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lunedi 14 dicembre

Non sottovalutate la Germania, mercato storico ma frammentato!

Un interessante excursus sui principali gusti dei tedeschi in fatto di vino è stato il soggetto di uno degli approfondimenti tematici a Wine2Wine lo scorso 3 dicembre.


Non sottovalutate la Germania, mercato storico ma frammentato!
La Germania: un mercato da non sottovalutare, nonostante la sua storicità. Questo è quanto è emerso durante un recente approfondimento tematico durante Wine2Wine. Nel mercato del vino, la Germania è sicuramente un colosso, (questo è risaputo), al quarto posto tra tutti i mercati mondiali del settore. Secondo un'indagine del consumo dei vini del 2013, infatti, negli ultimi 15 anni a fronte di mercati in grande evoluzione, la Germania è rimasta quasi stabile nel volume (con un calo del consumo pro capite però). Il dato interessante è che nel valore ha registrato un aumento del 26% delle importazioni. "L'Italia è debole nelle vendite online, ma in generale i tedeschi amano il vino italiano" dichiara Felicity Carter, redattore capo della Meininger Wine Business International. 
Dunque cosa attira il consumatore tedesco? "La Germania non è una società consumistica: ai tedeschi piace molto parlare di prezzi e non spendono soldi per beni deperibili ma solo per quelli necessari. Infatti il consumatore tedesco predilige il discount e il supermercato come luogo d'acquisto per il vino, piuttosto che le enoteche, anche se sono decisamente sottovalutati la vendita online e i rivenditori specializzati" afferma Carter. Non a caso una percentuale importante dell'off trade, che ricopre l'82% del mercato, è raggiunta dai discount, che rappresentano quasi la metà della vendita. Questo è sicuramente un dato tipicamente tedesco che sottolinea ancora di più la sensibilità verso il prezzo. "Un mercato fortemente regionalizzato. La forte differenza geografica è la peculiarità del mercato tedesco. Infatti il consiglio ai produttori è quello di rivolgersi a importatori regionali poiché a livello nazionale ne esistono pochi" continua Carter. 
Ma quali sono le prospettive dell'Italia nel panorama vinicolo del Paese? Una massiccia presenza di vino italiano, soprattutto Prosecco e Pinot Grigio, si rileva nelle zone di Monaco, nel sud del Paese, vicino all'Austria, conoscitrice della cultura italiana. Quest’area è al secondo posto per la percentuale più bassa di vino a basso prezzo e per il numero di rivenditori specializzati. "A conquistare il podio per entrambe le categorie, invece, è Francoforte. Capitale finanziaria della Germania, Francoforte privilegia importazioni di lusso, quali lo Champagne, ma l'Italia riesce a raggiungere ugualmente un buon 24% delle importazioni" continua Carter. 

Un'altra area in cui il vino italiano va forte è tra Colonia e Bonn. Nonostante il gran numero di rivenditori, rimane una zona tradizionalista in cui non è data grande importanza all’on-trade, poiché la birra è la bevanda alcolica per eccellenza. Due città che si distaccano sono Amburgo e Berlino. Nella prima, uno dei centri più importanti per i rapporti commerciali, predomina una presenza di vini esotici e provenienti dalla Moldavia, così come anche per la capitale si registra un'alta quota di vini esotici e insoliti. È la dimostrazione che, anche in un paese abitudinario come la Germania, possa crearsi una frammentazione tra le scelte consumistiche della popolazione.


Alessia Venturi

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