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martedi 06 novembre 2018

L'importanza dei premi per i millenials 2.0 (o 3.0?)

Tutti li rincorrono, tutti li vogliono, ma quanto un premio può aiutare un vino a farsi comprare o bere dai nostri millenials?


L'importanza dei premi per i millenials 2.0 (o 3.0?)
I premi: tutte le cantine ambiscono a vincere premi, medaglie e riconoscimenti nei concorsi internazionali. Ma ciò che ci si domanda adesso è: quanto conta un premio per i millenials? Un vino diventa davvero “un vino di qualità” se è stato fregiato da un premio?
Diamo per scontato (ma forse anche no) che un premio è considerato come un mezzo in più nelle mani del venditore per comunicare il vino e la cantina che lo ha prodotto. Il buyer professionale, sia esso italiano o estero, conosce la valenza del premio e la potenzialità che può rappresentare nei confronti del grande pubblico.
Ma i winelovers, sono davvero consapevoli di questo?
E soprattutto, i millennials che cercano sempre un approccio sempre più puro e diretto con il vino e la realtà che lo ha prodotto, si fanno “condizionare” da un riconoscimento?

Cerchiamo di approfondire questo argomento con una studentessa dell'Università di Verona che ha trascorso un periodo di stage presso la cantina Dal Maso.

Conosci alcuni concorsi internazionali o nazionali del mondo del vino?
In realtà non me ne viene in mente nessuno.

Quando ordini un calice di vino in un bar o al ristorante, ti sei mai posta la domanda se quel vino è in realtà un vino premiato?
Mi capita spesso di bere un calice di vino ma non sono mai stata informata se uno dei vini proposti abbia ricevuto qualche riconoscimento e ad essere onesta, non mi sono mai posta il problema. A dire il vero, nessuno mi ha nemmeno mai presentato un vino: i camerieri portano la carta dei vini e nulla più.

Possiamo dire quindi che non sei particolarmente sensibile ai premi?
No, non direi questo. In effetti non chiedo e non mi informo sui vini premiati in generale ma se sapessi che il vino che sto bevendo è stato premiato in qualche concorso, penso che in qualche modo cambierei il mio approccio a questo vino.

In che senso?
Nel senso che un vino premiato è qualcosa di “pregiato”: io non sono un’esperta, bevo ciò che mi piace e ciò che mi dà sensazioni piacevoli ma sapere di avere nel bicchiere un vino giudicato positivamente da persone autorevoli, mi darebbe la certezza che ho nel calice un vino di qualità.

Quindi anche voi millenials siete influenzabili dai premi...
Si, credo di poter dire che lo siamo…ma forse molto spesso non abbiamo la conoscenza sufficiente per valutare l’importanza del premio in questione.

Dalle risposte di questa millenial possiamo affermare che i premi sembrano avere ancora un certo valore ma solo come conferma di una qualità che alcuni winelovers non sanno ancora riconoscere in autonomia. Sicuramente una sola voce del coro non può dare una fotografia reale e completa della situazione ma è utile come punto di partenza per una riflessione più approfondita.
Ma nasce a questo punto un'altra questione: chi sa giudicare in autonomia la qualità di un vino, e ci riferiamo a buyers italiani ed esteri, riconosce ancora un valore ai riconoscimenti e ai premi?


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