In un mondo sempre più consapevole dell’importanza della sostenibilità, l’innovazione tecnologica emerge come un potente alleato per guidare le aziende verso pratiche più responsabili e orientate al futuro. Abbiamo avuto l’occasione di intervistare Giuseppe Canino, Fondatore e Amministratore Unico di Canino Srl SB, azienda leader nel settore delle soluzioni informatiche e tecnologiche rivolte alla sostenibilità.

Canino ha condiviso la sua visione, evidenziando l’importanza di essere una società benefit e il valore competitivo derivante dall’adozione di strategie sostenibili. Inoltre ha illustrato il ruolo della responsabilità sociale nella catena di approvvigionamento e l’importanza del coinvolgimento degli stakeholder e della collaborazione pubblico-privato nel promuovere progetti concreti e sostenibili.

Vi occupate di soluzioni informatiche e tecnologiche, crede che questo settore possa avere un ruolo significativo nel promuovere la sostenibilità? In che modo?

Certamente, ci ho creduto in tempi non sospetti organizzando uno dei primi convegni in Sicilia circa 10 anni fa, sui temi della sostenibilità, per sensibilizzare le nostre aziende sul fatto che sarebbe diventato un argomento sempre più importante ma anche un’opportunità per distinguersi sul mercato. La tecnologia è un facilitatore e uno strumento basilare per misurare e tracciare tutti gli elementi di sostenibilità.

Quali sono state le principali motivazioni che l’hanno spinta a trasformare Canino S.r.l. in una Società Benefit e cosa ha comportato dal punto di vista organizzativo?

Come dicevo, quando ho colto che il trend della sostenibilità sarebbe diventato un elemento centrale, la prima cosa che ho pensato è stata organizzare un convegno per sollecitare questa attenzione non solo alle aziende mie clienti ma al territorio stesso. Ecco, ritengo che l’imprenditore abbia un ruolo sociale di promozione e di sviluppo nel territorio in cui è presente.

Lo concretizza investendo tempo ed energie anche economiche per favorire lo sviluppo degli stakeholder che lo compongono ed anche sensibilizzando le istituzioni. Quando sono nate le prime società benefit mi sono reso conto che di fatto la mia modalità di gestione dell’azienda aveva già queste connotazioni e quando ho deciso di aprire la mia nuova realtà imprenditoriale, l’ho fatta nascere come società benefit.

Quali sono i principali vantaggi competitivi che l’adozione di una strategia di sostenibilità vi ha portato?

La sostenibilità nel contesto italiano si è sviluppata ed evoluta soprattutto dopo il Covid-19, noi già da diversi anni ci occupavamo di queste tematiche, avendo seguito vari progetti e creato anche delle piattaforme ad hoc per la misurazione dei criteri.

I nostri ingegneri sono esperti non solo di informatica ma hanno studiato la sostenibilità e quindi riescono a tradurla in modo ottimale perché padroneggiano la materia, sia per quanto riguarda i criteri ambientali e sociali di governance che per i riferimenti del GRI per i bilanci di sostenibilità. Questo è un bel vantaggio competitivo.

La nostra specializzazione nello sviluppo di piattaforme web nasce nel 2012 con l’informatizzazione delle attività dell’IRVO (Istituto Regionale dei vini e oli di Sicilia) e con la partecipazione ad Expo 2015 con la gestione del Cluster Biomediterraneo. Dal 2020 abbiamo realizzato PICAL, una piattaforma per l’informatizzazione delle attività degli Organismi di controllo che viene utilizzata con successo dall’IRVO e da Agroqualità per la gestione di vini IG/DO di 10 regioni italiane.

La piattaforma ha il compito di rendere trasparenti e tracciabili le attività della filiera, digitalizzando la comunicazione tra le aziende e gli enti preposti. I principi dell’informatica sostenibile sono i cardini degli sviluppi delle piattaforme.

Inoltre sempre più aziende scelgono partner che abbiano evidenze del loro percorso sostenibile, noi da anni ci misuriamo con SI Rating e redigiamo il bilancio di sostenibilità secondo i parametri del GRI, non ci fermiamo alla sola relazione di impatto che sarebbe richiesta come società benefit.

State contribuendo a diffondere le vostre best practices e a ispirare altre imprese e comunità?

Il nostro esempio a fatto sì che altre aziende siano diventate società benefit e ne siamo orgogliosi, ho dato il mio contributo anche per la stesura di alcune tesi di laurea e partecipato a lezioni di master per portare la nostra testimonianza, cercando di diffondere l’importanza in generale per tutti noi di andare nella direzione di scelte sostenibili.

Come crede che le aziende possano incoraggiare e promuovere comportamenti più sostenibili tra i propri dipendenti e clienti?

Prima di tutto con l’esempio, partendo dalla stessa azienda, poi creando momenti di confronto e dibattito su questi temi. Ancora oggi la maggior parte delle persone, e delle aziende, crede che i temi della sostenibilità riguardino solo l’ambiente, mentre gli aspetti sociali sono altrettanto importanti, ed è diventato un passaporto anche per il mondo bancario finanziario.

Qual è il peso ed il valore del coinvolgimento degli stakeholder nella definizione delle vostre politiche e strategie di sostenibilità?

Sono centrali, partendo soprattutto da chi collabora con noi tutti i giorni in azienda. Si parte dal loro ascolto per fare scelte anche di indirizzo strategico in azienda, c’è un confronto partecipativo. Grazie al bilancio di sostenibilità ogni anno dedichiamo del tempo all’ascolto dei nostri stakeholder anche esterni alla azienda, e osserviamo come nel corso degli ultimi 3 anni ci sia maggiore attenzione e consapevolezza che si debba andare in questa direzione per un futuro migliore per tutti.

Quali possono essere i fattori e gli elementi che favoriscono la creazione di partnership tra pubblico e privato (ed anche terzo settore) per promuovere progetti sostenibili?

La collaborazione pubblico e privato è essenziale, il pubblico da solo non può fare nulla, altrettanto le aziende. La sinergia è vitale, si deve parlare lo stesso linguaggio, avere le stesse priorità per lo sviluppo di un territorio, sia esso un Comune, una Regione o un Paese intero. Purtroppo spesso invece manca un dialogo costruttivo, che va invece sempre ricercato e promosso.

In che modo la vostra azienda promuove la responsabilità sociale all’interno della catena di approvvigionamento?

Nelle nostre scelte è un elemento centrale, abbiamo da poco ristrutturato gli uffici e abbiamo scelto dei fornitori per i mobili e gli impianti che avessero caratteristiche di sostenibilità: materiali a minor impatto ambientale ma anche attenti al benessere delle persone, prodotti che consumassero meno energia, abbiamo acquistato un’auto aziendale ibrida.

Sono piccole cose ma messe insieme fanno la differenza anche nel sensibilizzare e diffondere la cultura della sostenibilità.