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Tasting

I tasting di Wine Meridian non vogliono limitarsi a raccontare le caratteristiche dei vini ma riuscire ad entrare nella filosofia produttiva di un’azienda, nell’anima più autentica di un territorio al fine di poter comunicare al mondo la straordinaria ma complessa eterogeneità del nostro giacimento vitienologico.
Tasting Venerdi 19 Febbraio 2021

Wine Pager

Autoctoni - Ca’ di Rajo, Notti di Luna Piena - Malanotte del Piave 2013

di Giovanna Romeo

Tra meno di un mese sarà nuovamente primavera, la stagione che più amo, quella delle giornate che si allungano, della pioggia che disegna arcobaleni, delle passeggiate in campagna e dulcis in fundo del risveglio della vite. Tra i filari, luce e tepore riscalderanno la terra che annuncerà con il pianto della vite il ritorno di un nuovo ciclo vegetativo. Dopo quasi un anno, una lacrima colma di energia farà capolino lungo i tralci ancora inturgiditi dal lungo inverno, pronta a dare il via a una nuova esperienza enologica. Viaggiamo dal Piave alla Valle d’Aosta, fino al cuore dell’Abruzzo di Fausto Albanesi per celebrare, infine, un grande bianco italiano come il Soave. Siete pronti?

Un antico sistema di coltivazione sembra ricamare il territorio del Piave in ornamenti disegnati come raggi di luce. Un’architettura complessa che i fratelli Bellussi di Tezze di Piave misero a punto alla fine dell’800 per contrastare il dramma della peronospora. La Bellussera è progettata secondo un sesto di impianto ampio dove pali in legno di circa 4 metri di altezza sono collegati tra di loro da fili di ferro disposti a raggi. Ogni palo sostiene 4 viti a circa 2.50 metri da terra, e da ciascuna di esse si formano dei cordoni permanenti che vengono fatti sviluppare inclinati verso l’alto e in diagonale rispetto all’interfilare, formando così una raggiera. Le foto aree mostrano l’unicità e la bellezza di un patrimonio difficile da preservare, dove il lavoro manuale è l’unica modalità possibile, e lo è ancora di più se si lavorano viti quasi centenarie. Autoctoni come il Raboso, capaci di esprimere vini franchi, definiti da una concretezza in cui ritorna sempre il luogo, l’essenza e le tradizioni. Notti di Luna Piena è l’indigeno ottenuto da un primo appassimento delle uve in fruttaio per almeno novanta giorni a cui segue la vinificazione, la fermentazione alcolica e un lento affinamento in botti e barrique per 36 mesi. Probabilmente un primo antenato fu menzionato da Plinio il Vecchio nella sua Naturalis Historia, “Picina omnium nigerrima”, il vino più nero della pece, che oggi ritroviamo nelle stesse tonalità cupe granato del Raboso, nel suo corpo muscoloso, il sorso elegante, il tannino ricco e scolpito dalla spinta di evidente freschezza, volta alla ricerca di un’eterna longevità. Vino della Serenissima e vino del viaggio per la sua tempra: profuma di marasca, cuoio, more selvatiche, tartufo, prugne scure, tabacco e soffi di vaniglia. Raboso del Piave, uno dei grandi vitigni a bacca rossa italiani che Simone Cecchetto continua a proteggere con cura e amore. 

Io amo sorseggiarlo da solo, magari in compagnia di uno dei miei libri del cuore: Avremo sempre Parigi di Serena Dandini. 

 

Ci mangio: un calice adatto per le serate invernali, si adatta molto bene a formaggi stagionati e importanti piatti di carne rossa o cacciagione. 

 

Bottiglie prodotte: 6.300

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