Utilizziamo i cookie per migliorare le funzionalità di questo sito Web.

Accetto Leggi di più

WineMeridian
domenica 15 dicembre 2019 logo winemeridian.com
Italian daily news for key players and wine lovers

Siddura enosocial.com


pertinace vinojobs Wine Monitor Cantina Santa Maria La Palma Fondazione Edmund Mach Cantina di Custoza Siddura WineNet CVA Canicatti Bixio https://www.cantinafrentana.it Corte De Pieri way to go https://www.accordinistefano.it/ http://www.cantinavicobarone.com/ Vigna Belvedere italian wine academy https://www.marchesibarolo.com/ http://www.varramista.it/it/ http://www.grafical.it/it/ cantamessa vini www.prosecco.wine http://www.colmello.it/ La Torraccia  www.cantinatollo.it Farina Cantina Valpolicella http://www.consorziomorellino.it/ valdoca
mercoledi 25 settembre 2019

Piccoli, ma in crescita, i progressi del vino in Vietnam, dove l'Italia è leader

L'intervista al Console Generale d'Italia a Ho Chi Minh City, Dante Brandi, che ci parla della sorprendente ascesa del vino italiano nel Paese asiatico


Piccoli, ma in crescita, i progressi del vino in Vietnam, dove l'Italia è leader

Dante Brandi, console generale ad Ho Chi Minh City


Ha molto a cuore la promozione del made in Italy in Vietnam, e sta lavorando per supportare il vino italiano e la locale associazione di sommelier. Il suo nome, che risuona in noi il Sommo Poeta, simbolo del Bel Paese, non può che confermarcelo, e anche il suo ruolo. Lui è Dante Brandi, Console Generale d’Italia a Ho Chi Minh City dal marzo 2018. Con il Console Brandi abbiamo fatto una chiacchierata sul made in Italy in Vietnam, un Paese in crescita, dove il consumo del vino è ancora in fase di "incubazione", ma che promette molto bene per il vino italiano. In Vietnam saremo partner di Unexpected Italian per il prossimo Unit Wine Tour dal 30 settembre al 3 ottobre 2019, in cui racconteremo le ultime evoluzioni del mercato. 

Console Brandi, dal Suo osservatorio qual è il percepito dei prodotti italiani in Vietnam?
È elevato, anche se lo è forse più inconsciamente che consciamente. L’amore e l’inclinazione per i prodotti italiani di qualità, dall’arredo all’enogastronomia, dalla moda ai macchinari, è indiscutibile, così come è indiscutibile la crescita di questa tendenza in parallelo con l’aumento del potere di acquisto delle famiglie vietnamite. Tuttavia resta ancora una certa confusione, dovuta ovviamente a distanze fisiche e culturali, a identificare determinati prodotti di altissimo livello come italiani. Questo ha solo parziali riflessi sui dati del nostro export, perché comunque le nostre esportazioni in Vietnam aumentano, ma una chiara identificazione del Made in Italy è indispensabile per consentire ai nostri amici vietnamiti di percepire in pieno la capacità produttiva, manifatturiera e esportatrice del nostro paese. Non solo: identificare chiaramente il Made in Italy quale veicolo di valore aggiunto e di qualità, contribuirebbe ad aiutare il Vietnam, che pure è una piattaforma produttiva e manifatturiera solida e ben integrata nel commercio internazionale, nel suo sforzo di migliore posizionamento all’interno delle catene di valore globali.

Quali sono i numeri del vino in Vietnam?
Piccoli, ma in crescita e per giunta in un contesto in cui si riducono complessivamente le importazioni vinicole vietnamite. Il mercato non è facile, vista la vocazione birricola del Paese e la presenza di grosse multinazionali dell’imbottigliamento, che contribuiscono a mantenere elevate le barriere tariffarie all’importazione, ma occorre tenere in considerazione che parliamo di numeri abbastanza ridotti (circa 11,5 milioni di euro di esportazioni italiane in Vietnam nel 2018) suscettibili quindi di variazioni annue più sensibili rispetto a mercati maggiormente maturi.

