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Tasting

I tasting di Wine Meridian non vogliono limitarsi a raccontare le caratteristiche dei vini ma riuscire ad entrare nella filosofia produttiva di un’azienda, nell’anima più autentica di un territorio al fine di poter comunicare al mondo la straordinaria ma complessa eterogeneità del nostro giacimento vitienologico.
Tasting Venerdi 19 Febbraio 2021

Wine Pager

Icone - Le Cretes, Cuvée Bois 2017

di Giovanna Romeo

Tra meno di un mese sarà nuovamente primavera, la stagione che più amo, quella delle giornate che si allungano, della pioggia che disegna arcobaleni, delle passeggiate in campagna e dulcis in fundo del risveglio della vite. Tra i filari, luce e tepore riscalderanno la terra che annuncerà con il pianto della vite il ritorno di un nuovo ciclo vegetativo. Dopo quasi un anno, una lacrima colma di energia farà capolino lungo i tralci ancora inturgiditi dal lungo inverno, pronta a dare il via a una nuova esperienza enologica. Viaggiamo dal Piave alla Valle d’Aosta, fino al cuore dell’Abruzzo di Fausto Albanesi per celebrare, infine, un grande bianco italiano come il Soave. Siete pronti?

Nel cuore della Valle d’Aosta il vento della modernità parte da lontano. È Costantino Charrère, avveduto titolare di Le Cretes, ad esportare il piccolo territorio valdostano da Aymaville – Aosta – oltre il perimetro dei propri confini regionali. La punta di diamante, il riferimento nel mondo, diventerà lo Chardonnay Cuvée Bois, un proposito voluto nel 1990 dopo il felice incontro tra Charrère e il viticoltore a Puligny Montrachet: il Conte Gagnard della Grange. Incastonato tra sinuose e imponenti vette come il Monte Rosa, il Monte Bianco, il Cervino, il Gran Paradiso, che si cingono a protezione di questo generoso fazzoletto di terra e attraversato nel fondovalle dal fiume Dora Baltea, capace d’influenzarne placidamente le contigue vigne terrazzate. Il frutto di una viticoltura di montagna, a tratti estrema, è l’immenso, ecclettico, generoso Chardonnay. Allevato tra i 550 e i 650 metri di quota, in un fortunato combinato di clima e conformazione geologica, mostra come le multiple rivelazioni del sorso siano il frutto di armoniose sinergie. Costantino Charrère sa indirizzarne la volontà espressiva che si apre alle sfumature di una complessa tavolozza del gusto e delle impressioni: la frutta tropicale, i fiori di camomilla, l’erba medica e i ricordi di legni di montagna. Teso e minerale, salato e fresco, si risolve in una bellezza olfattiva che riconosce, ricorda e indica la natura di un territorio che da trent’anni vola Oltralpe. Un vino importante che piace ai mercati internazionali, soprattutto agli importatori statunitensi. D’altronde lo Chardonnay più in generale non ha mai perso il suo grande appeal, crescendo in volume e in valore di circa il 19% nell’ultimo decennio.

Suggerimento: un vino importante che piace ai mercati internazionali, soprattutto agli importatori statunitensi. D’altronde lo Chardonnay più in generale non ha mai perso il suo grande appeal, crescendo in volume e in valore di circa il 19% nell’ultimo decennio.

Ci mangio: in Valle d’Aosta nelle fredde giornate d’inverno, il piatto da gustare davanti al camino è la Seupa à la Vapelenentse: povera, corroborante, fedelmente legata alle consuetudini. Tra gli ingredienti principali la fontina Dop, il brodo di carne, il pane raffermo. Io la amo nella variante con cavolo verza, alternata tra gli strati di pane e fontina.

 

Bottiglie prodotte:  9.000

www.lecretes.it