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In collaboration with our expert in wine tourism Filippo Magnani, owner of Fufluns, Wine Tours tour operator started in 1999, Wine Meridian has put together an ALL STAR trip to the greatest wineries and regions of Italy



mercoledi 20 febbraio

Wine Meridian vola in Lituania, il mercato driver dei paesi Baltici

Partecipa con noi a Vyno Dienos, la fiera più importante per il mercato dei paesi Baltici, il 3 e 4 maggio


Wine Meridian vola in Lituania, il mercato driver dei paesi Baltici
Wine Meridian approda in Lituania, uno fra i mercati più interessanti degli ultimi anni, ma anche uno dei più critici. La Lituania rientra infatti fra i noti mercati Baltici, le cui economie sono ancora sensibili agli effetti del socialismo, ma con delle grandi potenzialità. I consumatori, tendenzialmente poco istruiti in merito al vino di qualità, sono comunque molto curiosi per tutto ciò che riguarda il Made in Italy e, per la gran parte dei casi, ben disposti ad investire nella spesa di vino sia per le grandi occasioni che per il consumo quotidiano.
Dunque perché non esplorare questa promettente nuova frontiera?
Il 3 e il 4 maggio 2019 parteciperemo con una collettiva di aziende alla fiera Vyno Dienos, il più grande e importante evento per professionisti del vino nei paesi del Baltico. Ormai giunto alla quindicesima edizione, l’evento si svolgerà presso il Congress Centre Litexpo di Vilnius in Lituania. 

Qualche numero per dare l’idea del successo di questo evento: durante l’edizione 2018 si sono registrati più di 3700 visitatori provenienti da Lituania, Lettonia, Estonia, Bielorussia e Kaliningrad, mentre 1500 sono state le presenze di professionisti. Per l’edizione 2019 è previsto già un aumento del 25% delle dimensioni della fiera ed un turn over di visitatori intorno alle 5000 presenze. 

La particolarità di questa fiera è che in due giorni sono previsti sia incontri B2B che B2C: è l’occasione perfetta per posizionarsi nel mercato baltico, dove peraltro i retailers possono importare vini direttamente, senza l’intervento di terze parti come in altre zone. 
Da un lato si potranno incontrare importatori, distributori, ristoratori, operatori Ho.Re.Ca, sommelier, giornalisti, wine lover, dall’altro un cospicuo numero di clienti diretti interessati al mondo del vino.
Il programma è ulteriormente arricchito da masterclass in due diverse sale dedicate, degustazioni, conferenze e incontri ad hoc per esplorare e approfondire le numerose possibilità che offre il mercato del vino in questi Paesi.

Wine Meridian ha deciso di essere presente per la prima volta a Vyno Dienos, perché questo evento dà sicuramente un accesso facilitato e diretto verso i mercati dell’Est Europa che sono sempre più in espansione e in cerca di vini di qualità. 

Per ulteriori informazioni per partecipare alla collettiva Wine Meridian a Vilnius, potete scrivere a redazione@winemeridian.com.


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martedi 05 febbraio

Wine Meridian con Unexpected Italian around the world: il 4 giugno saremo a Seoul, Corea del Sud

Il nostro viaggio continua, ci spostiamo in una delle mete più preziose dell’Oriente: la Corea del Sud, precisamente a Seoul, la capitale.


Wine Meridian con Unexpected Italian around the world: il 4 giugno saremo a Seoul, Corea del Sud
Il tour in partnership con Unexpected Italian continua e noi, non abbiamo certo paura di volare. Il 4 giugno parteciperemo ad una tappa molto importante, quella a Seoul, in Corea del Sud, un mercato chiave, che vanta 51 milioni di consumatori e si posiziona come dodicesima economia al mondo (la quarta in Asia).

Perché in Corea del Sud?
Un detto coreano dice “per diventare amici, bisogna bere insieme”. Come non essere più d’accordo? In Corea del Sud infatti il vino, e gli alcolici in genere, non mancano mai. Certo, il vino importato deve fare i conti con due prodotti molto forti e popolari nel Paese: il Soju, un distillato che generalmente proviene dal riso, ma anche dal grano o dalle patate, e il Makgeolli, sempre ricavato da riso. Questi due prodotti sono popolari non a caso, il costo a bottiglia è davvero contenuti (circa 1,50 euro a bottiglia) e la gradazione alcolica è decisamente sopportabile (4 o 5%).

