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martedi 07 gennaio 2020

Vigna Dogarina: la nuova realtà sostenibile del panorama Premium italiano

Gruppo ViVo Cantine ci presenta Vigna Dogarina, un’azienda che punta sull’altissima qualità dei prodotti del Veneto orientale, senza trascurare le ultime innovazioni in tema di produzione sostenibile.


Vigna Dogarina: la nuova realtà sostenibile del panorama Premium italiano
Abbiamo già conosciuto in una precedente occasione il Gruppo Vi.V.O. Cantine (Cantine Viticoltori Veneto Orientale), casa madre di Casa Vinicola Bosco Malera. Torniamo a parlare di questo interessante gruppo dell’industria vitivinicola italiana, le cui novità sembrano non arrestarsi mai. A seguito dei successi ottenuti negli ultimi anni nei principali mercati internazionali, prevalentemente nei segmenti “entry” e “middle”, il Gruppo Vi.V.O. Cantine vuole ora alzare ulteriormente l’asticella: ad agosto 2016 ha infatti rilevato la conduzione dell’azienda agricola Vigna Dogarina, con l’obiettivo di estendere la propria presenza anche nel segmento premium. A parlarcene, in questa intervista, il Direttore Generale della Capogruppo Vi.V.O. Cantine, Enol. Franco Passador.

Quando è nata Vigna Dogarina e perché la capogruppo ha deciso di investire in questo progetto?
Vi.V.O. Cantine ha deciso di investire in tale progetto, nel secondo semestre del 2016, essenzialmente per due motivi. Il primo è di carattere interno: dotare il Gruppo (una cooperativa articolata in sette cantine di conferimento uve, con oltre 2.000 soci produttori e circa 5.000 ettari di terreni vitati) di un’azienda agricola dove possano essere effettuate delle sperimentazioni di conduzione del vigneto con il minor impatto ambientale possibile, dove applicare il concetto della sostenibilità, per poi trasferire le innovazioni acquisite a tutti i nostri produttori associati. Vogliamo, prosegue il Direttore Passador, che diventi una sorta di azienda didattica per i nostri soci. Il secondo motivo è di carattere esterno e rientra in un concetto di strategia complessiva per l’offerta che il Gruppo può mettere a disposizione della clientela. In Vigna Dogarina siamo a produrre prodotti di categoria Premium, un notevole valore aggiunto che riteniamo importante, soprattutto per gli Stati Uniti e per l’emergente mercato cinese.

Perché oggi è sempre più importante avere un’area rivolta a questa categoria di fascia alta?
Naturalmente per un concetto di diversificazione e ampliamento del proprio portafoglio prodotti, ampliamento che ci permette di affrontare diversi mercati, ognuno dei quali ha esigenze diverse rispetto agli altri. Inoltre, da alcuni anni si sta sempre più diffondendo lo slogan “bere meno, ma bere meglio” e, aggiungeremmo, “bere differente”. Un’idea che crediamo sarà duratura, soprattutto in determinate fasce di mercato. Con Vigna Dogarina intendiamo offrire qualcosa che sia differente da ciò che offre il mass market. Stiamo cercando di recepire appieno la cosiddetta “premiumization" del mercato, non solo dal punto di vista comunicativo e di marketing, ma anche e soprattutto attraverso un forte focus sul prodotto, a partire dall’attività di campagna, dalla cura “maniacale” dei vigneti, per arrivare all’elevato livello di ricerca e sperimentazione, ai processi più evoluti di vinificazione e di imbottigliamento, nonché all’attività di marketing finalizzata allo sviluppo di un packaging accattivante. Tutti questi aspetti assumono valore rilevante, strategico, al fine di creare un prodotto di elevato valore, seppure sempre molto legato al territorio del Veneto Orientale.

Quali sono per voi i mercati più interessanti?
Indubbiamente, nel mercato locale, oltre al Prosecco, si distinguono due varietà autoctone quali il Manzoni ed il Carmenère. Per quanto riguarda il settore premium internazionale, sicuramente negli USA questi hanno un forte appeal. L’Inghilterra è invece interessante per la vendita nei supermercati, ove è risaputo ci sia una lotta feroce al prezzo più basso, mentre il canale Horeca è già orientato a diversificare e ricercare vini premium di alta qualità. Non sono infine da trascurare i mercati dei monopoli scandinavi e canadesi, dove sono presenti categorie dedicate a nicchie premium di mercato.

Come vi rapportate alla ristorazione?
All’interno del mercato Italia intratteniamo un rapporto diretto con il consumatore finale ma lavoriamo con dei distributori specializzati a livello provinciale o regionale, che effettuano attività di marketing e produzione dei nostri prodotti presso la ristorazione finale, cui noi ovviamente forniamo tutto il materiale di supporto sia in termini di formazione sia di promozione. Siamo inoltre ben introdotti nella ristorazione del mercato cinese, in particolare nei centri di Shanghai e Shenzhen, dove un nostro importatore specializzato organizza serate a tema, combinando cibo tradizionale e prodotti italiani in modo decisamente originale. Occorre dire che per molti anni la Cina è stata considerata un mercato di modesto interesse dove arrivavano prodotti di non elevata qualità, ma ora il consumatore cinese, soprattutto Millennial, è cresciuto e ama la cultura occidentale, ha conoscenze più profonde rispetto al passato e vuole un prodotto autenticamente italiano.

A quanto ammonta la produzione totale e quali sono i vostri cavalli di battaglia?
L’azienda, prosegue Passador, si estende su quasi 100 ettari di vigneto e raggiunge una produzione totale di imbottigliato di circa un milione e trecentomila bottiglie. I vitigni che la caratterizzano sono quelli classici di questo territorio, tra cui Pinot grigio, Maznoni, Sauvignon, Chardonnay, Prosecco, Cabernet franc, Cabernet sauvignon, Carmenère, Merlot e Raboso. L’azienda sta sviluppando tre progetti assolutamente innovativi, insieme a CREA e alle Università di Padova e di Verona, mediante i quali cerchiamo di utilizzare principi attivi diversi da quelli tradizionali e mezzi tecnici che ci consentano di ridurre fortemente l’uso di prodotti fitosanitari tradizionali. Usiamo infatti prodotti a bassissimo impatto ambientale e le sperimentazioni in corso stanno producendo risultati estremamente interessanti.

Quali sono i vostri obiettivi per il futuro?
Dal punto di vista viticolo vogliamo portare a compimento questa progettualità in essere e trasmetterla ai nostri produttori, cosicché la sperimentazione si traduca in una prassi corretta e valida nella coltivazione della vite. Vogliamo, in brevissimo tempo, ottenere determinati standard di sostenibilità ambientale che decisamente rilevano nel profilo di una cooperativa come la nostra.
Dal punto di vista commerciale l’obiettivo è invece quello di far percepire i prodotti dell’azienda ed il marchio di Vigna Dogarina come un punto di sicuro riferimento per le produzioni di alta qualità della zona del Piave. Vogliamo invero difendere con forza l’identità dei prodotti tipici della zona, in quanto puntiamo a rappresentare con successo tutte le varietà tipiche del nostro terroir.
In ultima istanza, intendiamo coniugare innovazione e tradizione, provando che anche una grande cooperativa può occuparsi con successo della conduzione dei vigneti e ottenere prodotti dall’elevato profilo qualitativo. 


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