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mercoledi 03 maggio

Vinitaly 2017 consacra Instagram

Lo strumento della narrazione visual prende sempre più piede tra consumatori e produttori


Vinitaly 2017 consacra Instagram
Conclusa la 51esima edizione del Vinitaly e svariate ore di analisi dei dati, gli analisti di Maxfone e della divisione media SocialMeter Analysis hanno reso noti i dati del monitoraggio del conversato social relativo al salone internazionale dei vini e distillati più atteso d’Italia e non solo. Si tratta di dati e numeri che sembrano segnare un cambiamento a lungo atteso, l’ingresso in una nuova fase della comunicazione dei prodotti dell’enologia, ma anche del marketing e, conseguentemente, dei rapporti tra produttori e consumatori.

Un analisi incrociata tra i dati del conversato social relativo al #vinitaly2017 e i dati della presenza social di cantine e consorzi dimostra infatti che, dopo anni di rincorse, tentativi vani e colpi non andati a segno, un
terreno comune di scambio e condivisione sembra finalmente affermarsi tra gli attori del mercato vitivinicolo, un terreno rappresentato nientemeno che dal social network Instagram.

Per anni si è rimproverato ai produttori di essere troppo ancorati al passato, di affidarsi a strategie comunicative assolutamente non al passo con i tempi e di dimostrare, in generale, scarsa prontezza di riflessi nel cogliere le opportunità che il mondo digitale serviva su un piatto d’argento. Sebbene la situazione sia ancora tutt’altro che idilliaca, i dati del 2017 dimostrano che, sì, produttori e consumatori si stanno finalmente muovendo nella stessa direzione: la direzione del visual.

La crescita di Instagram come canale di comunicazione del vino ha infatti registrato numeri da capogiro nel quadriennio 2014-2017: i consumatori lo usano sempre di più per condividere i loro momenti e la loro esperienza, le cantine per mostrare le fasi di produzione del vino ed esaltare la promessa dell’esperienza sensoriale che il prodotto regala. Ma riusciranno i produttori a spingersi oltre? Il visual sta aprendo opportunità che fino a qualche anno fa erano impensabili, e a dimostrarlo è la Ultimate Wine Experience di Photostream by Maxfone.

Lo strumento di call to action e image content analysis Photostream ha infatti analizzato il contenuto di tutte le foto condivise sui social network Instagram e Twitter con gli hashtag #vinitaly e #vinitaly2017. I risultati del monitoraggio, ottenuti in collaborazione con il servizio Cloud Vision di Google, oltre a confermare un netto sorpasso di Instagram su Twitter (23.351 foto condivise sul primo, 10.372 sul secondo), hanno incoronano Ferrari come brand più fotografato del salone, seguito a poca distanza da Ca’ del Bosco e da Chianti Classico. Ma la Ultimate Wine Experience è soltanto un esempio di quanto si possa estrapolare dalle foto condivise dagli utenti: annate delle bottiglie, loghi presenti nella foto per attività di co-marketing, sesso ed età degli utenti e molto, molto altro. User Experience Unveiled è il motto usato da Photostream, che vale a dire addio ai filtri tra coloro che producono e l’esperienza di consumo dei clienti. Il punto è, ancora una volta, saper afferrare le opportunità del digital e sfruttarle a proprio vantaggio.

Il prodotto vino, uno dei principali motivi di vanto del made in Italy, in questo 2017 ha saputo stupirci rivelandoci la sua capacità intrinseca di farsi raccontare da produttori e consumatori in egual misura e di fatto aprendo nuovi orizzonti di narrazione. Attraverso il vino passano non solo la storia e l’esperienza di chi lo produce, ma anche le emozioni di un pubblico che mai come in questo momento è stato propenso ad esprimerle apertamente e a mostrarsi.
Un tempo la user experience era qualcosa di segreto, che richiedeva dei test e dei questionari da sottoporre ai consumatori. Ora stiamo entrando in una fase in cui è il consumatore stesso, neanche troppo inconsciamente, ad aprirci una finestra sulla sua esperienza di consumo attraverso le foto che condivide. Il fatto che questa condivisione avvenga sugli stessi canali su cui si stanno affacciando cantine e consorzi significa che finalmente c’è un terreno fertile e comune in cui parlare una stessa lingua. I prossimi anni sono ricchi di opportunità per coloro che sapranno cogliere, perché non è solo di comunicazione e di social network che si parla, ma più in generale di marketing e, potenzialmente, di ampliamento del business.
Paolo Errico, SocialMeter Analysis

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