Importante in Corea del Sud è essere consapevoli che la cucina coreana ha una grande varietà di piatti, che i consumatori sono soliti abbinare alle bevande alcoliche. A partire dagli anni’80 i ristoranti del Paese sono stati protagonisti dell’onda occidentale che ha investito l’Asia in tutti i settori, pertanto le abitudini dei consumatori coreani hanno iniziato ad adattarsi alle nostre, lasciando in parte le bacchette e prendendo in mano forchetta e coltello. Sempre a partire dagli anni ’80, il vino europeo ha iniziato a fare il suo ingresso in Corea, arrivando ad essere non solo parte della cultura enogastronomica locale, ma anche un fenomeno sociale, un elemento della quotidianità dei coreani, soprattutto dei giovani.

Parlando di numeri, il mercato del vino dimostra segnali di crescita. Gli ultimi dati IWSR disponibili ad agosto 2018, registrano le importazioni coreane in aumento del 24,8% rispetto all’anno precedente, delle quali il 17,2% riguardano il vino italiano. L’Italia è il terzo fornitore di vino nel Paese con una quota sul totale dell’import del 13,9%, subito dopo Francia e Cile, rispettivamente con 32% e 18,9%.
Questi numeri si prevede continuino a crescere, soprattutto per quei prodotti che rientrano fra le categorie di prezzo standard e premium.

Qual è il programma della tappa a Seoul?
All’arrivo nella capitale, il 3 giugno 2019, le aziende partecipanti verranno preparate sul mercato durante un evento con sessione formativa, così da arrivare all’incontro con gli addetti ai lavori coreani preparati al meglio. Durante la giornata del 4 giugno avranno luogo le masterclass per importatori e buyer e il walk around tasting per trade e media. Il 5 giugno sarà una giornata libera, dedicata a eventuali incontri b2b con importatori distributori incontrati durante la giornata precedente.

Unexpected Italian e Wine Meridian consolidano con questo tour la partnership che ha aperto le porte dei mercati internazionali a molte aziende del vino italiane, un’occasione per penetrare un mercato con l’adeguata preparazione strategica, senza missioni improvvisate e dispersione di inutili costi.

Per avere maggiori informazioni sulla tappa a Seoul, scrivere una mail a redazione@winemeridian.com 


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martedi 05 febbraio

Florida e Messico, le nuove rotte del vino italiano

Due tappe per consolidare la leadership nel mercato Usa e raccontare l’unicità del made in Italy ai millennial messicani.


Florida e Messico, le nuove rotte del vino italiano
Un colosso dei consumi come gli Stati Uniti, dove lo Stivale punta a mantenere alto il posizionamento e proseguire l’azione tesa ad elevare la percezione della alta qualità, e il Messico, un mercato emergente ancora da conquistare (puntando sui millennials). Sono le due tappe dell’ottava edizione di Simply Italian Great Wines Americas Tour, l’evento ideato da IEM - International Exhibition Management per valorizzare la nostra enologia nel mondo. Le aziende protagoniste sono state in Florida, a Fort Lauderdale, il 4 febbraio (un mercato costantemente monitorato grazie alla presenza diretta dal 2007 della sede locale I.E.E.M a Miami) e approderanno a Città del Messico il 6 febbraio.

Il format dei Simply Italian Tour, con workshop commerciali, degustazioni e seminari guidati, dà alle aziende protagoniste una concreta opportunità di farsi conoscere nei Paesi ospiti, incontrando direttamente il trade locale selezionato. International Exhibition Management vanta rapporti consolidati e strategici con i più importanti professionisti dei mercati nordamericani: stampa, operatori, opinion leader e opinion maker. In tutto, si prevede la presenza complessiva di oltre 500 visitatori. Gioca un ruolo chiave la presenza diretta della sede locale I.E.E.M. - International Event and Exhibition Management, dal 2007 a Miami.

