interesse dei giovani per il vino. Gli studi IRI sul comportamento dei consumatori nella Grande distribuzione evidenziano che l’86% di essi è propenso a sperimentare nuovi prodotti, si informa sulle novità a scaffale, spesso sui siti web di settore (il 33%).

“Siamo sulla strada giusta, auspicata da tempo - ha detto Cesare Cecchi, Consigliere di Federvini (Chianti Cecchi), nel suo intervento in tavola rotonda - Non dobbiamo assolutamente tradire questa qualità che viene cercata dal consumatore, sarebbe un errore imperdonabile. Le cantine devono continuare a ricercare la qualità del prodotto senza accettare scorciatoie, e i distributori devono incoraggiare la produzione a proseguire su questa strada”.

Un rapporto, quello tra produttori e distributori, che è molto migliorato negli ultimi anni, ma è possibile fare di più, come ha ricordato Gabriele Nicotra, Direttore Acquisti Unes Supermercati (Gruppo Finiper): “Persiste da parte di alcune cantine importanti una diffidenza verso la Grande Distribuzione, che evitano una relazione diretta con le insegne distributive pur sapendo che a volte il loro prodotto ci arriva tramite canali non ufficiali. Questo è un peccato, soprattutto per il consumatore che ormai cerca anche i prodotti di pregio sugli scaffali dei supermercati”.

Tuttavia l’asse portante della collaborazione tra cantine e insegne distributive è rappresentato dalle imprese medie piuttosto che dalle grandi case vinicole, secondo Eugenio Gamboni, Direttore Commerciale del Gruppo Vegè: “Un asse da consolidare, composto prevalentemente da piccole e medie imprese, legate da conduzioni famigliari, a volte provenienti da generazioni, con le quali si discute e ci si confronta liberamente, distanti dal mondo molto più complesso della grande industria e delle multinazionali”.

Si è dichiarato ottimista il Consigliere dell’Unione Italiana Vini, Emilio Pedron (Bertani Domains): “Negli anni di grande crescita, la proposta d’acquisto nella GDO è stata più facile e legata molto alla convenienza. Oggi anche il vino nel canale moderno si può definire un prodotto maturo e l’acquisto del vino nella GDO è lo specchio fedele del mutamento dei consumatori e dei loro stili di acquisto”.

Tra le cantine espositrici a Vinitaly è affiorata la preoccupazione sulla incertezza sui mercati britannico e statunitense, un tema affrontato da Alex Canneti della Berkmann Wine Cellars di Londra: “La Brexit è una sfida per le vendite dei vini italiani poiché l’Australia, il Sud Africa e la Nuova Zelanda saranno i primi Paesi a istituire trattati bilaterali con il Regno Unito. L'unica soluzione a questa minaccia è consentire al Regno Unito un periodo di 10 anni per condividere gli stessi oneri doganali dell’Unione e negoziare un trattato di libero commercio. Quindi tutto dipenderà da come evolverà il negoziato post Brexit tra UK e UE”.

“Ma le potenzialità per l’export di vino italiano nella Grande distribuzione britannica (le insegne Majestic and Waitrose in primis) sono grandi - ha aggiunto Canneti - non solo per le bollicine, ma anche per il vino rosso. Pensiamo al Cannonau, al Passimento/Amarone, al Chianti Classico, al Veneto Classico e ai morbidi e succosi vini siciliani e pugliesi. Buone anche le prospettive dei nuovi bianchi di tendenza, come il Fiano, il Vermentino, il Pecorino e il Grillo. E non dimentichiamo il successo che si registra da anni delle “fantasy label”.


Download scheda formato PDF




Notizie dalla prima pagina
Attualmente la produzione di Prosecco in Australia ha un valore di circa 40 milioni di euro ma è in forte crescita e potrebbe raggiungere a breve i 150 milioni di euro. Secondo alcuni osservatori la produzione di Prosecco australiano potrebbe rappresentare un beneficio anche all’immagine e posizionamento di quello italiano

Prosecco pedina di scambio nell’accordo tra UE e Australia?

