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venerdi 13 febbraio

Russia: per ora il vino resiste nonostante la crisi

Abbiamo intervistato Alexander Sidorov, giornalista ed influencer russo per capire meglio quanto il vino sia a rischio e che prospettive ci sono nel prossimo futuro per i produttori italiani in Russia


Russia: per ora il vino resiste nonostante la crisi

Alexander Sidorov


Mosca. La preoccupazione è latente. Riuscirà il mercato russo a resistere ai contraccolpi della recente crisi economica? E soprattutto che ne sarà del vino? Certamente la crisi in cui è entrata la Russia da qualche tempo toccherà anche il mercato del vino. Gli esperti prevedono una riduzione di questo settore tra il 10 e il 30% in primavera. Della crisi ne risentiranno principalmente il settore Horeca, che subirà danni a causa dell’abbassamento della spesa media, e le boutique del vino o negozi specializzati. Al contrario chi prima preferiva andare al ristorante, è probabile che compri più vino nei supermercati nel prossimo futuro, facendo assestare il settore della Gdo nonostante la crisi. Dunque il consumatore russo medio non rinuncerà al vino, nonostante il consistente aumento dei prezzi a causa della svalutazione del rublo.
Finché il governo russo deciderà di lasciare aperte le frontiere all’importazione di vini stranieri…
Abbiamo chiesto ad Alexander Sidorov, giornalista del vino, membro dell’Unione russa dei Sommelier ed Esperti del Vino e caporedattore di Enoteka (www.enoteka.ru) e Drinktime (www.drinktime.rbc.ru), di spiegarci meglio questa situazione e i gusti dei russi in fatto di vino…


Il mercato russo è visto dai produttori italiani con grande interesse e aspettativa. Alla luce delle difficoltà del momento cosa possiamo aspettarci nel prossimo futuro dalla Russia?
Ci sarà un calo del consumo del vino nel segmento del prezzo medio. L’Italia è tra i tre importatori in testa alla classifica russa. Pertanto il calo dei consumi toccherà anche i produttori italiani.
Ovviamente molti importatori lasceranno il mercato, mentre quelli che rimangono dovranno rivedere il loro portfolio. Molti produttori italiani devono cercare di mantenere la loro presenza sul mercato.

Come si sta evolvendo lo stile di consumo dei Russi?
Lo stile di consumo si sta progressivamente spostando da vodka e birra nella direzione del vino. A gennaio, per la prima volta in questo Paese, il declino della produzione di vodka ha registrato il -20%. Per quanto riguarda il vino, i Russi continuano a preferire i vini dolci o semi-dolci in linea con le abitudini nordiche. Anche se il consumo dei vini secchi sta costantemente aumentando.

Qual è il canale di comunicazione più efficace per sviluppare una cultura del vino italiano in Russia?
Il canale migliore per far conoscere la cultura del vino italiano in Russia sono i ristoranti. Promuovere la gastronomia italiana fa muovere anche il mercato del vino. Un’altra condizione importante per migliorare l’approccio al consumatore russo è la presenza del produttore alle degustazioni. Lui può dare un apporto importante.

Che consigli pratici darebbe ad un produttore italiano che vuole esportare nel vostro Paese?
In primo luogo dev’essere flessibile in termini di prezzo, essere disposto a negoziare con gli importatori sui pagamenti posticipato e infine investire di più sul marketing.



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