Utilizziamo i cookie per migliorare le funzionalità di questo sito Web.

Accetto Leggi di più

 
domenica 19 agosto 2018 logo winemeridian.com
Italian daily news for key players and wine lovers

Siddura enosocial.com

Michele Shah Tommasi WineNet https://www.poderidalnespoli.com/ https://www.cantinafrentana.it Azienda Agricola Coali roncoblanchis.it Farina Enartis wbwe Wine Monitor Fondazione Edmund Mach

Il vino italiano perde quota negli Usa, tutta colpa dell’ocm?

Nel primo semestre 2017 il nostro export negli Usa è rimasto al palo in termini di volume ed è cresciuto solo del 3% in valore, mentre la Francia nel medesimo periodo è cresciuta del 17% a volume e del 24% a valore di fatto raggiungendo la nostra stessa quota di mercato. Alcuni commentatori vedono nei ritardi di applicazione del nostro ocm vino tra i principali motivi di questo nostro calo, qui proviamo ad individuarne anche altri


Il vino italiano perde quota negli Usa, tutta colpa dell’ocm?
Ci ha colti un po’ di sorpresa il dato semestrale del nostro export vitivinicolo negli Usa. I primi segnali di quest’anno ci sembravano all’insegna dell’ottimismo invece i dati arrivati in questi giorni ci disegnano una situazione ben diversa con un preoccupante zero sul versante del volume e solo un più 3% in termini di valore. Dati decisamente poco incoraggianti e che diventano ancor più preoccupanti se osserviamo quanto fatto dalla Francia nel medesimo periodo dove hanno registrato un più 17% a volume e ben +24% a valore.
Di fatto si tratta di una performance, come evidenziato dall’Osservatorio Paesi Terzi di Business Strategies, che riporta la Francia, dopo ben 16 anni, praticamente alla nostra stessa quota di mercato (33,5% vs 33,3%).
Secondo Silvana Ballotta, Ceo di Business Strategies, la responsabilità di questo preoccupante calo che rischia di farci perdere la leadership faticosamente conquistata sul mercato Usa, è da ascrivere anche alla debolezza dei nostri strumenti di promozione che “vanno a rilento affossati da burocrazie ed incertezze mentre quelli transalpini - che sulla carta sarebbero gli stessi - funzionano benissimo e il risultato è che dopo 16 anni i francesi ci hanno agganciato nel primo mercato al mondo, recuperando in 8 mesi oltre 130 milioni di euro”.
Su quest’analisi di BS concorda anche Carlo Flamini, direttore responsabile de Il Corriere Vinicolo, lo storico settimanale di Unione Italiana Vini, che commentando i dati del primo semestre negli Usa ha scritto:”La cosa più evidente successa in questo ultimo anno è la problematica Ocm promozione: il blocco burocratico di decreto, bandi, i ricorsi e controricorsi sulle graduatorie hanno di fatto immobilizzato la macchina promozionale italiana, con 100 milioni di euro di finanziamenti tra coda 2016 e annualità 2017 congelati nei cassetti, a cui si aggiungono i 100 messi dalle imprese”.
Sempre Flamini, però, ricorda come anche altre cause stanno probabilmente condizionando lo sviluppo del mercato Usa come, ad esempio, l’effetto imbuto scaturito dai processi di fusione che hanno interessato recentemente il segmento della distribuzione, a partire dal matrimonio tra i colossi Southern e Glazer’s, che sta generando ripercussioni sul portafoglio prodotti delle due società, con duplicazioni e sovrapposizioni a cui lentamente si sta dando una riorganizzazione. Come pure probabilmente una certa influenza sul mercato statunitense è scaturita dalla crisi dei cosiddetti independent fine wine retailers, in forte sofferenza per l’arrembaggio delle piattaforme di e-commerce e soprattutto del direct-to-consumer shipping, che stanno aprendo crepe nello storico sistema a tre livelli americano.
Tutte problematiche, però, che però stanno oggi condizionando di fatto solo il nostro export e quindi inevitabilmente vanno cercate all’interno del nostro sistema vitienologico le principali motivazioni di questa brusca frenata nel mercato Usa.
Noi abbozziamo alcune nostre ipotesi. Innanzitutto è bene ricordare che quest’ultimo quasi decennio di drammatica crisi economico-finanziaria ha sicuramente colpito maggiormente la Francia, storicamente dotata di un impianto prezzi, delle loro principali denominazioni, molto meno flessibile di quello italiano (e si tratta di un eufemismo). Sicuramente la nostra maggiore “flessibilità” (spesso al limite del possibile) ci ha portato a reggere di più l’urto della crisi almeno sul fronte dei volumi. Basti pensare, come riportato sempre dall’Osservatorio Paesi terzi di BS, che sempre in questo primo semestre il prezzo medio del vino francese importato negli Usa è stato di 9,7 euro al litro, contro i nostri 4,9 euro.
