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mercoledi 10 luglio 2019

What’s happening? Quando la Francia beve le bollicine della concorrenza

Nella patria dello Champagne, cresce il consumo di Prosecco e Asti nelle occasioni meno formali. Dati incoraggianti per gli italiani.


What’s happening? Quando la Francia beve le bollicine della concorrenza
Storica patria dello Champagne, terra simbolo della viticoltura mondiale e, di recente, regione di consumo aperta ad amare le varianti sparkling dei Paesi più concorrenti: stiamo parlando della Francia, uno fra i nostri principali competitor europei.
Abbiamo avuto diverse occasioni ultimamente per andare a monitorare l’andamento globale delle bollicine (trovate i nostri report in riferimento a Europa, Americhe, Asia, Africa e Oceania) ma oggi ci spostiamo di pochi passi, andando ad osservare i dati rilasciati dall’ultimo report di giugno 2019 di Wine Intelligence, ovvero
“Les vins effervescents sur le marché français”, che evidenzia dati sorprendenti in merito ai consumi di vini sparkling nel Paese.

Dal report pare che i consumatori francesi siano meno rigidi e inquadrati sulle loro scelte enologiche rispetto al passato e rispetto a quanto ci si aspetterebbe (specialmente se volessimo dare ascolto ai classici stereotipi che dipingono i francesi come bevitori un po’ snob).
Il sondaggio condotto da Wine Intelligence ha interrogato un campione di 39 milioni di adulti, consumatori di vino sparkling abituali, ed ha suddiviso le occasioni di consumo per identificare i prodotti maggiormente scelti a seconda del contesto sociale. Non sorprende che, in questa statistica, i vini francesi, ed in particolare lo Champagne, dominino la categoria nelle occasioni più formali: l’80% degli intervistati ha eletto il "principe francese" come compagno ideale per le feste di Capodanno, il 78% per festeggiare un avvenimento familiare importante, il 41% per un momento romantico. Al secondo posto per le prime due occasioni, il Crémant d’Alsace.

Ma è in altre occasioni che arriva la svolta sorprendente: il Prosecco si guadagna la quota maggiore, ovvero il 68% delle risposte, come scelta ideale per l’aperitivo con amici e familiari e, come ingrediente per cocktail, al 39%; mentre l’Asti lo segue con un 51% come scelta per l’aperitivo e per un 60% (quindi più alto sia del Prosecco che delle varianti francesi) come scelta per le feste comandate in famiglia o con gli amici.

Gli altri contesti non citati precedentemente sono: il festeggiamento di un avvenimento importante per la carriera professionale, dove lo Champagne si guadagna il 40% delle risposte e rappresenta l’opzione più scelta; il regalo, dove Champagne domina con un 44% sulle altre percentuali tutte inferiori al 25%; l’accompagnamento al pasto, dove Crémant du Jura, con il 32% di risposte, sbaraglia la concorrenza dei fratelli francesi e dei cugini italiani e spagnoli (che qui comunque guadagnano il 17% delle risposte per il Prosecco ed il 24% per l’Asti); per divertirsi o da consumare quotidianamente, dove Crémant de Loire si aggiudica il primo posto al 36%, seguito da Saumur e Touraine entrambi al 32%.

Quelli appena osservati, sono dati confortanti ed incoraggianti per noi italiani, poiché rappresentano a pieno la situazione odierna e ci invitano a sfruttare a pieno le opportunità che il mercato ci offre. Anche la Francia, è pronta ad accoglierci durante le proprie occasioni di festa, ci sta indicando con grazia il target di consumatori a cui puntare ed i contesti sociali da scegliere: consumatori tendenzialmente giovani, che amano dedicarsi un momento quotidiano al consumo di una bollicina, o che ci scelgono per rilassarsi davanti ad un aperitivo con gli amici, magari dopo una lunga giornata di lavoro.
Noemi Mengo

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