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Scirocco Wine Fest, quando il vino unisce il Mediterraneo

Si è aperta a Gibellina la prima edizione dello Scirocco Wine Fest, un evento innovativo che vuole fare della Sicilia il punto di riferimento della vitienologia del Mediterraneo


Scirocco Wine Fest, quando il vino unisce il Mediterraneo
Eravamo emozionati ieri sera all’apertura della prima edizione dello Scirocco Wine Fest a Gibellina, uno dei luoghi, per vari aspetti, più rappresentativi di Sicilia. Una cittadina che testimonia da un lato la capacità di risorgere dopo uno dei terremoti più devastanti della storia italiana (del quale il prossimo anni ricorre il cinquantenario) e dall’altro quell’incredibile connubio tra arte, cultura ed eccellenze enogastronomiche che in Sicilia trova l’esemplificazione più evidente.
Oggi Gibellina, infatti, rappresenta il museo d’arte contemporanea a cielo aperto più vasto al mondo, con centinaia di opere d’arte a partire dallo straordinario cretto di Burri, una delle più note opere di land art realizzata nel luogo in cui sorgeva la città vecchia di Gibellina distrutta dal terremoto.
Ma la nostra emozione non derivava “solo” dalle suggestioni provocate da questo luogo pieno di memorie ma anche dall’essere testimoni, e in qualche misura anche compartecipi, dell’avvio di un progetto innovativo, coraggioso che a nostro parere potrà diventare un appuntamento molto importante nel panorama delle iniziative vitienologiche del nostro Paese.
Un progetto ideato in una delle realtà vitivinicole più dinamiche della Sicilia, Cantine Ermes (Tenute Orestiadi) che è stata tra le principali protagoniste della rinascita di questo territorio e oggi rappresenta una delle migliori cooperative vitivinicole italiane con i suoi 1.200 soci, quasi 6.000 ettari di vigneto e un fatturato di ben 60 milioni di euro.
Ma siccome le idee “camminano con le gambe degli uomini” è importante citare due nomi, Rosario Di Maria e Alessandro Parisi, rispettivamente presidente e direttore marketing di Cantine Ermes.
Due uomini illuminati e coraggiosi che hanno capito l’importanza di realizzare un progetto che andasse al di là dei confini di un territorio e che accettasse la sfida della “contaminazione” di altri comparti e, soprattutto, di altre forme culturali.
In questa direzione Scirocco Wine Fest si inserisce in un progetto ancor più ampio, denominato “Destinazione Gibellina”, una piattaforma di eventi lungo tutto l’anno. Nello specifico dieci eventi in sei mesi, per il 2017, un calendario ancora più ricco per il 2018, anno in cui ricorrerà il cinquantesimo anniversario del terremoto, con un fine abbastanza chiaro: intrecciare rapporti le cui trame restituiscano forza alla Valle del Belìce, che siano la scala che, piolo dopo piolo, possa riportare in alto un’area tanto bella quanto, troppo spesso, dimenticata.
Ieri è stato posato un importante piolo di questa scala con l’avvio dello Scirocco Wine Fest che si è aperto con un vivace talk show durante il quale il ruolo dello Scirocco (sia come vento ma anche come metafora) è stato declinato su tre diversi livelli: agricoltura, arte e sostenibilità.
“Un vento che confonde le idee, che ci obbliga a metterci in discussione, a fissare un punto specifico per non perdere la testa”, ha spiegato Gaetano Basile, il più grande e autorevole “cantastorie” dell’enogastronomia e dello stile di vita siciliano. “Un vento che unisce molto di più del mare Mediterraneo (teatro da sempre di drammatiche vicende) culture diverse ma al tempo stesso simili”, ha aggiunto Basile.
“Un vento che però non omologa ma segna i contorni delle diversità che ben si esprimono nei vini del Mediterraneo come quelli presenti in questa prima edizione dello Scirocco Wine Fest, provenienti da Turchia, Spagna, Grecia, Tunisia, Malta e ovviamente dalla Sicilia”, ha poi ben raccontato Nino Aiello, curatore della Guida del Gambero Rosso per la Sicilia.
