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Marilisa Allegrini, dietro la copertina

Alla nota titolare dell’azienda veronese Allegrini è stata dedicata la copertina dell’ultimo numero di Wine Spectator, un riconoscimento importante, il primo dedicato ad una donna del vino italiana, frutto di un dinamismo imprenditoriale e comunicativo che ha pochi eguali


Marilisa Allegrini, dietro la copertina
Vedere che la copertina del numero di aprile di Wine Spectator è stata dedicata a Marilisa Allegrini, la titolare, assieme al fratello Franco, dell’omonima azienda veronese, ci ha, innanzitutto, lo scriviamo senza paura di essere tacciati di piaggeria, resi molto orgogliosi.
Orgogliosi che una nostra imprenditrice del vino non solo sia riuscita a meritarsi la copertina di quello che rimane comunque il più autorevole magazine del vino a livello mondiale, ma anche perché con il suo lavoro testimonia con i fatti le capacità imprenditoriali presenti anche all’interno del nostro sistema produttivo.
Un sistema che talvolta nel nostro magazine “bacchettiamo” per non riuscire a sviluppare maggiormente il suo profilo imprenditoriale, la sua capacità di presidiare meglio i mercati, di dare un’identità più solida e remunerativa al nostro made in Italy.
Ma Marilisa Allegrini rappresenta, invece, uno degli esempi più forti di come si possa essere imprenditori del vino nel senso più evoluto e moderno di questa complessa professione.
E cioè con la capacità di investire con coraggio nella propria impresa, nei diversi mercati in cui si è presenti ma anche non dimenticando mai l’essenziale lavoro della comunicazione e della costruzione delle relazioni.
In Marilisa Allegrini questo mix di capacità imprenditoriali, organizzative e di comunicazione è fortissimo ed evidente ma sarebbe sbagliato, a nostro parere, considerare questa caratteristica come un “semplice” istinto innato.
Seguiamo da moltissimi anni il lavoro di Marilisa Allegrini in giro per il mondo e ci è facile essere testimoni di una “lavoratrice infaticabile” (fateci passare questo termine), capace di superare indenne cambi di fuso orario che sarebbero letali per la maggioranza degli esseri umani.
Nella nota imprenditrice veronese, da sempre, vi è una consapevolezza, che si esprime attraverso la sua modalità di presentarsi nei diversi contesti, che a nostro parere è un paradigma prezioso a disposizione di chiunque sia alla ricerca delle giuste strategie per essere vincente sui mercati internazionali.
Ebbene, il punto nodale che si evidenzia dall’analisi dell’attività di Marilisa Allegrini, si può sintetizzare nella sua straordinaria capacità di non dimenticare mai di essere prima di tutto una “donna italiana”, con tutto ciò che questa identità comporta.
Non deve apparire, a nostro giudizio, una banalità questa costatazione, in quanto la prima strategia da applicare, se così si può definire, per affermare i valori del nostro made in Italy, è quella di “risultare autenticamente italiani” e di non “nascondersi dietro i propri vini”.
E l’eleganza di Marilisa Allegrini e il suo essere sempre così “socialmente” aperta, disponibile non solo rappresenta un valore aggiunto per l’immagine del brand Allegrini, ma anche un esempio straordinario di “italianità”.
Non basta essere italiani per avere successo ma bisogna essere in grado di testimoniarlo con coerenza quotidianamente.
E Marilisa Allegrini è una donna “italiana a tempo indeterminato”.
Un’imprenditrice che vive la sua “origine” non solo come uno status da dichiarare ma anche come una realtà da dimostrare sempre, dalla propria comunicazione personale all’identità dei suoi vini, dai luoghi selezionati o costruiti per comunicare la sua azienda sia in Italia che all’estero, ai testimonal scelti e agli eventi progettati.
Tutto questo, e ovviamente molto altro ancora, c’è dietro la copertina di Wine Spectator con Marilisa Allegrini.
Fabio Piccoli

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