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venerdi 19 maggio

Quasi tutti sono alla ricerca di risorse umane ma…..

Dai primi risultati della nostra indagine sui fabbisogni in risorse umane delle aziende vitivinicole italiane, presentata a Wine2Digital, emerge come la gran parte di esse (oltre il 70%) dichiara di avere bisogno di aumentare la propria struttura ma questa necessità è spesso rallentata soprattutto da investimenti in altre aree tecniche dell’impresa


Quasi tutti sono alla ricerca di risorse umane ma…..

E’ da circa un anno che stiamo portando avanti una ricerca sui fabbisogni in risorse umane da parte delle aziende vitivinicole italiane. Come ormai i nostri lettori ben sanno fin dalla sua nascita Wine Meridian ha posto l’accento sull’importanza delle persone, delle competenze per sviluppare una adeguata imprenditorialità vitivinicola capace di rispondere alle complesse richieste attuali del mercato sia in Italia che all’estero.

Si tratta di una ricerca che per certi aspetti non può avere un fine visto le attuali evoluzioni dei mercati che hanno una velocità imprevedibile e spesso obbligano le aziende a numerosi adeguamenti lungo il loro percorso.

Ci è sembrato però interessante raccontare i risultati finora raccolti, frutto di un’analisi che fino ad oggi ha coinvolto 86 aziende a nostro parere rappresentative dell’attuale strutturazione del sistema vitivinicolo italiano, da sempre, ricordiamo, caratterizzato da una fortissima frammentazione (oltre il 65% delle imprese del vino italiano hanno un fatturato al di sotto dei 2 milioni di euro e rappresentano poco più del 5% del fatturato complessivo del comparto vitivinicolo nazionale).

Dalla nostra indagine è emerso, innanzitutto, come il 47% delle aziende intervistate si sia dichiarata insoddisfatta del loro attuale assetto in risorse umane, un altro 35% si è detto non completamente soddisfatto e solo il 18% ha evidenziato di ritenersi soddisfatta.

Ma quali sono le principali ragioni di questa insoddisfazione? Innanzitutto proprio il numero di risorse a disposizione. Praticamente tutte le aziende intervistate, anche quelle che hanno dichiarato di essere abbastanza soddisfatte, hanno evidenziato il limite delle risorse che hanno a disposizione.

Un limite che potremmo sintetizzare nella frase di un produttore delle Valpolicella che ci ha dichiarato: “Non ci sto più dietro, siamo cresciuti tanto e oggi, con le risorse umane attuali, non siamo più in grado di gestire tutto al meglio”.

Un commento che è uscito spesso durante le nostre interviste, in particolare da parte di aziende oggi coinvolte in territori produttivi di maggior successo. Una ulteriore dimostrazione che testimonia, purtroppo a nostro parere, che non sempre il problema di una adeguata strutturazione in risorse umane sia dettato da difficoltà economiche delle imprese.

Tra le altre ragioni di insoddisfazione sono emerse, in ordine di importanza, la “competenza inadeguata”, la “scarsa esperienza”, la “poca disponibilità” (numerosi intervistati, soprattutto quelli rappresentati piccole imprese, hanno evidenziato la necessità di trovare risorse disponibili a svolgere più mansioni e con orari molto elastici) e la “scarsa affidabilità”. Una piccola percentuale ha anche “denunciato”, la “poca autonomia” evidenziata dalle risorse a disposizione.

Rispetto alle aree aziendali che si vorrebbero presidiare meglio è emerso, in maniera abbastanza prevedibile, come quella “commerciale/vendita”, sia ritenuta attualmente quella che necessita più “rinforzi”. Ma anche quelle “marketing/comunicazione” e “amministrazione/burocrazia” (in particolare in relazione alla gestione di bandi comunitari) sono state ritenute dai nostri intervistati aree che andrebbero meglio strutturate. Ci ha fatto piacere, inoltre, osservare che molte realtà intervistate hanno dichiarato il loro fabbisogno di investire nella cosiddetta area dell’”hospitality/accoglienza”, a dimostrazione di una crescente percezione dell’importanza di questo tema per lo sviluppo economico e dell’immagine di un’impresa vitivinicola. In numero minore (ma non irrilevante) le aziende che hanno evidenziato anche la necessità di migliorare la loro area “tecnica” (cantiniere, enologo, agronomo, perito agrario).

Ma se questi sono i limiti e i fabbisogni evidenziati, quali sono allo stato attuale le principali difficoltà che impediscono al panel delle aziende che abbiamo intervistato di adeguare la propria “squadra”?

A questa domanda vi è stata una fortissima convergenza da parte delle aziende nel dichiarare come principale problema i loro “investimenti in altre aree produttive” (in vigna e in cantina in primis). Tra le altre difficoltà che impediscono alle aziende intervistate di investire in risorse umane vi sono i “costi del personale” (soprattutto in relazione ai vincoli contrattuali), la “difficoltà di selezionare le persone giuste” e la “difficoltà di formare le risorse umane” (racchiudibile nella frase “non ho il tempo oggi per formare bene i miei collaboratori”).

Sono tantissimi gli spunti di riflessione che emergono da questi primi risultati della nostra indagine e stimoliamo i nostri lettori ad inviarci anche il loro parere riguardo a questo tema che per noi rimane strategico.

In conclusione, negli ultimi anni vi è stato un indubbio aumento della percezione da parte delle aziende del vino italiane nei confronti dell’importanza delle risorse umane. Ma a tale percezione non sempre corrisponde un conseguente investimento in risorse umane.

I principali limiti a tale sviluppo, almeno come emerso dalla nostra ricerca, è il perdurante “sbilanciamento” negli investimenti “tecnico-strutturali” e nella difficoltà di individuare risorse umane competenti per un settore così altamente peculiare.

Se la nostra ricerca, pur non avendo pretese di tipo statistico, riporta un quadro abbastanza fedele e credibile della realtà, noi pensiamo che si possa fare molto e anche presto per costruire “squadre aziendali” sempre più adeguate in numero e, soprattutto, competenza.

E’ tempo, però, di rivedere le priorità.

Dopo gli anni del “prodotto” è tempo dell’epoca delle “persone” (e fidatevi che le due cose non solo possono coesistere ma sono indissolubilmente legate).

 

 



Per rivedere l'intervento: pagina Fb di Wine Meridian
Fabio Piccoli

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