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lunedi 05 marzo

Vinexpo New York, il buono e il meno buono della prima giornata

La prima giornata di Vinexpo di New York ci porta a varie riflessioni, alcune positive altre meno a partire da una logistica che ha limitato la visibilità dell’area italiana


Vinexpo New York, il buono e il meno buono della prima giornata
Siamo ormai ad un’ora dalla chiusura di questa prima giornata del Vinexpo di New York. Le aspettative, come abbiamo scritto in queste settimana erano e rimangono tante perché per la prima volta (ci fu un tentativo ancora di Vinexpo nel 2002) una grande fiera internazionale cerca di attrarre buyer nel più grande mercato del vino al mondo.

Una prima riflessione va fatta sulla logistica. Il Jacob K Javits Convention Center è una struttura moderna e molto funzionale, in una posizione strategica di New York, facilmente raggiungibile anche a piedi (nella Grande Mela camminare è la cosa più bella e positiva che si possa fare) dai centri nevralgici della città come Times Square, il Trade Center, tanto per citare i più noti.

La scelta degli organizzatori francesi, però, è stata quella di mettere nel suggestivo ultimo piano, quello che sembra un enorme voliera che si affaccia sul fiume Hudson (uno spettacolo veramente suggestivo), solo i padroni di casa (i francese ca va sans dire), gli spagnoli, l’Austria e la piccola (dal punto di vista vitivinicolo) Grecia.
Tutti gli altri, a partire da noi italiani, ma anche Australia, Argentina, Cile nel cosiddetto basement, quello che negli ascensori è indicato con un triste -1. La differenza dal punto di vista dell’immagine, ma anche della funzionalità, è abissale, inutile negarlo. Non ci piace fare le vittime ma siamo nella classica situazione della serie A e forse della serie C. La giustificazione non ufficiale di questa scelta la contemporaneità di altre due fiere (una dedicata al benessere e una all’estetica) che hanno occupato il piano sottostante al principale pavillon di Vinexpo.
La domanda che esce spontanea è come mai scegliere questi giorni se si sapeva della contemporaneità con altre manifestazioni e l’impossibilità di scegliere un’area che avrebbe messo tutti nelle medesime condizioni espositive.

Gli organizzatori, probabilmente consapevoli di questo “sgarbo” hanno pensato di rimediare mettendo un fitto programma di masterclass interessanti al nostro piano meno nobile. Già oggi sono passati davanti a noi autorevoli master of wine, prestigiosi sommelier americani e un buon numero di wine journalist.
Si percepisce in questa prima giornata
l’impegno degli organizzatori di portare alla manifestazione soprattutto importatori e distributori che notoriamente non sono facili da “spostare” dai loro uffici. Difficile dire oggi quanto questo sforzo sia stato premiato. Abbiamo incontrato qualche rappresentante della ristorazione che ci ha dichiarato di essere giunto in fiera quasi per caso perché sembra che Vinexpo non abbia diffuso molti inviti alla ristorazione newyorkese. Appureremo meglio a breve.

Va detto, però, ma non sembri una giustificazione per gli organizzatori, che invitare tanta ristorazione quando sono presenti molte imprese in cerca di importatori e distributori rischia di essere un boomerang. La ristorazione, infatti, cerca inevitabilmente realtà già importate. Ma al tempo stesso è il trade che può stimolare importatori e distributori ad aumentare il loro portfolio prodotti con le novità che hanno incontrato in fiera.
Ultima osservazione quotidiana: nel nostro padiglione oggi, seppur meno nobile di quello dei francesi, vi sono stati numerosi visitatori. Ma come spesso accade questi hanno presidiato di più alcuni stand e molto meno altri. Quali le ragioni di quest’atteggiamento a macchia di leopardo? È una domanda che tutti i produttori devono porsi per capire se c’è qualche azione, comportamento che potrebbero attivare anche direttamente in fiera per aumentare il loro appeal nei confronti dei visitatori.

Noi qualche idea ce l’abbiamo ma ve la spiegheremo domani, nel secondo e ultimo giorno che speriamo porti l’incontro giusto alle aziende italiane presenti qui alla prima edizione di Vinexpo New York.



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