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venerdi 22 dicembre

Il Soave è… “No-rolling-stones”

Al via il nuovo progetto di studio voluto dal Consorzio di tutela in materia di erosione del suolo, in linea con quanto previsto dalla Regione Veneto


Il Soave è… “No-rolling-stones”
Prosegue e si moltiplica l’impegno del Consorzio del Soave in materia di tutela e conservazione del paesaggio grazie ad un nuovo, ambizioso progetto, denominato “No-Rolling-stones”, nato sulla scia di quanto previsto dalla Regione Veneto in materia di produttività e sostenibilità dell'agricoltura.
“No-rolling-stones” è il quarto progetto in ordine di tempo in tema di tutela e valorizzazione del paesaggio, dopo il riconoscimento di Primo Paesaggio rurale di interesse storico d’Italia e dopo l’ulteriore ricerca denominata “Soave Historical landscape”, in parallelo a quanto si sta facendo sul fronte GIAHS-FAO.

No-rolling-stones parte da due assunti:
a) l’approccio all’agricoltura con l’utilizzo di mezzi meccanici di nuova concezione, che puntano a massimizzare l’uso del suolo, genera forti rischi di erosione e di perdita di identità paesaggistica;
b) il passare del tempo, soprattutto in contesti storici caratterizzati da manufatti quali muretti, scoli, viabilità pedonale, genera una degradazione fisiologica e necessita di riconsolidamento e di sistemazione.
Il progetto dunque mira a perseguire un sistema di produzione agricola che sia rispettoso delle identità paesaggistiche, grazie ad attente misure per la tutela del paesaggio e la gestione del territorio; tale progetto altresì, si prefigge di ricercare soluzioni per una gestione del suolo più funzionale, nell’ottica di una crescente competitività agricola.
Saranno 6 gli ambiti di azione al cui interno si svilupperà l’operatività del progetto e nello specifico:• consolidamento di muri a secco e ciglionamenti;• utilizzo di materiali innovativi per il miglioramento della viabilità rurale;
• nuove soluzioni per impianti a “girapoggio”;
• sviluppo di tecnologie e macchine operatrici più efficaci e sicure in forte pendenza, anche per lavorazioni sotto chioma;
• identificazione di materiali da utilizzare e definizione linee guida operative per interventi di consolidamento e ripristino dei terrazzamenti;
• analisi economiche di intervento, di convenienza e di efficienza sui diversi sistemi proposti.

«E 'dimostrato che l’erosione del suolo in tutto il nostro Paese" evidenzia Arturo Stocchetti, presidente del Consorzio di Tutela" potrebbe essere ridotta del 43% se venissero applicate le buone pratiche previste anche dai regolamenti europei. Siamo ben consapevoli infatti che l’erosione del suolo è una delle più grandi minacce per i terreni, poiché degrada gli ecosistemi e può provocare la riduzione dei raccolti, minacciando la sicurezza alimentare e i redditi degli stessi agricoltori. In tal senso la nostra è una assunzione di responsabilità, soprattutto nei confronti di chi opera in forti pendenze come in tante aree storiche del Soave».

No-rolling-stones è un progetto molto ampio che vedrà impegnato il Consorzio di Tutela per i prossimi anni e che giunge quale naturale evoluzione di un percorso di studio e di ricerca in materia di tutela e valorizzazione del paesaggio iniziato dall’ente consortile oltre dieci anni fa e che ha iniziato a portare i primi risultati concreti con l’inserimento delle “Colline Vitate del Soave” nel Registro nazionale dei paesaggi rurali di interesse storico. A gennaio 2016 infatti quella del Soave è la prima doc italiana ad ottenere il riconoscimento ministeriale di “Paesaggio rurale di interesse storico”, selezionata tra 35 candidature e 123 zone produttive dell’agroalimentare italiano.

Sulla base delle ricerche che hanno condotto al prestigioso riconoscimento ministeriale, 12 mesi dopo parte "Soave Historical landscape", la nuova ricerca, voluta dal Consorzio di Tutela in collaborazione con lo IUAV di Venezia, dedicata alle "Colline Vitate del Soave". Questo lavoro, realizzato da Chrysafina Geronta, giovane assegnista di ricerca dello IUAV, originaria di Rodi, ha individuato un modello di conservazione del paesaggio del Soave, basato sulla consapevolezza collettiva del suo valore culturale. La definizione di linee guida metodologicamente innovative per la conservazione di questi elementi caratteristici, assieme alla rimozione e la mitigazione dei detrattori del paesaggio, sono gli obbiettivi ultimi dell’intero lavoro di ricerca.
A fronte poi dei requisiti che sono valsi alle Colline Vitate del Soave il riconoscimento ministeriale di primo Paesaggio rurale di interesse storico d’Italia si presenta infine, quest’anno, la possibilità per il comprensorio del Soave di fare il suo ingresso nel GIAHS, (Sistemi di patrimonio agricolo di importanza mondiale, Globally important agricutural heritage system), il programma avviato dalla FAO nel 2002 e sottoscritto dall’Italia nel 2016, con l’obbiettivo di individuare e valorizzare i territori ricchi di biodiversità dove l’agricoltura sostenibile produce tipicità che raccontano il saper fare italiano.
Il programma GIAHS, avviato dalla FAO, ha come obiettivo quello di individuare a livello mondiale alcuni paesaggi particolarmente ricchi in biodiversità che nascono dal co-adattamento di una comunità antropica con l’ambiente circostante e che si manifestano con il mantenimento di paesaggi di particolare interesse estetico e storico-culturale grazie alla continuità di tecniche agricole tradizionali. Il progetto GIAHS non si propone solo di tutelare paesaggi e tecniche gestionali di tipo tradizionale, ma di applicare i principi della conservazione dinamica, cioè di sfruttare tali tecniche per uno sviluppo sostenibile delle aree interessate, con benefici diretti ed indiretti per la popolazione, facendo diventare quindi il paesaggio tradizionale il motore dello sviluppo rurale di queste aree.







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