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martedi 11 settembre

L’Italia fra i maggiori esportatori in Canada: è il Prosecco a scalare le classifiche

Ottimi riscontri per le bollicine italiane nel mercato canadese, si prevede una crescita inarrestabile


L’Italia fra i maggiori esportatori in Canada: è il Prosecco a scalare le classifiche
Il mercato canadese, sebbene non sia più una nuova frontiera, mantiene alto il proprio valore, regalando all’Italia dell’export grandi risultati e un crescente apprezzamento per i prodotti. A scalare in corsa le classifiche la categoria degli sparkling wine, in particolare il Prosecco.
Prima di addentrarci più nello specifico, diamo un’occhiata alla situazione economica attuale del Paese.

Il Canada è un paese a reddito elevato, ricco di risorse naturali, fortemente integrato con gli USA: da qui provengono circa il 50% delle importazioni, ed assorbono circa il 75% delle esportazioni.
L'economia canadese ha attraversato un processo di aggiustamento in seguito alla caduta dei prezzi del petrolio dalla metà del 2014, ed è ora in fase di espansione. La crescita è stata trainata dai consumi delle famiglie, che hanno beneficiato dell'aumento dell'occupazione e dei redditi, anche per l'introduzione di un sostegno finanziario alle famiglie con bambini.
Inoltre il Canada si conferma il quinto mercato di esportazione per il vino italiano dopo Stati Uniti, Germania, Regno Unito e Svizzera. Nel 2017, sulla base delle ultime rilevazioni Ismea, le vendite complessive hanno raggiunto i 333 milioni di euro, con una crescita del 9% in volume rispetto al 2016.

Fra gli elementi più rilevanti dell’economia canadese odierna rientra anche la recente introduzione del CETA, il Comprehensive Economic and Trade Agreement, un accordo commerciale fra Unione europea e Canada che prevede l’abbattimento dei dazi, la semplificazione degli investimenti (aprendo i rispettivi mercati alle imprese dell’uno o dell’altro partner) e la tutela di prodotti agroalimentari, fissando dei parametri di tutela più stringenti: un vecchio problema per le nostre specialità enologiche assediate dalla concorrenza sleale di imitazioni all’insegna dell’”Italian sounding”.

Entrando maggiormente nello specifico, grazie a un report di IWSR Vinexpo e ad un’analisi realizzata da Wine Intelligence, scopriamo qualcosa di più sulle chance per il made in Italy in Canada.

Partiamo considerando la categoria dei vini fermi.
La quantità di vino importato supera quella di vino di produzione locale, anche se entrambe le categorie sono cresciute negli anni in termini di volume e non smetteranno di farlo. Nel 2011 il volume si aggirava intorno ai 30.3 milioni in casse da 9 litri, mentre il locale restava su 11.5 milioni, ad oggi invece il vino importato registra un volume di 34.7 milioni ed il locale di 13.6 milioni. Per il 2021 le previsioni dichiarano ancora crescita: 363 milioni per l’importato e 14.4 milioni per il locale. Il rosso è la varietà preferita, crescendo proporzionalmente di più, ma anche le altre categorie registrano lieve crescita, e le categorie più consumate sono quelle rientranti nella fascia di prezzo standard. Interessante il CAGR quinquennale per origine di importazione: Italia al primo posto che passa da un volume di 6.6 milioni nel 2016 a 7.3 previsti nel 2021, con una percentuale di crescita del +2.1%.

Categoria Sparkling.
Rispetto ai vini fermi, negli anni le bollicine sono cresciute molto più rapidamente sia a livello di importazione che di produzione locale, produzione che però andrà a diminuire verso il 2021. Infatti nel 2011 il vino importato occupava un volume di 1.0 milioni in casse da 9 litri ed il locale 0.4 milioni; nel 2018 occupa 1.4 milioni l’importato e 0.3 il locale ed infine nel 2021 si prevede una crescita ad 1.7 milioni per l’importato ed una ulteriore decrescita a 0.2 milioni per il locale. Anche qui molto interessante il CAGR quinquennale per origine: Italia al primo posto dove da 0.4 milioni nel 2016 si passerà a 0.8 nel 2021, con una percentuale di crescita dell’11.9%. Inoltre, globalmente si prevede una crescita comprensiva del 4% annuale fino al 2021. 


Il Prosecco si prevede continui a ottenere buoni consensi, superando Cava e Champagne e aumentando la propria popolarità all’interno del mercato. In generale il consumo di sparkling avviene prevalentemente durante celebrazioni ed occasioni special: le bollicine locali si attestano ad un consumo del 54% seguite subito dal Prosecco con 32%.
Per quanto riguarda il rivale Champagne, i consumatori lo percepiscono come un prodotto di altissima qualità ma dal valore basso, mentre ritengono le bollicine americane povere sia in valore che in qualità. I brand più potenti nel mercato canadese sono “Yellow Tail”, “Martini” e “Baby Duck”, i primi due in particolare hanno un’ottima brand awareness e vengono considerati i brand più solidi all’interno del mercato dei vini sparkling in Canada.

Solo buone notizie quindi per quest’ultima categoria, le previsioni sono positive e la percezione del prodotto italiano nel Paese è bel consolidata da anni. 
Se ancora non ci avevate pensato, è ora di cominciare a considerare questo importante mercato. Il mercato della foglia d'acero è pronto e desideroso di accogliervi!

Noemi Mengo

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