Probabilmente, quindi, il recupero dell’economia di quest’ultimo anno sta consentendo più consumatori americani a rivedere nel vino francese un prodotto oggi più abbordabile alle loro tasche.
Ma l’aver presidiato meglio, con maggior coraggio, il proprio posizionamento anche in fasi di crisi, rimane comunque una strategia sempre vincente sul medio-lungo periodo.
Ma questa, come ben sappiamo, non è una strategia che appartiene, purtroppo, a gran parte del nostro sistema vitivinicolo che notoriamente e storicamente è più incline a modelli speculativi.
E quest’ultimo aspetto è efficacemente dimostrato dal confronto delle dinamiche di sviluppo dell’offerta enologica francese rispetto alla nostra. E su questo fronte, come giustamente ha scritto sempre Flamini, il confronto diventa impietoso.
Per il Bordeaux, infatti, si evidenzia un +12%, per i Vin de Pays rossi +21%, ed in generale tutte le “appellazioni” rosse francesi registrano uno straordinario +46%. Ma crescite notevoli registrano anche Rodano (+9%) e Languedoc-Roussillon (+19%). Di fatto solo la Borgogna rimane sostanzialmente stabile.
A fronte di queste crescite complessive dell’offerta francese noi vediamo perdite ingenti (-25,3% a volume e  -29,3% a valore) della categoria Veneto bianchi dop comprendente due “colossi” come il Pinot Grigio e lo storico Soave. Su questa tipologia si salvano i bianchi friulani e trentini con un +59,2% a volume e un +34,5% a valore (una crescita a volume però sacrificata sul fronte del prezzo medio a bottiglia sceso da 4,62 euro a 3,90 euro al litro). Tra i rossi calo delle dop toscane (-7,9% a volume e -2,4% a valore). Crescono, invece, i rossi dop veneti del 7% a volume e del 10,2% a valore, grazie in particolare alla pattuglia veronese di Amarone, Ripasso e Valpolicella. Praticamente ferme tutte le altre dop rosse italiane comprese quelle piemontesi (che però registrano un +4,2% a valore).
Quest’analisi, pertanto, evidenzia come il successo del vino italiano è ancora oggi fortemente concentrato in poche mani, Amarone, Prosecco e pochi altri e questo non può non destare forte preoccupazione.
Per questa ragione ci permettiamo di non considerare l’attuale paralisi sul fronte ocm vino - pur riconoscendo che si tratta di un fatto tutt'oggi assolutamente grave e ingiustificabile - una “scusa” sufficiente da sola per giustificare il nostro rallentamento sul mercato Usa anche perché, è bene ricordarlo, almeno per quanto concerne l’annualità 2017 le azioni sono ancora coperte dal precedente bando.
Legittimo, però, domandarsi se i circa 500 milioni di euro (che significano quasi un miliardo di euro di attività) finora spesi nell’ambito delle misure dell’ocm vino promozione paesi terzi, dal 2009 ad oggi siano stati utilizzati in maniera adeguata per rafforzare il nostro made in Italy enologico nel mondo, a partire proprio dagli Usa. Considerando che Francia e Spagna hanno avuto una dotazione decisamente più bassa della nostra la domanda diventa ancor più importante.
Qui le riflessioni sarebbero molte ma noi ci limitiamo a sintetizzarne alcune.
E’ fuor di dubbio che la nostra promozione si è concentrata quasi totalmente su azioni “tattiche” da parte delle singole imprese: della serie “diamo soldi ai nostri importatori che sanno loro cosa fare…”. Abbiamo visto, quindi, pochi progetti strategici e strutturali capaci di consolidare il nostro presidio sui mercati internazionali.
Le cosiddette azioni di promozione delle nostre denominazioni, per aumentare la loro visibilità e soprattutto conoscenza, si possono dichiarare praticamente “mai pervenute”.
Si è fatta la scelta di agevolare in tutti i modi le azioni promo-commerciali delle imprese - del tutto legittimo per caritĂ  -  ma poi non possiamo lamentarci se gran parte delle nostre denominazioni nel mondo risultino tutt'oggi pressochĂ© sconosciute.
Per il momento ci fermiamo qui, ma a breve torneremo su un tema così importante per il futuro del nostro settore vitivinicolo.

