Ricevere premi fa sempre piacere, ovviamente. Tuttavia, ci sono riconoscimenti che non solo ti gratificano ma ti spingono a credere ancor di più a quello che stai facendo.

Per questa ragione, l’Iter Vitis Award 2022 a Wine Meridian come ”Miglior Strumento di Comunicazione Enoturistica’’ assume per noi un valore di straordinaria importanza.

L’impegno che stiamo infatti mettendo in questi anni sul fronte enoturistico è fortissimo perché riteniamo che l’ospitalità rappresenti un asset fondamentale per la sostenibilità economica delle nostre imprese vitivinicole e in grado di comunicare nella maniera più autentica i valori del vino italiano e dei suoi territori produttivi.
Questo importante riconoscimento mi consente di spiegare meglio quali sono le linee guida, gli obiettivi che ci siamo preposti al fine di dare un contributo serio e soprattutto concreto allo sviluppo dell’attività enoturistica del nostro Paese.

Innanzitutto, ci tengo a sottolineare come anche il progetto “enoturismo” sia nato fin dalla nascita di Wine Meridian perché abbiamo sempre ritenuto l’export e l’ospitalità due fattori chiave per lo sviluppo economico del nostro settore vitivinicolo.
E abbiamo voluto affrontare fin da subito queste due tematiche con un approccio assolutamente pragmatico cercando da un lato di comprendere al meglio il reale andamento dei mercati e dall’altro come le nostre aziende vitivinicole si stavano organizzando sul fronte dell’accoglienza.

Il tutto con l’obiettivo che abbiamo sempre dichiarato di non essere “solo” degli osservatori del settore ma di provare a dare un contributo concreto allo sviluppo del nostro comparto.
È vero, una sfida notevole, ma l’abbiamo sempre affrontata con umiltà e determinazione nella convinzione che il nostro contatto diretto, costante con le imprese e con i mercati ci avrebbe consentito di fornire informazioni, formazione, supporto diretto al nostro sistema vitivinicolo in maniera via via sempre più efficace.
È chiaro che si tratta di un percorso dove ad ogni traguardo ne segue subito un altro, ma i premi come quello che ci è stato appena assegnato ci fanno comprendere che siamo sulla strada giusta e non dobbiamo demordere.

E dal nostro osservatorio non c’è dubbio che l’enoturismo possa sì rappresentare una straordinaria opportunità per il nostro settore, per tanti aspetti fondamentale, ma dall’altro si deve essere onesti nell’ammettere che c’è ancora tanto da fare.

Se ormai ben oltre un decennio fa si parlava di un turismo del vino che, nel nostro Paese, viaggiava a non più del 20% delle sue potenzialità, oggi penso si possa affermare che abbiamo quasi raddoppiato questa percentuale ma siamo ancora ben lontani dal poter dichiarare che abbiamo raggiunto un livello di sviluppo adeguato.

In particolare, questi ultimi tre anni di viaggi nell’enoturismo italiano (abbiamo visitato più di 400 aziende italiane sperimentando e valutando la loro offerta enoturistica) ci consente oggi non solo di essere autorevoli osservatori del turismo del vino italiano (sia sul versante dell’offerta che della domanda), ma anche un utile strumento a disposizione delle imprese e delle istituzioni (Consorzi, Strade del vino, Movimento turismo del vino, Donne del vino, ecc.) per supportarle nello sviluppo della loro ospitalità.

Non siamo così presuntuosi da pensare di farcela da soli. Da sempre, infatti, abbiamo dato la nostra totale disponibilità a collaborare con tutte quelle realtà, sia private che pubbliche, oggi impegnate a vari livelli sul fronte enoturistico. Alcune importanti collaborazione sono state avviate in questa direzione come, ad esempio, l’attività formativa svolta in collaborazione con l’Associazione delle Donne del Vino. Ma quella di fare sistema appare la sfida più difficile per il nostro Paese e, in particolare, proprio per il nostro comparto vitivinicolo dove l’individualismo continua a regnare sovrano.

Questo riconoscimento, pertanto, vuole essere per noi non solo un motivo di orgoglio ma anche lo sprono per cercare ulteriori strade di collaborazione perché, siamo convinti, se c’è una sfida impossibile da vincere da soli è proprio quella dello sviluppo di un turismo del vino vincente per il nostro Paese.