Attualmente la produzione di Prosecco in Australia ha un valore di circa 40 milioni di euro ma è in forte crescita e potrebbe raggiungere a breve i 150 milioni di euro. Secondo alcuni osservatori la produzione di Prosecco australiano potrebbe rappresentare un beneficio anche all’immagine e posizionamento di quello italiano

Francesco Piccoli
Partecipa gratuitamente alla straordinaria opportunità di condividere esperienze

Pochi giorni al meeting per gli export manager di Wineout

Partecipa gratuitamente alla straordinaria opportunità di condividere esperienze

Intervista a Nicola Baù e a Roberta Crivellaro dello Studio legale Whiters giovedi 18 gennaio

Importare vini italiani in America: non ci si improvvisa

Intervista a Nicola Baù e a Roberta Crivellaro dello Studio legale Whiters

Noemi Mengo
Intervista a Julien Miquel, wine blogger di uno dei più influenti wine blog al mondo, Social Vignerons giovedi 18 gennaio

Wine influencer: quanto valore portano alla wine community e quanto accrescono la conoscenza comune del vino?

Intervista a Julien Miquel, wine blogger di uno dei più influenti wine blog al mondo, Social Vignerons

Noemi Mengo
Wine People presenta l'unico percorso personalizzato di formazione e consulenza ideato per gli imprenditori del vino che vogliono ottenere più risultati. A febbraio il primo incontro.

Cosa significa essere oggi un imprenditore del vino?

Wine People presenta l'unico percorso personalizzato di formazione e consulenza ideato per gli imprenditori del vino che vogliono ottenere più risultati. A febbraio il primo incontro.

Perché esportare nel secondo mercato più felice al mondo? martedi 16 gennaio

Danimarca: dove la felicità è di casa

Perché esportare nel secondo mercato più felice al mondo?

Agnese Ceschi
Come raccontarsi in modo efficace nell'etichetta? lunedi 15 gennaio

120 cm ² per raccontare la propria storia

Come raccontarsi in modo efficace nell'etichetta?

La più importante hub del commercio asiatico venerdi 12 gennaio

Inserirsi nel mercato cinese: perché dovreste usare Hong Kong come tramite

La più importante hub del commercio asiatico

Noemi Mengo
Chi sono i wine influencer cinesi? Lo scopriamo assieme… giovedi 11 gennaio

Come essere influenti in Cina

Chi sono i wine influencer cinesi? Lo scopriamo assieme…

Redazione Wine Meridian
Finalmente ci siamo: a febbraio partirà il WinePeople Campus sulla Vendita. Vogliamo creare professionisti di successo nella vendita del vino italiano nel mondo! Richiedi un colloquio informativo

Il primo corso per imparare a vendere vino nel mondo e in Italia

Finalmente ci siamo: a febbraio partirà il WinePeople Campus sulla Vendita. Vogliamo creare professionisti di successo nella vendita del vino italiano nel mondo! Richiedi un colloquio informativo

Parte l’8 febbraio il primo Wine Campus Imprenditori, un percorso in 8 tappe per diventare imprenditori del vino consapevoli del proprio ruolo nella gestione dell’impresa, sullo stato di salute della propria azienda, delle dinamiche dei mercati, del come costruirsi una identità riconoscibile, degli strumenti di marketing e di comunicazione

Diventare imprenditori del vino consapevoli

Parte l’8 febbraio il primo Wine Campus Imprenditori, un percorso in 8 tappe per diventare imprenditori del vino consapevoli del proprio ruolo nella gestione dell’impresa, sullo stato di salute della propria azienda, delle dinamiche dei mercati, del come costruirsi una identità riconoscibile, degli strumenti di marketing e di comunicazione

Fabio Piccoli
Il ricordo di un uomo che ha saputo sperimentare personalmente, nell’arco di una vita, la condizione umana di tre epoche

In onore di Gualtiero Marchesi

Il ricordo di un uomo che ha saputo sperimentare personalmente, nell’arco di una vita, la condizione umana di tre epoche

Vincenzo Ercolino


WineMeridian