E il vino italiano?
Il vino italiano fa lodevolmente eccezione rispetto a questa tendenza complessiva alla riduzione. A differenza di altri Paesi produttori, l’Italia registra aumenti dell’export anche di oltre il 50% annuo da almeno cinque anni a questa parte. In controtendenza nell’ultimo anno il mercato per le bollicine (-10%), ma dopo forti crescite tra il 2014 e il 2016. Le bollicine inoltre si contendono segmenti dove si impongono bevande diverse, come la birra, e dove è forte la concorrenza francese, con gli Champagne tradizionalmente meglio piazzati sia nell’industria dell’ospitalità che nella grande distribuzione. Proprio nelle bollicine però vedo margini di rialzo: per la composizione demografica del mercato vietnamita, con il 60% della popolazione al di sotto dei 30 anni, per la tendenza all’aumento del consumo femminile e per lo sfruttamento di possibili combinazioni con bevande ormai popolari a livello globale, come gli spritz.

Quali sono le azioni più efficaci che i produttori o le istituzioni italiane stanno mettendo in atto per migliorare la promozione?
Anzitutto, visti i numeri, le difficoltà ma anche le potenzialità, l’imperativo categorico è coordinare le azioni con produttori e distributori. Si tratta di una strategia che stiamo mettendo in atto molto efficacemente, visto anche lo straordinario coordinamento e la complementarietà che c’è tra tutti gli attori del Sistema Italia in Vietnam (Ambasciata a Hanoi, Consolato Generale a HCMC, Ufficio ICE di HCMC, Camera di Commercio italiana in Vietnam). La strategia si è focalizzata negli ultimi anni sull’industria dell’ospitalità. Ristorazione di qualità e offerta alberghiera costituiscono interlocutori attenti e co-interessati ad ampliare varietà e offerta di vino di qualità. Da quest’anno intendiamo coinvolgere nuovamente la grande distribuzione, in ragione del fatto che essa si sta articolando nel Paese, anche attraverso la nascita e il successo di catene più piccole e maggiormente attente ad una offerta qualitativamente superiore.

È stato recentemente ospite e sostenitore della neonata SSA Saigon Sommelier Association: qual è il ruolo della sommellerie nella diffusione della cultura del vino in Vietnam?
Si tratta di una evoluzione molto incoraggiante, che abbiamo ovviamente appoggiato e di cui intendiamo promuovere il riconoscimento a livello internazionale attraverso il sostegno dell’Associazione della Sommellerie Professionale Italiana. Una sommellerie di qualità nel Paese, dove aumentano i cultori del vino anche e soprattutto tra i giovani, non costituisce solo un punto di riferimento per l’industria dell’ospitalità, ma assicura continuità nella costante espansione di una cultura del vino. Contribuisce anche a creare un senso di orgoglio per la cultura gastronomica vietnamita, tra le più ricche dell’Asia e molto popolare tra i turisti, nella potenziale associazione che la sommellerie vietnamita potrà farne con vini di qualità.

Da italiano all’estero, come vede il futuro del vino italiano dalla sua prospettiva?
Lo vedo molto bene e lo dico da un osservatorio non scontato come poteva essere Londra - la mia sede di servizio prima di Saigon - dove ho vissuto il boom del prosecco. Proprio mercati meno “esplosivi” per i numeri del nostro vino, come il Vietnam, confermano la tendenza ad una crescita coerente, dovuta a vari fattori. Su quale sia il più importante mi trovo d’accordo con Giovanni Vaccarini, il sommelier italiano di fama internazionale che abbiamo avuto il piacere di ospitare a HCMC a luglio per una conferenza sul vino italiano di qualità: “il vino italiano deve gran parte del suo successo nel mondo al successo della cucina (e quindi della ristorazione) italiana a livello globale”. Una associazione ovvia e inscindibile, figlia non solo del gusto, ma anche dell’identificazione della nostra dieta mediterranea con benessere e qualità della vita. Per questo le istituzioni italiane sono così impegnate a promuovere la cultura enogastronomica italiana nel mondo, attraverso manifestazioni come la Settimana della Cucina Italiana. L’alta qualità della nostra produzione vinicola, ormai su livelli di eccellenza da decenni, e la straordinaria capacità dei nostri produttori di penetrare mercati nuovi e consolidarsi in quelli maturi (ero in servizio a Washington quando, nel 2009, l’Italia superò la Francia sia in quantità che in fatturato quale principale esportatore di vino negli USA) fanno il resto.

