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Asia Giovedi 28 Gennaio 2021

La pandemia minaccia il ruolo di Hong Kong come hub asiatico del vino

La pandemia e la chiusura delle frontiere hanno causato numerose difficoltà al mercato del vino di Hong Kong, infatti, i dati commerciali mostrano che il ruolo della città come hub del vino pregiato sta rapidamente diminuendo, argomento alquanto spinoso e sensibile che dividerà gli specialisti del settore.

di Astrid Panizza

Vino Joy News ha pubblicato una panoramica attuale del settore del vino di Hong Kong. I dati rilasciati dal governo locale hanno mostrato che le importazioni di vino nei primi nove mesi del 2020 sono scese del 23,2% in valore a 5,1 miliardi di HK$, mentre il volume è crollato a 25,49 milioni di litri, un calo del 20,9% su base annua.

La serie di dati è chiaramente da leggere con cautela e calandola nella realtà emergenziale, in quanto la pandemia di Coronavirus ha decimato le vendite di vino on-trade e ha allontanato i visitatori facoltosi.

Ciò che è allarmante, però, è la contrazione delle riesportazioni della città, una parte importante del prezioso ruolo di Hong Kong come centro di commercio di vini pregiati per diffondere i vini nei paesi del sud-est asiatico come Thailandia, Vietnam, Cambogia e soprattutto in Cina continentale. Quest'ultima ospita fino al 90% delle riesportazioni.

Nonostante il branding di Hong Kong come hub del vino, la realtà è un'altra. Le riesportazioni di vini durante il periodo sono calate significativamente a causa dei mesi di chiusura delle frontiere a partire dai primi giorni della pandemia di Coronavirus. Le sue riesportazioni di vino da gennaio a settembre del 2020 ammontano a solo 600 milioni di HK$, circa l'11% del valore totale delle importazioni della città.

Questo è un ulteriore calo rispetto al 17,1% del 2019 dovuto ai mesi di disordini sociali e, invece, è un dato contrario rispetto al picco del 44% del 2015.

La scivolata però, va avanti da parecchio tempo. I mesi di proteste nel 2019, infatti, hanno scoraggiato i turisti continentali che normalmente aggiungerebbero i fine wines alla loro lista degli acquisti di lusso. Come risultato, con l'inizio delle proteste di massa a giugno, i visitatori sono scesi di oltre il 40% nella seconda metà dell'anno secondo i dati rilasciati dall'Agenzia per il turismo di Hong Kong. Le importazioni di vino di Hong Kong, inoltre, sono calate del 26,4% in valore e hanno visto ulteriore diminuzione del 19,6% in volume rispetto all'anno precedente.

Nel 2020, con la chiusura delle frontiere per contenere la diffusione del Covid-19 dalla Cina continentale il commercio transfrontaliero di vino si è praticamente fermato, in particolare per i vini pregiati contrabbandati illegalmente come i grand cru di Bordeaux, di Borgogna e vini di punta provenienti dalla Napa Valley e dall'Italia.

Logisticamente, lo sdoganamento più veloce e il trattamento preferenziale in più porti cinesi, in particolare nella vicina provincia del Guangdong significa anche che le cantine e i produttori potrebbero scegliere di entrare in Cina direttamente, senza ulteriori passaggi. Tuttavia, è anche vero che la pausa nella riesportazione del vino di Hong Kong riflette anche una minor domanda nella Cina continentale, a causa del rallentamento dell'economia, della guerra commerciale e della  pandemia.

Come Liv-Ex nel suo rapporto sui fine wines del 2020 si è chiesto se il futuro di Hong Kong sia davvero quello di rimanere hub del vino pregiato, anche l'idea di Hong Kong come "porta d'accesso al mercato del vino della Cina continentale" sembra essere un grande punto di domanda. Sempre più aziende vinicole, infatti, stanno cambiando rotta proprio per questo motivo.

A causa dell'attuale impossibilità di viaggi internazionali e di un ritorno "normale" al commercio che sembra essere ancora molto lontano, il mercato del vino di Hong Kong ha forse bisogno di prendersi del tempo per reinventarsi.