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lunedi 18 gennaio

La grande sorpresa dell’e-commerce del vino in Italia

Quest’ultimo biennio ha evidenziato crescite decisamente elevate


La grande sorpresa dell’e-commerce del vino in Italia
Siamo onesti non pensavamo che le vendite online del vino si sarebbero sviluppate con il ritmo attuale nel nostro Paese. Ci sembravano quasi scontati i ritardi di un po’ di anni fa che evidenziano come in Italia l’e-commerce del vino si evolveva molto più lentamente rispetto ad altri Paesi.
Ritenevamo che il vino fosse (è) un prodotto anomalo che necessita un contatto più diretto, "fisico" con il consumatore per poter essere conosciuto e scelto. E a questo si aggiungeva la peculiarità italiana di poter avere facile accesso all’acquisto tradizionale del vino, dal supermercato alla cantina. Senza dimenticare le difficoltà logistiche per organizzare piattaforme di vendita online adeguate.
Ma siamo stati smentiti e a questo punto, anche se i dati non sono completamente monitorati, ascoltando le informazioni fornite dai principali portali di vendita online italiani, emerge non solo soddisfazione ma anche la sensazione che sia in atto una crescita talmente elevata che sta costringendo molti di questi soggetti ad organizzarsi ulteriormente per far fronte alle richieste.
Paradossalmente, ci hanno comunicato alcuni dei responsabili di queste piattaforme, oggi il principale problema è reperire il vino perché alcune aziende ancora temono che questa vendita possa causare loro problemi nei confronti della distribuzione tradizionale. Ma sul fronte dell’interesse crescente da parte dei clienti consumatori non vi sono dubbi e gli italiani sembrano sempre più contenti di poter sfruttare questo canale di acquisto anche per il vino.
Come Wine Meridian abbiamo attivato in questi giorni una nostra ricerca per poter fornire a breve un quadro più dettagliato rispetto alle principali entità oggi coinvolte in questa tipologia di vendita ma ci piaceva fin da subito anticipare quelle che non sono più solo sensazioni ma fatti evidenti.
E’ indubbio che l’analisi va divisa in due parti: la vendita da parte di portali specializzati nell’e-commerce del vino, che è quella che evidenzia le crescite più rilevanti; la vendita online delle aziende del vino singole che invece appare ancora non particolarmente rilevante probabilmente a causa sia di problemi organizzativi che di reale convinzione rispetto a questa opportunità.
Complessivamente questo aspetto apre ulteriormente il tema della riorganizzazione del modello di vendite del vino del nostro Paese e, in particolare, nella riduzione dei processi di intermediazione.
L’e-commerce, infatti, consente quella relazione diretta con il consumatore finale che rappresenta oggi ma lo sarà ancor più nel futuro un elemento chiave non solo per vendere di più e meglio ma anche per costruire relazioni dirette con i propri clienti, riuscendo così a conoscerli meglio e a mirare su di loro una comunicazione diretta e probabilmente più efficace.
E noi pensiamo che questo faccia complessivamente bene a tutta la filiera del vino, anche a quei canali di distribuzione (horeca in primis) che potrebbero essere oggi preoccupati di questo sviluppo.
Tutti i dati dimostrano invece che maggiore è l’accessibilità all’acquisto, alla facilità di poter conoscere e reperire i prodotti, superiori diventano anche le opportunità di business per tutti.
In quest’ultima direzione si inserisce anche un altro aspetto a nostro parere molto importante: il ruolo comunicativo di questi portali di vendita del vino. Sono nati quasi tutti da soggetti che non avevano cultura vitienologica ma oggi molti di loro stanno riflettendo di quanto una maggiore conoscenza e competenza rispetto al prodotto che vendono potrebbe spingere ulteriormente il loro business.
Sviluppare pertanto maggiori relazioni tra questi operatori e il nostro comparto produttivo anche sul versante della promozione della cultura del vino potrebbe rappresentare un nuovo importante fronte per lo sviluppo di un consumo sempre più consapevole.
Auspichiamo quindi che sempre di più anche questi portali consentano di far conoscere al loro pubblico la straordinaria vastità dell’offerta enologica italiana.
Sarà un bene per tutti, ne siamo convinti.

Fabio Piccoli

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