Da appassionato di vino (così sembrerebbe) quali sono i punti di forza e di debolezza dei vini italiani rapportati alla cucina e cultura orientale asiatica?
Certamente l’abbinamento tra vini di qualità e cucina asiatica non è ovvio né banale. In questo però l’Italia, rispetto ad altri grandi produttori come Francia, Australia, Cile o Stati Uniti, ha il vantaggio di una articolazione di offerta vinicola senza pari al mondo. Ottanta vitigni autoctoni, contro i quaranta del secondo in lista (il Portogallo) o addirittura i 15 di Francia e Spagna (fonte Organizzazione Internazionale della Vigna e del Vino, 2017), contribuiscono a rendere quella italiana una offerta estremamente variegata, legata naturalmente alla straordinaria diversità del nostro territorio e alla articolazione della nostra gastronomia, così ricca e diversificata a livello regionale. Proprio questo patrimonio di vitigni offre numerose alternative ai diversi palati di un consumo mondiale che tende purtroppo a standardizzarsi, e offre quindi maggiori possibilità di abbinamento con culture gastronomiche distanti come quella vietnamita. Occorre tuttavia moltiplicare gli sforzi per informare i consumatori mondiali di questa straordinaria offerta e per contrastare fenomeni di standardizzazione, promuovendo una cultura del vino e del suo consumo legata ai valori della convivialità, come nel caso della dieta mediterranea, più che a motivi di status. In questo sforzo, la partnership con organizzazioni come quella della sommellerie vietnamita, ma anche con il settore dei media e il mondo accademico, diventa preziosa.
Agnese Ceschi

Download scheda formato PDF




Notizie dalla prima pagina
Artigianalità, identità, ruralità ma anche monitoraggio di costi e margini, pianificazione strategica e sostenibilità economica. Il bilanciamento rappresenta la chiave di volta. sabato 14 dicembre 2019

Il successo? Un equilibrio tra pragmatismo e idealismo

Artigianalità, identità, ruralità ma anche monitoraggio di costi e margini, pianificazione strategica e sostenibilità economica. Il bilanciamento rappresenta la chiave di volta.

Emanuele Fiorio
Abbiamo degustato per voi il Barolo DOCG del Comune di Barolo di Marchesi di Barolo sabato 14 dicembre 2019

Italian wines in the world: Barolo DOCG del Comune di Barolo di Marchesi di Barolo

Abbiamo degustato per voi il Barolo DOCG del Comune di Barolo di Marchesi di Barolo

I programmi formativi di successo sono quelli in grado di creare un network di contatti tra mercato, media, influencer e consumatori. venerdi 13 dicembre 2019

Il segreto di un percorso formativo qualificante sono i legami personali. Community significa maggior apprendimento e visibilità

I programmi formativi di successo sono quelli in grado di creare un network di contatti tra mercato, media, influencer e consumatori.

Emanuele Fiorio
I consumatori nel mondo sono sempre meno fossilizzati su un’unica bevanda alcolica. Dobbiamo considerare un fatto positivo la fine delle “ideologie” nel mercato del vino? venerdi 13 dicembre 2019

Sempre più “laico” il mercato del vino

I consumatori nel mondo sono sempre meno fossilizzati su un’unica bevanda alcolica. Dobbiamo considerare un fatto positivo la fine delle “ideologie” nel mercato del vino?

Fabio Piccoli
La viticoltura eroica, negli ultimi anni al centro di forte interesse, è ben rappresentata in Italia dalla Valle d’Aosta, territorio che nonostante le grandi fragilità, si è reso protagonista di questo fenomeno mondiale. giovedi 12 dicembre 2019

Valle d’Aosta: avanguardia di una viticoltura tra terra e cielo

La viticoltura eroica, negli ultimi anni al centro di forte interesse, è ben rappresentata in Italia dalla Valle d’Aosta, territorio che nonostante le grandi fragilità, si è reso protagonista di questo fenomeno mondiale.

Giovanna Romeo
Concretezza, praticità, aggiornamento, confronto costante con la realtà del  settore vinicolo: questa è la sintesi della proposta WinePeople Campus.  giovedi 12 dicembre 2019

WinePeople Campus, formazione a contatto con le esigenze aziendali: “insegniamo quello che facciamo e facciamo quello che insegniamo”

Concretezza, praticità, aggiornamento, confronto costante con la realtà del settore vinicolo: questa è la sintesi della proposta WinePeople Campus.

