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Eventi Mercoledi 16 Settembre 2020

Vinoforum 2020: le Donne del Vino del Lazio testimoniano la loro fiducia nel futuro

Winemeridian è in questi giorni al Vinoforum, in compagnia dell’Associazione Donne del Vino, a testimoniare la voglia di ripartire e di credere nella incredibile forza propulsiva del vino italiano.

di Claudia Meo

Un segnale forte quello che Roma sta dando in questi giorni al mondo del vino e alla comunità dei suoi appassionati. Dall’11 al 20 settembre, nella ormai consueta cornice del Parco di Tor di Quinto, il grande pubblico del vino converge, secondo le disposizioni anti-Covid, tra la 600 cantine e le 2500 etichette che la manifestazione ha letteralmente “messo in campo”, anche se con un distanziamento tra gli stand diverso da quello a cui siamo abituati.

E se all’ingresso della manifestazione è ben chiaro che, per accedere in sicurezza, nessuno è esentato da moduli identificativi, termo-scanner e mascherina, all’interno dell’agone l’atmosfera è decisamente piacevole, curiosa e ottimista.

E per questo dobbiamo dire senz’altro anche grazie alle Donne del Vino del Lazio, egregiamente coordinate dalla Delegata regionale Manuela Zennaro, che dal loro stand rigorosamente al femminile stanno catalizzando l’attenzione di romani e non solo con la simpatia e la professionalità che a questo gruppo di irriducibili ed eleganti imprenditrici del vino certamente non manca.

C’è uno spirito di appartenenza molto forte nelle quattro pareti mobili dello stand, sinergia e collaborazione da vendere. E’ ben chiaro alle Signore del Vino laziale che, come professiamo ormai da mesi, questa crisi non si supera da soli.

Abbiamo rubato ad alcune produttrici un piccolo cammeo, una istantanea del vino che più le rappresenta in questo momento a titolo personale, indipendentemente dai numeri aziendali e dai riconoscimenti delle guide, che certamente in questo circolo non mancano.

Serena Scarpel, direttore commerciale di Omina Romana, ha scelto per noi (e non a caso !) l’etichetta Diana Nemorensis 2017, blend di Cabernet Sauvignon, Cabernet Franc e Merlot, dedicato alla dea romana della caccia, protettrice della femminilità, che, con i suoi 14°, profumi complessi e bocca morbida e avvolgente, promette di essere la scelta giusta per l’autunno alle porte. 

Marina Perinelli, produttrice di Casale della Ioria, ci parla in modo entusiasta e contagioso dello Spumante Brut Biologico con uve 100% Cesanese del Piglio, il nuovo nato Metodo Martinotti che regala un perlage fine e persistente a tinte rosa (e anche questo non sarà un caso!), perfetto per piatti della tradizione quali l’amatriciana oppure per la convivialità tipica dell’aperitivo romano.

Rossella Macchia, responsabile Comunicazione e Marketing di Poggio le Volpi, gioca senza esitazione la carta del Roma Doc Edizione Limitata, nel quale convergono solo i grappoli migliori di Montepulciano, Syrah e Cesanese, affermando, con piglio ed orgoglio tutto romano: “La storia fece il vino e il vino farà storia”. E la storia, come sempre, si scriverà anche in tavola, probabilmente in abbinamento con una “coda alla vaccinara” o con un ragù di selvaggina.

Cristina Piergiovanni, produttrice di Casale Vallechiesa Winery, presenta Heredio Riserva Frascati Superiore Docg, alla sua prima uscita pubblica. Un potente blend di Malvasia , Greco e Bombino, che, per naso, bocca e persistenza, oltre ad un classico abbinamento con pesce al forno, lascia immaginare anche un buon connubio con primi piatti di media struttura e con carni bianche.

Alessia Consoli, direttore commerciale di Consoli, sceglie per noi Alma Mater, Cesanese doc di Olevano Romano in purezza, frutto di vigneti che condividono con gli ulivi una suggestivo respiro sulla piana romana e che per complessità, carattere ed eleganza ben si accompagna a quelle grandi occasioni che portano in tavola per tradizione carni rosse e selvaggina.

Questo e molto altro, dopo il lungo silenzio delle manifestazioni aperte al grande pubblico, sta rappresentando Vinoforum 2020 e noi di WineMeridian, per “mission” a fianco delle cantine italiane, continuiamo a vedere “rosa” insieme alle Donne del Vino e a credere, sicuramente per vocazione, ma anche con ferma convinzione, nel futuro del vino italiano.