“Siamo orgogliosi di ospitare un evento così innovativo che ben rappresenta lo spirito di integrazione e tolleranza della nostra terra e delle nostre genti”, ha detto il sindaco di Gibellina, Salvatore Sutera.
Ma lo Scirocco ha sicuramente una grande influenza sulla gestione della vigna e sulla qualificazione ed espressione dei vini come hanno ben evidenziato Giuseppe Clementi e Benedetto Falcetta, rispettivamente direttore tecnico ed agronomo di Cantine Ermes.
“Non dobbiamo mai dimenticare " ha spiegato Clementi, uno dei più autorevoli enologi siciliani " che è anche grazie ad un vento come lo scirocco che la Sicilia la si può considerare una terra “naturalmente sostenibile” dove l’impatto delle più comuni fitopatie è praticamente assente”.
Una sostenibilità “naturale” che però per Cantine Ermes rappresenta anche un investimento chiave nella loro strategia produttiva. Non a caso oggi la nota cooperativa di Gibellina rappresenta una delle realtà più dinamiche e innovative anche sul fronte degli investimenti in sostenibilità. “Per noi questo è un punto fondamentale " ha spiegato il presidente Di Maria " che ci ha portato, ad esempio, ad investire da tempo in un uso efficace dell’energia, grazie all’installazione di un impianto fotovoltaico di 151 Kw che produce annualmente circa 454 Mw, quindi una riduzione delle emissione di CO2 in ambiente di circa 200 tonnellate annue.
Ma la connotazione “mediterranea” rappresenta sempre di più anche uno straordinario punto di forza sul fronte dei mercati come ha sottolineato Angelo Morando, responsabile export di Cantine Ermes. “In un mercato sempre più globalizzato " ha detto Morando " esaltare le diversità, le peculiarità è sempre più fondamentale. E le nostre produzioni grazie ad un vento e climi unici riescono a garantire espressioni enologiche assolutamente peculiari e riconoscibili”.
Ma se l’influenza dello Scirocco, del Mediterraneo poteva essere facilmente intuita su temi come l’agricoltura e la sostenibilità, meno scontata lo era sul fronte dell’arte.
Ma gli interventi di Calogero Pumilia, presidente della Fondazione Orestiadi ed Enzo Fiammetta direttore del Museo Trame del Mediterraneo hanno invece evidenziato non solo straordinarie correlazioni ma anche l’importanza di mantenere costante questo flusso di relazioni.
“L’arte è naturalmente democratica, ama il costante confronto " ha spiegato Pumilia " accetta le diversità nel nome di un bene comune, di un’appartenenza all’umanità. Le radici nell’arte vengono sempre rispettate, come le diverse culture. Abbiamo portato in paesi arabi il nostro progetto sull’influenza dell’Islam in Sicilia ed è stata un’esperienza straordinaria di condivisione e tolleranza”.
“Il Mediterraneo è un mare che divide ma al tempo stesso, almeno sul fronte artistico e culturale, unisce moltissimo " ha evidenziato Fiammetta " a partire di alcune forme simboliche come, ad esempio, proprio il tralcio della vite, che è alla base della costruzione dell’arabesco. Senza dimenticare che proprio lo Scirocco è stata l’ispirazione del grande artista Mario Schifano con la sua splendida opera “Scirocco neonato”.
A chiudere il talk show l’assessore all’agricoltura della Regione Siciliana, Antonello Cracolici che si è sinceramente complimentato per un’iniziativa nata senza il sostegno pubblico “grazie all’intraprendenza e il coraggio di quelli che mi piace definire dei “pionieri” e tutti sanno che solo grazie ai pionieri, a chi vede più avanti degli altri, che non si ferma davanti alle difficoltà, che si possono realizzare grandi cose”.

Fabio Piccoli

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