Emanuele Fiorio
Dal Gruppo Veronafiere nasce la nuova fiera Wine to Asia, programmata dal 9 all'11 novembre 2020, con l'obiettivo di diventare un riferimento permanente per il Far East, mercato che vale, solo per il comparto vino, 6,4 miliardi di euro di import. giovedi 12 dicembre 2019

Nasce la società Shenzen Baina International Exhibitions per operare sul mercato cinese e asiatico

Dal Gruppo Veronafiere nasce la nuova fiera Wine to Asia, programmata dal 9 all'11 novembre 2020, con l'obiettivo di diventare un riferimento permanente per il Far East, mercato che vale, solo per il comparto vino, 6,4 miliardi di euro di import.

La Master of Wine Annette Scarfe esplora questo competitivo mercato, hub commerciale nel sud est asiatico giovedi 12 dicembre 2019

Singapore: tra accise e premium wines

La Master of Wine Annette Scarfe esplora questo competitivo mercato, hub commerciale nel sud est asiatico

Agnese Ceschi
Roberto Salis, Direttore Commerciale di Cantina Santa Maria La Palma, ci racconta origini e aneddoti del vino da “record” Aragosta 
giovedi 12 dicembre 2019

Linea Aragosta, un’etichetta storica dal futuro scintillante

Roberto Salis, Direttore Commerciale di Cantina Santa Maria La Palma, ci racconta origini e aneddoti del vino da “record” Aragosta

Abbiamo degustato per voi mercoledi 11 dicembre 2019

Italian wines in the world: "Reius" Amarone della Valpolicella Classico di Casa Vinicola Sartori

Abbiamo degustato per voi "Reius" Amarone della Valpolicella Classico di Casa Vinicola Sartori

Con il progetto “lieviti e terroir”, realizzato in collaborazione con Startogen e con StarFinn, Tinazzi investe sui lieviti autoctoni per la produzione di Corvina e Primitivo 2019 e sposa la causa della ricerca innovativa e della salvaguardia del proprio patrimonio microbiologico. mercoledi 11 dicembre 2019

"Innovazione tradizionale": Tinazzi punta sui lieviti autoctoni nella vendemmia 2019

Con il progetto “lieviti e terroir”, realizzato in collaborazione con Startogen e con StarFinn, Tinazzi investe sui lieviti autoctoni per la produzione di Corvina e Primitivo 2019 e sposa la causa della ricerca innovativa e della salvaguardia del proprio patrimonio microbiologico.

Ha risposto a questa domanda Jonas H Röjerman, Master of Wine e Responsabile Qualità Prodotto per il monopolio svedese, durante un'interessante simulazione di un tender. mercoledi 11 dicembre 2019

Come faccio a vincere un tender in Svezia?

Ha risposto a questa domanda Jonas H Röjerman, Master of Wine e Responsabile Qualità Prodotto per il monopolio svedese, durante un'interessante simulazione di un tender.

Agnese Ceschi
Tramutare le sciagure in opportunità: andata e ritorno dall’Inferno martedi 10 dicembre 2019

Yannick Benjamin, l’Araba Fenice dell’Hospitality

Tramutare le sciagure in opportunità: andata e ritorno dall’Inferno

Emanuele Fiorio
Considerazioni e consigli preziosi sul mercato cinese martedi 10 dicembre 2019

Ombre cinesi

Considerazioni e consigli preziosi sul mercato cinese

Graziano Molon
Viaggio negli eventi internazionali, quali sono le reali probabilità di successo? martedi 10 dicembre 2019

Evento B2B: un contenitore perfetto

Viaggio negli eventi internazionali, quali sono le reali probabilità di successo?

Lavinia Furlani
We have tasted for you Tenuta Montemagno's Invictus tuesday 10 december 2019

Italian wines in the world: Tenuta Montemagno's Invictus

We have tasted for you Tenuta Montemagno's Invictus

Un focus sulle strategie di costruzione del brand per misurare la propria forza sul mercato
martedi 10 dicembre 2019

Come si costruisce un brand?

Un focus sulle strategie di costruzione del brand per misurare la propria forza sul mercato

Noemi Mengo


WineMeridian