Si è partiti lunedì 4 febbraio nell’iconico luxury hotel The Ritz-Carlton di Fort Lauderdale (One North Fort Lauderdale Beach Boulevard). Tre masterclass guidate conducono i professionisti alla scoperta di alcune celebri zone vinicole dello Stivale: “One Denomination, Three Great Wines: Asti, Asti Secco, Moscato d’Asti”, a cura del Consorzio per la Tutela dell’Asti Docg (condotta dal wine writer Lyn Farmer). “Ricci Curbastro: One Family, Two Territories: Franciacorta and Romagna”, guidata dal produttore stesso. “The Sparkling Life: Fresh & Fun Wines from Friuli” con 10 vini del Consorzio Tutela Vini Doc Friuli Grave (anche questa condotta da Lyn Farmer). Nel pomeriggio, invece, si svolge il walk-around tasting aperto alla stampa e ai professionisti del settore. Questa tappa è organizzata con il supporto di ICE Agenzia. «L’Italian Trade Agency è lieta di supportare il grand tasting di Simply Italian Great Wines a Fort Lauderdale», spiega Maurizio Forte, Italian Trade Commissioner. «Considerando l’interesse crescente per il vino italiano anche in città secondarie degli Usa, crediamo sia essenziale sostenere eventi che consentano ai vini italiani di altà qualità di trovare nuovi mercati e così favorire l’incremento del prezzo medio dei vini italiani negli USA. Tali obiettivi sono perfettamente in linea con la nostra campagna “Italian Wine: Taste the Passion”, lanciata ad aprile 2018 per promuovere il vino italiano negli Stati Uniti».

Dalla Florida al Messico. Mercoledì 6 febbraio i Simply Italian Great Wines animano il cuore culturale della Capitale messicana, negli spazi dell’Hotel W México City (Campos Eliseos No. 252, Colonia Polanco México D.F.). Inaugura la giornata il tasting guidato alla scoperta dei tre volti dell’Asti, alle ore 11: “One Denomination, Three Great Wines: Asti, Asti Secco, Moscato d’Asti”, a cura del Consorzio per la Tutela dell’Asti Docg. La masterclass è organizzata in collaborazione con l’Associazione Sommelier Messicana e condotta dalla sua vice presidente, la celebre sommelier Georgina Estrada Gil (Asi, Master Sommelier e professore universitario). Nel pomeriggio, la tappa messicana del Simply Italian Tour si conclude con il grande walk-around tasting dedicato al confronto fra le aziende protagoniste e il trade messicano.

Gli Stati Uniti si confermano il più grande mercato vinicolo al mondo. La Florida, in particolare, è fra gli stati Usa con il più alto consumo di vino: quasi 2.710 ettolitri all’anno secondo il Surveillance Report del National Institute of Health (un risultato battuto solo dalla California con 5.442 ettolitri, dove però si concentra anche l’86% della produzione vinicola americana). Inoltre, la Florida è il punto nevralgico per l’import/export nel sudest degli Stati Uniti, nonché una porta d’accesso diretta verso il Sudamerica e i Caraibi.
«Dobbiamo puntare con maggior decisione alle fasce più alte di mercato, per mantenere la nostra leadership in Usa», spiega Marina Nedic, managing director di IEM. Anche il vino italiano di qualità sembra immune alle flessioni dell’import. Il peso dell’imbottigliato a denominazione vale la metà del nostro export complessivo in Usa: 826,63 milioni di euro per oltre 1,7 milioni di ettolitri. E continua a crescere: +15,7% in valore (417,6 milioni di euro) e +22,2% in quantità (901 mila ettolitri).

In Messico il mercato vinicolo è in piena crescita, pur rappresentando ancora una quota marginale nel consumo complessivo di alcolici. «Il vino è considerato uno status symbol e un prodotto di tendenza tra i giovani e il ceto medio-alto, più acculturato e cosmopolita. Anche se la progressiva diffusione della cultura del vino sta aprendo la strada anche ad altre tipologie», prosegue Marina Nedic. «L’Italia è fra i primi 5 partner commerciali del Messico e registra una crescita a doppia cifra (+10,3% in valore e +15% in quantità), ben più alta della media delle importazioni (+2,9% in valore e +5,6% in quantità)», conclude Marina Nedic. Un trend che non accenna a diminuire, e fa ben sperare per il futuro.
(dati Wine Monitor Nomisma)



