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giovedi 26 dicembre 2019

Il futuro dei “fine wines” italiani, visto da James Miles di Liv-Ex

Intervista a James Miles co- fondatore di Liv-ex, London International Vintners Exchange, che ci racconta la sua visione sul mondo dei vini italiani premium e super premium sui mercati del mondo


Il futuro dei “fine wines” italiani, visto da James Miles di Liv-Ex
Il complesso mondo dei vini di fascia alta ha in serbo un futuro roseo per l’industria italiana del vino, una prospettiva che, seppur rappresentante di una nicchia di mercato, ci è utile per misurare lo stato di salute del nostro comparto e la percezione che il Made in Italy continua a ricevere da parte dei consumatori internazionali. Abbiamo incontrato James Miles, co-fondatore della società londinese Liv-Ex, già a wine2wine, il forum sul business del vino, lo scorso 25 novembre 2019, dove ci ha introdotto una panoramica sull’andamento dei vini di fascia alta italiani. Per saperne di più gli abbiamo chiesto, in questa esclusiva intervista, di fornirci previsioni e consigli dal suo personale e privilegiato osservatorio. Premium Wines, quale futuro all’orizzonte?

Di cosa si occupa Liv-Ex e quando è nata?
Liv-ex, la piattaforma di mercato internazionale per il commercio del vino, è stato lanciato nel marzo 2000 da me e Justin Gibbs. Eravamo entrambi ex agenti di borsa e volevamo creare uno strumento di scambio online per il vino. La nostra visione all'epoca era di rendere il mercato del vino più trasparente, efficiente e sicuro a beneficio di tutti gli operatori del settore. Liv-ex (The London International Vintners Exchange) non è diversa da qualsiasi altra piattaforma di transazioni: fornisce un luogo di incontro indipendente in cui i membri, uniti da una professione comune, possono riunirsi per scoprire cosa sta succedendo nel loro mercato e identificare opportunità di profitto. Oggi Liv-ex ha oltre 470 membri in 42 paesi che vanno dalle start-up ai commercianti affermati e fornisce loro gli strumenti di cui hanno bisogno per valutare, reperire e vendere vino in modo più efficiente. Pubblichiamo i prezzi effettivi ai quali vengono scambiati i vini e il nostro database contiene oltre 644 milioni di punti di prezzo attuali e storici, che sono considerati affidabili dai più grandi player di vini pregiati del mondo. Questi prezzi sono anche riportati dai media internazionali, tra cui Bloomberg e Reuters.

I vini pregiati stanno crescendo e l'Italia è uno dei principali paesi produttori, dal tuo punto di vista, qual è l'evoluzione dei vini premium italiani?
Rispetto al mercato in generale, i prezzi dei vini italiani sono aumentati a un ritmo costante, con una volatilità minima. L'indice di mercato "Italy 100" (come da immagine all’inizio dell’articolo) non è stata scossa dagli eventi che hanno influenzato il benchmark del settore, il Liv-Ex 100, come la crisi finanziaria nel 2008 e la campagna anticorruzione cinese dal 2011.
L'indice Italy 100 segue le performance di prezzo di 10 tra i più importanti vini italiani che fanno registrare regolarmente le maggiori transazioni su Liv-ex. Questo indice, che e’ basato su dati relativi a transazioni reali, e’ molto influenzato dalla categoria dei Super Tuscans, i cui più alti volumi di produzione influenzano maggiormente il mercato. Piuttosto che essere soggetti ai trend e alle mode, essi hanno continuato ad aumentare in popolarità tra i collezionisti, con la conseguenza che i loro prezzi hanno continuato ad apprezzarsi in modo costante.

Cosa è cambiato in questi anni di crescita?

Una delle principali tendenze nel mercato del vino premium è l'ampliamento del numero dei vini che sono attivi sul mercato secondario. Dieci anni fa, l'attività sul mercato secondario era dominata da uno stretto gruppo di grandi vini bordolesi. Da allora, il mercato si è notevolmente ampliato.

La quota di mercato di Bordeaux è scesa dal 95% nel 2010 al 55% nel 2019. Vini provenienti da Borgogna, Italia, Champagne e Stati Uniti sono adesso cambiati attivamente. L'Italia, ad esempio, ora rappresenta l'8,7% degli scambi in valore, in aumento dall'1% nel 2010.
Non solo il commercio di vini italiani è aumentato nettamente, ma si è anche moltiplicato il volume degli scambi di vini italiani diversi rispetto ai classici, ma anche il numero delle referenze è aumentato dell'1,056% negli ultimi dieci anni, mentre il numero di etichette vendute è raddoppiato ogni due anni.

Secondo Lei, qual è il futuro dell'Italia sul mercato primario e secondario?
I membri Liv-ex si aspettano che il mercato italiano continuerà a diversificarsi. Un nostro membro ha fatto notare che mentre molti commercianti si stanno orientando verso Toscana e Piemonte, molti stanno ora guardando a regioni come la Sicilia, la Lombardia e la Puglia. Ciò si è già riflesso nel crescente numero di scambi di vini di valore inferiore su Liv-ex.
Anche la tecnologia svolgerà un ruolo importante nello sviluppo del mercato, una maggiore trasparenza fornirà un vantaggio per gli scambi. Iniziative come il trading automatizzato attraverso mercati come Liv-ex hanno contribuito ad aumentare la scelta, in quanto più vini provenienti da più luoghi sono diventati prontamente disponibili per più acquirenti. Con più vini italiani in offerta, il commercio per valore e volume è in aumento e continuerà a farlo.

Cosa suggerirebbe di fare ai produttori italiani di vini premium per affrontare il futuro?
Mentre la quota di mercato per l'Italia è cresciuta, i suoi prezzi per regione rimangono relativamente modesti. Varie regioni stanno beneficiando dell'aumento stratosferico dei prezzi della Borgogna a causa di un effetto a catena. Ciò è particolarmente vero per il Barolo e il Barbaresco (due regioni che negli ultimi tempi hanno registrato una significativa crescita dei prezzi).
L'Italia ha tutti i fondamenti per raggiungere il riconoscimento globale come uno dei principali Paesi produttori di vino pregiato al mondo. I vini destinati a vincere sono quelli che mostreranno consistentemente alta qualità, un vasto consenso della critica e uno sguardo ai mercati internazionali poiché i collezionisti continueranno a diversificare i loro portafogli oltre le tradizionali regioni francesi.

Quali sono i principali concorrenti e cosa dovrebbe imparare l'Italia da loro?
Nonostante le tendenze generali, le prestazioni dei vini di diverse regioni sono tutt'altro che uniformi. Negli ultimi anni, la domanda insaziabile di Borgogna ha spinto i prezzi dei migliori vini nella stratosfera. L'indice Burgundy 150, ad esempio, è aumentato dell'88% negli ultimi 5 anni. Al contrario, i vini del Rodano sono rimasti indietro (+ 18%).
Tuttavia, da un anno a questa parte la storia è piuttosto diversa e, invece, l'Italia è stata la migliore (+ 4,6%), seguita dall'indice Champagne 50 (+ 2,2%). Le due regioni hanno entrambe aumentato la propria quota di scambi commerciali su Liv-ex dall'introduzione della nuova tassa di importazione del 25% negli Stati Uniti, da cui sia Champagne che l'Italia sono (attualmente) esenti.
Noemi Mengo

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