Innovazione e rispetto del territorio e della sostenibilità ambientale non sempre, purtroppo, sono andate di pari passo in passato. Oggi, invece, ci sono alcune aziende che possono essere prese come best practice, sia perché costituiscono un traino per le altre sia per comprendere come il binomio innovazione-sostenibilità è oggi sempre più possibile, oltre che auspicabile per il mondo in cui viviamo. 

Teruzzi, azienda nata nel 1974 nel cuore della denominazione della Vernaccia di San Gimignano, oggi parte del gruppo Terra Moretti Vino, ha fatto dell’innovazione nel rispetto del territorio e della tradizione un filo conduttore che percorre quasi 50 anni di storia. Nel percorso di esaltazione del patrimonio di nobiltà e carattere di San Gimignano e della sua più preziosa risorsa, la Vernaccia, l’azienda ha sempre mantenuto un’impronta moderna, alla ricerca delle soluzioni d’avanguardia per produrre i migliori vini possibili. 

Ed è proprio questa ricerca improntata alla modernità che ha condotto lo scorso luglio  ad ottenere la certificazione internazionale Equalitas che rispecchia ed avvalora il percorso virtuoso compiuto dall’azienda toscana verso la piena sostenibilità. “Un traguardo che ci riempie di orgoglio, uno stimolo ulteriore che ci sprona a crescere sempre più verso un’ eco-sostenibilità a 360°” spiega Massimo Tuzzi CEO del Gruppo Vinicolo Terra Moretti Vino

La certificazione Equalitas modulo “Organizzazione Sostenibile” – è chiamata a valutare l’approccio sostenibile delle aziende vitivinicole sulla base di tre differenti criteri: ambientale (impronta carbonica e idrica), sociale nei confronti dei collaboratori e di tutti gli stakeholder e, infine, economico.

“Un approccio ecosostenibile non rappresenta solo una scelta etica ma un vero e proprio codice di comportamento che coinvolge l’azienda in toto. Rispetto della natura, della tradizione e del territorio, attenzione verso il benessere del lavoratore e sprechi ridotti al minimo, sono i capisaldi della nostra politica aziendale” racconta Alessio Gragnoli, responsabile agronomo dal 2008 e direttore generale dal 2016. 

Attraverso tale certificazione le imprese del vino hanno l’opportunità di comunicare il sistema aziendale di “Gestione della Sostenibilità” e pubblicare annualmente il proprio bilancio, garantendo e dimostrando a tutti gli stakeholders un continuo miglioramento delle performance aziendali, in modo da essere da traino ed esempio per le aziende impegnate in una politica ecosostenibile. 

Nell’ultimo decennio Teruzzi ha intrapreso un importante percorso nel rispetto della sostenibilità, un processo voluto da tutto il team aziendale: niente più concimi di origine chimica a favore della pratica del sovescio, riduzione del 50% dell’utilizzo dei prodotti antiparassitari grazie all’introduzione di atomizzatori da recupero e sistemi previsionali DSS. Inoltre, gli scarti di lavorazione di vinacce e raspi vengono ridistribuiti nei vigneti, dopo aver subito un processo naturale di compostaggio all’interno dell’azienda. Assecondare e indirizzare il carattere delle uve, indagare sulle diversità territoriali e cercare di trasferire in bottiglia la sintesi più alta possibile: questa è la missione stilistica di Teruzzi che imprime ai suoi vini uno stile originale, riconducibile al terroir e alle annate, ma uguale solo a sé stesso.

Abbiamo il compito di “lasciare alle generazioni future una realtà migliore di quella che abbiamo trovato da tutti i punti di vista, sociale, economico e naturale, è il nostro obiettivo e l’ottenimento di questa certificazione conferma che la strada intrapresa  è quella giusta perché frutto di una filosofia in cui si riconosce tutto il nostro team ” conclude Gragnoli.