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venerdi 01 febbraio

Wine Meridian around the world: Florida e Messico

Intervista a Marina Nedic, owner di IEM (Italian Exhibition Management)


Wine Meridian around the world: Florida e Messico
I viaggi alla scoperta del mondo del vino non si fermano per Wine Meridian, partner di IEM (International Exhibition Management) per una delle più importanti tappe del 2019: Florida & Mexico!
Dal 4 al 6 febbraio 2019 Wine Meridian sarà presente prima a Fort Lauderdale, in Florida, e poi a Mexico City, in Messico per un denso programma che vedrà protagonista il vino italiano, a disposizione di importatori, buyer e key clients.
Al fine di comprendere le potenzialità di due mercati come questi, abbiamo intervistato Marina Nedic, owner di IEM (Italian Exhibition Management)

IEM da molti anni organizza tappe negli Usa: dal vostro osservatorio come avete visto evolvere questo mercato? Quali i punti di forza e di debolezza attuali?
IEM lavora in USA dal 1999 e con la propria struttura locale dal 2007. Gli Stati Uniti, con i 50 stati che li compongono, rappresentano un mercato eterogeneo caratterizzato da numerose diversità in termini di demografia, normativa legislativa, consumi, cultura, clima ecc.
Questa peculiarità ne fanno un mercato di sbocco complesso e competitivo ma allo stesso tempo con ampi margini di penetrazione. Gli Stati storicamente più attivi dal punto di vista del consumo di vino sono California, Florida, New York, New Jersey e Texas ma si sta assistendo ad un cambiamento di tendenza nei mercati del MidWest.
I punti di forza sono:
  • Capacità e trend di consumo in ascesa dovuta ad un buon potenziale economico del paese e alla predisposizione dello user al consumo di vino riconosciuto come status symbol;
  • Miglioramento della percezione del vino italiano da parte del consumatore americano come sinonimo di qualità e versatilità;
  • Crescente disponibilità a riconoscere un prezzo più alto per i prodotti d’eccellenza;
  • Incrementano le fasce di consumo in particolare di quel segmento della popolazione di età compresa tra i 21 e i 38 anni, i cosiddetti millennials, fortemente interessati a conoscere il vino in tutti i suoi aspetti (uvaggio, terroir, produttore, storia, ecc.) e assiduamente presenti sui social; 
  • Maggiore interesse nel provare prodotti nuovi e scoprire nuove varietà al fine di ampliare la scelta dei prodotti con cui poter esprimere valori culturali e sociali legati al mondo del vino;
  • Incremento della frequenza del consumo di vino;
  • Evoluzione della distribuzione.
 
I punti di debolezza sono:
  • Diminuzione dei consumi dei baby boomers e capacità di consumo della nuova generazione (Millennials) non ancora così stabile;
  • Sistema di distribuzione del three tier system complesso (delinea i canali esclusivi autorizzati coinvolti nel processo di diffusione del vino); 
  • Stati regolamentati da normative e prassi anche molto differenti fra loro che complicano la penetrazione del mercato;
  • Difficoltà logistiche e operative nel vendere vino tramite il web.
 
 
Miami da tempo rappresenta una base importante per la vostra società, come considerate questo hub per il mercato statunitense?
La Florida rappresenta uno Stato strategico all’interno del mercato vitivinicolo americano per due ragioni: è il secondo Stato per consumi dell’intero Paese; la sua posizione geografica ha un accesso strategico verso gli stati dell’America del Sud. Questi rientrano tra i motivi principali per cui abbiamo scelto di posizionare la sede a Miami.
 
Il Messico continua ad essere un mercato emergente, quali sono dal vostro osservatorio le principali opportunità per accedere a questo mercato?
Sicuramente l’aumento della classe media ha permesso maggiori disponibilità per quanto riguarda gli acquisti. C’è un aumento costante del consumo di vino, ed in particolare per il vino italiano. In generale l’Italia riscuote un grande appeal da parte dei consumatori, grazie anche ad una buona e organizzata distribuzione dei prodotti e ad una diffusione della ristorazione italiana sul territorio. Considerata anche la scarsa produzione di vino locale, credo che questi elementi costituiscano delle buone opportunità per le aziende italiane.
 
