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sabato 06 ottobre

Instagram si aggiorna di nuovo a caccia dei falsi influencer

A tutela dei produttori il nuovo aggiornamento verifica gli account di successo e scarta quelli su cui non investire


Instagram si aggiorna di nuovo a caccia dei falsi influencer
Influencer marketing, un mondo spinoso ma affascinante che nell’ultimo anno sembra essersi allargato in modo esponenziale. Se ormai anche la vostra vicina di casa, quando vi incontra, vi parla dei suoi nuovi 10k followers invece che del tempo atmosferico, potete ben intuire che stiamo parlando di un’ondata inarrestabile. Oggi gli influencer spuntano come margherite in qualsiasi campo e non è difficile capire perché: un po’ di astuzia, savoir faire una metodica strategia ed il gioco è fatto. Sì, care aziende, ma di chi ci si può fidare veramente?
Ne avevamo già parlato qui, Instagram nell’ultimo anno sta orientando i suoi obiettivi verso la salvaguardia e la promozione dei profili aziendali, e adesso vi viene nuovamente incontro, produttori italiani, lanciando il suo nuovo aggiornamento di termini e condizioni sulla verifica degli account più seguiti.

Facciamo un passo indietro. Influencer marketing: che cos’è?
Si tratta di un’attività commerciale a tutti gli effetti, svolta da un “Instagram Influencer” in possesso di un account sul social che, nello specifico, sponsorizza prodotti all’interno della propria pagina per conto di aziende che glielo hanno commissionato. Il suo lavoro consiste in attività (pubblicazione di stories e post correlati da hashtag strategici) che hanno lo scopo di influenzare una parte di utenti (e quindi potenziali consumatori), affinché questi ultimi propendano all’acquisto di determinati prodotti e/o servizi. Un influencer può essere quindi considerato a tutti gli effetti una sorta di portavoce/testimonial di una o più aziende per cui egli lavora.

Nel mondo del vino, il lavoro dell’influencer è decisamente molto piacevole: inviti ad eventi, degustazioni, esperienze enoturistiche che però, credo sappiate bene, hanno un costo, sono un investimento e che conviene quindi "donare" a chi davvero porta vantaggi ai bilanci aziendali e non a chi decanta di fare grande promozione, ma poi il seguito è tutt’altro che immediato e sicuramente discutibile.

C’è da stare all’occhio perché, come segnala anche Il Sole 24 Ore, secondo lo studio The State of the Influencer Marketing di Klear nel 2017 sono stati taggati con #ad (hashtag che ne indica la natura pubblicitaria, dall’inglese advertisement) ben 1 milione e mezzo di post, il doppio del 2016. Un aumento esponenziale, che ha visto in un solo anno una crescita del business del 198%. Moda e beauty sono le industrie che al momento vi investono di più, anche se il settore vinicolo non è da sottovalutare, perché nonostante lo faccia in misura minore questo meccanismo sta dando buoni sviluppi.

Account verificato, fake smascherato (e successo assicurato)Dunque, dove è la novità dell'ultima settimana?
Visto il rapido proliferare di account con milioni di follower e vista la difficoltà di raggiungere guadagni elevati a fronte di un numero davvero considerevole di questi nuovi professionisti del settore, si è sviluppata una serie di altri account con gli stessi obiettivi di marketing dal nome “microinfluencer”, ovvero coloro che hanno tra i 10 mila e i 100 mila follower. Ben attenti però, il fatto che abbiano meno seguito non significa che siano da scartare. 
Così come per i consumatori, anche gli influencer andrebbero targhetizzati. Un esempio semplice: se desideriamo proporre un prodotto in una specifica regione italiana, potrebbe convenire di più appoggiarci ad un influencer molto attivo in quella regione piuttosto che ad uno di fama nazionale o internazionale, molto più occupato e con meno spazio da dedicarci. 
Un po’ come per la scelta della stampa a cui rivolgersi, funziona alla stessa maniera, ma come fare a scegliere qualcuno? 
Bisogna iniziare a seguirlo, capire il suo stile, decidere se si addice al nostro approccio alle vendite e verificare le potenzialità del suo account. Il rivoluzionario aggiornamento di Instagram permette, fra le novità, di accedere alla sezione “About this account” e quindi ad alcuni dati prima “nascosti”, che ci indicano la data di creazione dell’account, il paese in cui si trova la persona, i suoi annunci promozionali attivi, una sorta di storia delle modifiche dell’username (così da rendere trasparenti eventuali cambi di rotta, spesso poco giustificabili), i profili terzi con il più alto numero di followers condivisi con il profilo in oggetto (questo per verificare una specie di autorevolezza o reputazione riflessa). Grazie a questo aggiornamento, d’ora in poi smascherare finti o poco efficaci influencer sarà semplicissimo!

Chi trova una “spunta blu” trova un tesoro.
La seconda novità dell’aggiornamento riguarda il fatto che il social prevede di aumentare significativamente il numero di account verificati per personaggi pubblici, celebrità e marchi.
La verifica è sinonimo di autenticità e buona reputazione, e Instagram si incaricherà di farla puntualmente. Chi vorrà la cosiddetta “spunta blu”, dovrà fornire obbligatoriamente nome completo e documento di identità. Chi di fake ferisce, di spunta perisce!

Qualche altro consiglio per “scannerizzare” i vostri potenziali influencer
I trucchi per capire da subito la validità di un professionista dell’influencer marketing sono pochi e intuibili. Prima di tutto, attenzione al numero di fotografie, se i follower sono molti ma le foto solo 4 o 5, si tratta palesemente di un profilo che ha comprato i propri follower (per chi non lo sapesse, il web pullula di siti che permettono l’acquisto massivo di follower). In secondo luogo, un vero influencer non si accontenterà della fama su un solo social, se notate che su altre piattaforme è praticamente inesistente (per quanto sia lecito avere un canale preferenziale con più flusso) avete il diritto di cominciare ad insospettirvi.

Sembra un paradosso, ma la nuova frontiera della dimensione digitale del retail è ricreare un contatto reale, quasi fisico. Per questo, e per l’offerta in continua espansione, i brand fanno fatica a scovare l’influencer più adatto per comunicare efficacemente, ma con un po’ di accortezza e un po’ di scouting, vedrete che non sarà una missione impossibile. 

Noemi Mengo

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