Fabio Piccoli

Download scheda formato PDF




Notizie dalla prima pagina
Intervista allo staff di The Wine and More sulle potenzialitĂ  del vino italiano nel mercato croato
venerdi 17 agosto

Croazia: le importazioni crescono e l’Italia ha la strada spianata

Intervista allo staff di The Wine and More sulle potenzialitĂ  del vino italiano nel mercato croato

Noemi Mengo
Prossima tappa in Puglia il 13 e il 14 novembre 2018

Le Donne Del Vino e Wine People per la formazione sulla comunicazione, la vendita e la valorizzazione brand territoriali e sui Consorzi di tutela

Prossima tappa in Puglia il 13 e il 14 novembre 2018

Ultimi giorni per chiedere la borsa di studio per i campus Wine People mercoledi 15 agosto

Formarsi ad un prezzo agevolato

Ultimi giorni per chiedere la borsa di studio per i campus Wine People

Cos’è un Hospitality Manager e perché ha guadagnato importanza nel settore del vino? 
lunedi 13 agosto

Wine Talent: vi segnaliamo un Hospitality Manager

Cos’è un Hospitality Manager e perché ha guadagnato importanza nel settore del vino?

Le previsioni vendemmiali in Italia sono storicamente un rito dove difficilmente si esce da solito codice di comunicazione dove alla fine si tenta di salvare sempre tutto

Quello che non ci piace dire della vendemmia 2018

Le previsioni vendemmiali in Italia sono storicamente un rito dove difficilmente si esce da solito codice di comunicazione dove alla fine si tenta di salvare sempre tutto

La “bibbia del vino internazionale” ha selezionato il prodotto italiano realizzato in Sardegna tra tanti vini, scegliendolo per l’ottimo rapporto qualità prezzo
giovedi 09 agosto

Il Vermentino Aragosta è il vino della settimana per la rivista americana Wine Spectator

La “bibbia del vino internazionale” ha selezionato il prodotto italiano realizzato in Sardegna tra tanti vini, scegliendolo per l’ottimo rapporto qualità prezzo

giovedi 09 agosto

Casale del Giglio, produzione sostenibile nell'Agro Pontino

"La gente conosce il prezzo di tutte le cose, ma non conosce il valore di nessuna": la filosofia dell'azienda di proprietĂ  di Antonio Santarelli

L’e-commerce va gestito in maniera molto diversa rispetto ai canali di distribuzione tradizionale e la figura classica dell’agente può trasformarsi in un grande limite nello sviluppo di questo modello di vendita che cresce a doppia cifra anno dopo anno giovedi 09 agosto

E-commerce? trattatelo da cliente direzionale

L’e-commerce va gestito in maniera molto diversa rispetto ai canali di distribuzione tradizionale e la figura classica dell’agente può trasformarsi in un grande limite nello sviluppo di questo modello di vendita che cresce a doppia cifra anno dopo anno

B.P.
I Vignaioli del Morellino di Scansano sono la prima cantina italiana a certificare un proprio vino con la nuova norma europea Product Environmental Footprint - PEF.
mercoledi 08 agosto

Dai Vignaioli del Morellino di Scansano, il primo vino con la certificazione europea PEF per la sostenibilitĂ  ambientale di prodotto

I Vignaioli del Morellino di Scansano sono la prima cantina italiana a certificare un proprio vino con la nuova norma europea Product Environmental Footprint - PEF.

Al via il Campus per diventare export manager del vino

Aspiranti Export Manager, il Wine People Campus vi aspetta!