Ogni anno le vostre tappe internazionali sono contraddistinte anche da importanti seminari, quali le tematiche che affronterete nei tasting di Miami e Città del Messico?
I seminari sono parte fondamentale dei nostri eventi e vengono utilizzati come momento di informazione e formazione su importanti aspetti che i partecipanti “toccano” con mano durante i seminari stessi e nella parte successiva dedicata alle degustazioni. In Messico il seminario sarà organizzato in collaborazione con l’Associazione dei sommelier messicani al fine di dare un aspetto formativo più approfondito sul mercato. I temi dei seminari riguarderanno principalmente le denominazioni DOCG Asti, Asti Secco e Moscato D’Asti, grazie al supporto del Consorzio per la Tutela dell’Asti DOCG; il case history di Ricci Curbastro e dei territori della Franciacorta e della Romagna; le bollicine provenienti dal Friuli, grazie al supporto del Consorzio Tutela Vini DOC Friuli.
 




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mercoledi 30 gennaio

Unexpected Italian in Medio Oriente: si vola in Kazakhstan

Il 25 giugno una nuova tappa ad Almaty, nel centro dell’Eurasia


Unexpected Italian in Medio Oriente: si vola in Kazakhstan
Il tour di Unexpected Italian, la società che accompagna ed agevola lo sviluppo delle aziende italiane alla scoperta dei mercati del mondo, prosegue il tour internazionale e Wine Meridian sarà partner di questa nuova avventura. Prossima destinazione? Kazakhstan, paese membro dell' EEAU (Unione Economica Eurasiatica), istituzione formalizzata a gennaio 2015 ai fini dell'integrazione economica regionale comprende cinque paesi: Russia, Kazakistan, Bielorussia, Armenia e Kirghizistan, con una popolazione totale di circa 200 milioni di abitanti.

Perché proprio il Kazakhstan?
Può sembrare una meta insolita, ma anche il Kazakhstan (un paese che oggi riscontra circa 19 milioni di abitanti ed un business del vino che registra quasi 53 milioni di litri) rientra fra i mercati internazionali più attratti dal vino italiano. L’Italia infatti è il primo paese dell’UE e il terzo, dopo Russia e Cina nelle esportazioni verso il Kazakhstan, e il commercio italiano con il Paese ammonta a 17 miliardi di euro. Grazie al crescente consumo di vino, soprattutto importato, il Kazakhstan ha oggi tutte le caratteristiche per diventare una forza trainante per il settore del vino italiano.

La produzione locale di vino risulta modesta sia in termini qualitativi che quantitativi, solo un'impresa kazaka si contraddistingue per la qualità dei vini prodotti all’interno dello Stato. I vini con i prezzi più bassi sono imbottigliati localmente ed importanti da vari paesi prevalentemente dell'area CIS (Georgia e Moldavia).
Dopo la crisi che ha portato alla svalutazione della moneta nel 2015 riducendo il potere d'acquisto della classe media, gli importatori kazaki hanno cominciato a prestare sempre maggiore attenzione alla clientela al fine di riconquistarla, ampliando le gamme e proponendo vini dall’ottimo rapporto qualità-prezzo.
La clientela HoReCa cresce sempre più in qualità offerta ai vari Consumatori locali e stranieri che nelle principali città trovano sviluppi commerciali e modernità.
Dal 2016 la crescita delle esportazioni di vini dall’Italia è confermata a doppia cifra: +18%.

Ed è qui che entra in gioco la strategica tappa proposta da Unexpected Italian. Il mercato è giovane, può riservare grandi opportunità di crescita per le aziende che importeranno nei prossimi anni, i consumi sono in ripresa a la dinamica demografica si sta vivacizzando. È il momento migliore.
Il tour del 25 giugno ad Almaty, coinvolgerà non solo gli importatori kazaki, ma anche gli importatori del vicino Uzbekistan, altro Paese dell’Eurasia in grande crescita.

Almaty, inoltre, è riconosciuta quale centro degli affari, commercio e hub per i Paesi limitrofi ex-CIS, e quale porta commerciale per la RUSSIA.
Unexpected Italian ha deciso quindi di investire negli incontri all’interno di questa città, portando anche distributori, key clients e buyer interessati al business del vino italiano.



Per info scirvi a redazione@winemeridian.com



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