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lunedi 25 luglio

Wine Meridian Goes West

Inauguriamo oggi una rubrica sul mercato Nord Americano con la nostra corrispondente dalla California Laura Donadoni


Wine Meridian Goes West
Wine Meridian Goes West vuole essere una finestra aperta a occidente, sul mercato Nord Americano, sulle tendenze, sui consumi e sull’export italiano di vino in Usa. La nostra inviata, Laura Donadoni, vice presidente della Wine Agency Vinomatica.com, di base a Los Angeles, è impegnata nella promozione dell’immagine delle cantine italiane in Nord America. Giornalista, wine blogger e sommelier certificata, Laura, offrirà con questa rubrica spunti di riflessione, di dibattito e osservazioni economico-sociali.

IL MOMENTO MAGICO DEGLI SPARKLING WINES

Inauguriamo questa rubrica con le bollicine, come da tradizione. Bollicine che pare siano, anno dopo anno, sempre più preferite dai consumatori americani: negli ultimi 6 anni il consumo di vini sparkling (frizzanti) è cresciuto costantemente negli Stati Uniti e nel 2015 le vendite di questo prodotto sono aumentate del 12,5% rispetto al 2014. Il dato aumenta se consideriamo soltanto i vini sparkling italiani: + 17.5%. E le proiezioni di "The Beverage Information Group" (ente statistico privato, ndr) per il 2016 confermano il trend positivo. Sempre secondo la stessa agenzia statistica gli Stati in cui si consumano più vini frizzanti sono la California, seguita dall’Illinois e da New York.

Ma i numeri da soli dicono poco: che tipologia di sparkling viene consumata? Quando? Da che tipo di consumatore? Tutte domande a cui è doveroso rispondere per dare una lettura corretta del trend e capirne l’evoluzione. Prima di addentrarmi nelle risposte, va aggiunto un dato: gli Stati Uniti, come sappiamo, sono la nazione dove si consuma più vino al mondo (ha superato la Francia nel 2013 e da allora mantiene stabilmente il primato) e dove i numeri sono in costante crescita.
I giovani, la nuova generazione di americani, amano il vino e hanno iniziato a consumarlo con più frequenza, non soltanto in occasioni speciali. Stiamo assistendo a un cambio delle abitudini sociali dei consumi: se da un lato ci sono i consumatori della fascia 40-60 anni che continuano nella tradizione statunitense della birra come bevanda quotidiana da pasto o del super-alcolico come aperitivo (il drink pre-cena è spesso whiskey o un cocktail a base di distillati), lasciando il vino alle cene o ai pranzi di occasioni o weekend, dall’altro ci sono i venti-trentenni che scelgono più spesso il vino, in particolare frizzante e dal basso contenuto alcolico, sia come aperitivo, sia come tutto pasto, e spesso come base di cocktail. Secondo un recente sondaggio finanziato dal colosso E. & J. Gallo Winery, il 66% dei Millennials intervistati consuma il vino frizzante con del succo di frutta, il 51% come base per un cocktail, il 46% ci mette il ghiaccio.
So che sono affermazioni forti, che fanno probabilmente drizzare i capelli ai nostri produttori di vini frizzanti (soprattutto a chi fa della sua fama la qualità e non il prezzo), ma questa è una realtà da tenere in considerazione quando si pensa all’export negli Usa. E i Millenials sono coloro che detteranno le regole del mercato dei prossimi 10 anni. Il gusto delle nuove generazioni è quindi tutto volto a vini sparkling freschi, poco alcolici, piacevoli. Il vino più importato negli Usa, in assoluto, è il Prosecco, non a caso, a seguire il Moscato.

Ma andiamo oltre: assodato che questo segmento sta vivendo un momento magico e sembra andar da se, c’è o non c’è un mercato per chi produce vini frizzanti metodo classico? Pensiamo ai nostri Franciacorta, per esempio. La risposta è da cercarsi prima nei numeri, poi nei cambiamenti sociali.
I numeri: il consumo di Champagne nel 2015 è aumentato del 7,5% rispetto all’anno precedente e le vendite di spumanti metodo classico importati (prodotti fuori dagli Usa) sono aumentate del 28% in 5 anni (fonte: the Wine Institute).
Il cambiamento sociale: lo spumante sta iniziando ad essere considerato un vino da tutto pasto, non più soltanto un aperitivo o una bottiglia per festeggiare, ma una bevanda da pasto. Quindi la risposta è sì: c’è un mercato per i nostri metodo classico e il momento magico per investire eè adesso, partendo proprio dagli Stati dove si consumano tradizionalmente più vini frizzanti, come la California, la Florida, New York per poi esplorare piazze meno battute, come lllinois e Texas.
Cheers!

Laura Donadoni

Per contattarla:
theitalianwinegirl@gmail.com
www.laurawines.com
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Laura Donadoni, corrispondente da Los Angeles

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