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Tasting

I tasting di Wine Meridian non vogliono limitarsi a raccontare le caratteristiche dei vini ma riuscire ad entrare nella filosofia produttiva di un’azienda, nell’anima più autentica di un territorio al fine di poter comunicare al mondo la straordinaria ma complessa eterogeneità del nostro giacimento vitienologico.
Tasting Venerdi 18 Febbraio 2022

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Pievalta Dominè Chiesa del Pozzo Verdicchio dei Castelli di Jesi Classico Superiore 2019

di Giovanna Romeo

                                            

            

Schiacciati dalla pandemia e dai sensibili rialzi di prezzo. A ogni nuovo anno la prima informazione che il notiziario divulga è l’aumento dei prezzi, che siano tariffe autostradali, carburante, corrente elettrica. Il pane ha raggiunto cifre da quadrilatero della moda milanese, i panettoni di cui abbiamo goduto fino a pochi giorni fa sono arrivati a costare anche 45 euro al chilo. È tutto prodotto con materie prime di qualità, non lo mettiamo in dubbio, poi c’è il lavoro manuale, artigianale, piccole produzioni che indubbiamente fanno lievitare i costi. Anche il vino non fa sconti. Chi recentemente ha avuto l’onore di una cena al ristorante, o di imbattersi negli scaffali dell’enoteca, avrà notato i sensibili rialzi di prezzo. Cartone, gabbietta, etichetta, trasporto ma soprattutto l’energia elettrica hanno avuto decisi rialzi, un trend che non sembra affatto in calo. Si sono così adeguati anche i listini delle cantine, in alcuni casi piccoli ritocchi, in altri divari importanti. Anche il vino quest’anno non sarà poi così leggero, almeno in termini di prezzo.

Una vigna del 1970 accanto alla Chiesa del Pozzo porta con sé la storia di un grande vitigno che si esprime con eleganza e singolarità su terreni gessosi in località Monte Schiavo. Vino organico biologico, è senza dubbio quello su cui Pievalta ha concentrato le proprie attenzioni dedicandoci studio, sperimentazione e ricerca. Il mio assaggio è successivo al momento della visita sul territorio, ma debbo dire che ritrovo tutte le emozioni di allora. Dominè gioca in attacco, svetta con la sua potenza espressiva esprimendo seduzione, tensione, mineralità. Ad ogni sorso cede simultaneamente spigoli e rotondità, vira al lime, s’ingentilisce sulle grazie della frutta secca, eccelle nel timbro vibrante della salinità marina accostandosi adagio a un lievissimo idrocarburo. In bocca tutto scorre. Rimane nitido il terroir marchigiano ancora troppo “timido” per alzare la voce tra i grandi bianchi italiani.

Ci mangio: crostacei e frutti di mare

Bottiglie prodotte: 14.000

www.pievalta.it