Al via il Campus per diventare export manager del vino

Intervista a Silvia Baratta di Gheusis, agenzia di comunicazione specializzata nel settore enogastronomico
martedi 07 agosto

Comunicare con la stampa: questione di rispetto, ricerca e sensibilitĂ 

Intervista a Silvia Baratta di Gheusis, agenzia di comunicazione specializzata nel settore enogastronomico

Noemi Mengo
5StarWines featuring Wine Without Walls, the annual wine selection held in the lead-up to Vinitaly, has just released the online edition of its wine guide monday 06 august

Digital version of 5StarWines - the Book 2019 now online

5StarWines featuring Wine Without Walls, the annual wine selection held in the lead-up to Vinitaly, has just released the online edition of its wine guide

Il 17 settembre 2018 durante il Wine Export Manager Day a Verona verrĂ  presentata l'indagine condotta da Wine People. Date il vostro contributo e riceverete un omaggio molto utile! lunedi 06 agosto

Ritorna Wine Export Manager Day con un'indagine sull'export del vino

Il 17 settembre 2018 durante il Wine Export Manager Day a Verona verrĂ  presentata l'indagine condotta da Wine People. Date il vostro contributo e riceverete un omaggio molto utile!

We tasted for you Ricossa's Barolo Riserva DOCG 2009 saturday 04 august

Italian wines in the world: Ricossa's Barolo Riserva DOCG 2009

We tasted for you Ricossa's Barolo Riserva DOCG 2009

Abbiamo degustato per voi il Ricossa Barolo Riserva DOCG 2009 sabato 04 agosto

Italian wines in the world: Barolo Riserva DOCG 2009 di Ricossa

Abbiamo degustato per voi il Ricossa Barolo Riserva DOCG 2009

In preparazione della nostra seconda edizione di Wine Campus Impresa alcune riflessioni sui limiti attuali dell’imprenditoria vitivinicola italiana che a nostro parere sono da ascrivere più a limiti “culturali” che “dimensionali”

Essere imprenditori del vino oggi

In preparazione della nostra seconda edizione di Wine Campus Impresa alcune riflessioni sui limiti attuali dell’imprenditoria vitivinicola italiana che a nostro parere sono da ascrivere più a limiti “culturali” che “dimensionali”

Fabio Piccoli
Ultimi giorni per iscriversi al tour dal 2 al 4 ottobre 2018. Ecco i motivi per cui non potete perdervelo!
venerdi 03 agosto

Partecipa al Tour Vietnam 2018: Ho Chi Minh ed Hanoi

Ultimi giorni per iscriversi al tour dal 2 al 4 ottobre 2018. Ecco i motivi per cui non potete perdervelo!

VarietĂ  e qualitĂ  del territorio gli elementi distintivi su cui puntare per affermare la Denominazione sempre piĂą apprezzata a livello nazionale e internazionale venerdi 03 agosto

Francesco Mazzei alla guida del Consorzio Tutela Vini della Maremma Toscana

VarietĂ  e qualitĂ  del territorio gli elementi distintivi su cui puntare per affermare la Denominazione sempre piĂą apprezzata a livello nazionale e internazionale

Intervista a Jo Ann Ross, Italian Wine Educator a Boston, che ha fatto della passione per il vino italiano il proprio lavoro, aiutando i consumatori a conoscere i prodotti Made in Italy.
giovedi 02 agosto

Vino italiano a Boston: alla ricerca di una migliore educazione

Intervista a Jo Ann Ross, Italian Wine Educator a Boston, che ha fatto della passione per il vino italiano il proprio lavoro, aiutando i consumatori a conoscere i prodotti Made in Italy.

Noemi Mengo
La lotta ai falsi made in Italy continua: dopo il protocollo di cooperazione tra Consorzio tutela vini Valpolicella e la Repressione Frodi del Ministero Politiche agricole, inviate giĂ  115 diffide giovedi 02 agosto

Consorzio tutela vini Valpolicella segnala 115 siti nel mirino della task force anticontraffazione

La lotta ai falsi made in Italy continua: dopo il protocollo di cooperazione tra Consorzio tutela vini Valpolicella e la Repressione Frodi del Ministero Politiche agricole, inviate giĂ  115 diffide

Responsabile di Produzione mercoledi 01 agosto

Offerta di Lavoro

Responsabile di Produzione