IL PRIMO MAGAZINE ONLINE ITALIANO
PER ORIENTARTI NEL MONDO DEL VINO

Editoriale di Fabio Piccoli

Gli editoriali di approfondimento del Direttore Fabio Piccoli
Editoriale di Fabio Piccoli Venerdi 16 Luglio 2021

Il paradosso dell’emergenza manodopera

Moltissime cantine denunciano la difficoltà di reperire manodopera per diverse attività in campagna, in cantina ma anche sul fronte dell’accoglienza.

di Fabio Piccoli

In questo nostro Italian Wine Tour 2021 stiamo raccogliendo numerose opinioni da parte di produttori e manager su quella che è l’attuale situazione del nostro settore vitivinicolo.

Se sul fronte del mercato le notizie continuano ad essere abbastanza incoraggianti, c’è invece un aspetto che sta creando non pochi disagi alle nostre imprese: quello del reperimento di manodopera. Anzi, raccogliendo le preoccupazioni di tantissime aziende, potremmo parlare di una vera e propria emergenza risorse umane per il comparto vitivinicolo nazionale.

E non si tratta di una cosa nuova, ma di un problema che ormai si sta trascinando da tempo. Tuttavia, oggi questa problematica appare ancor più paradossale data l’attuale situazione economica che farebbe pensare ad una maggiore facilità di reperimento di manodopera da parte delle imprese.

Una difficoltà che coinvolge varie aree di attività delle nostre aziende, a partire da quelle in vigna, dove oggi è diventata veramente un’impresa trovare risorse umane adeguate. La situazione è apparentemente più facile sul fronte cantina se si tratta di enologi, ma diventa decisamente più complessa se la ricerca si concentra sui cantinieri.

Ma un altro fronte decisamente scoperto è quello dell’accoglienza in tutti i suoi diversi ambiti.

Mi ha fatto decisamente impressione l’imprenditore che, disperato, ci ha fatto entrare nel suo ristorante aziendale bellissimo ma fermo da mesi non per i prolungati lockdown, ma perché non riesce a trovare né personale di cucina né di sala. Quest’ultima denuncia è assolutamente in linea con quanto ci viene riferito quotidianamente dai ristoratori italiani, che oggi non riescono ad intercettare al meglio la ripresa proprio a causa della difficoltà enorme di reperire personale.

Un incredibile paradosso, ripeto, che ritengo sia gravemente sottovalutato, considerando le gravi conseguenze che sta causando e che potrà causare anche nel prossimo futuro. Per questa ragione diventa essenziale comprenderne le cause.

Tra queste, quella più evidente sembra essere la mancanza di regole per l’assunzione studiate appositamente per un settore “atipico” come quello agricolo. La fine dei voucher ha sicuramente complicato la vita alle imprese in cerca di personale (soprattutto quello stagionale).

Ma è indubbio che anche l’assenza o la carenza di percorsi formativi specifici per alcuni ruoli chiave nell’azienda vitivinicola ha un notevole impatto soprattutto nel reclutamento di figure come il potatore, il trattorista, il cantiniere.

Ma ritengo che sarebbe limitativo soffermarsi solo sulle due problematiche sopra evidenziate. Esiste, a mio parere (ma anche ascoltando le motivazioni di molti produttori), una terza causa che potremmo considerare di natura sociale. La scarsa appetibilità di alcune attività di campagna soprattutto per le generazioni più giovani. Un disinteresse nei confronti del lavorare in agricoltura che non ha nulla a che fare con il tema della retribuzione. Anzi, è bene sottolinearlo: aldilà dei drammatici e gravi fenomeni di caporalato che vanno costantemente denunciati e monitorati, l’agricoltura (e la vitivinicoltura in primis) può rappresentare un’ottima opportunità anche economica per molti dei nostri giovani.

L’ho scritto altre volte e l’ho detto anche a voce a molti giovani che ci interpellano per entrare a lavorare nel mondo del vino: se volete veramente lavorare nel settore vitivinicolo prendete seriamente in considerazione la possibilità di entrare dalla “porta della vigna” e non sempre solo quella dell’ufficio. Sarà probabilmente la “palestra” migliore per allenarsi al mondo del vino.

Va infine evidenziato un ultimo aspetto che qualche produttore denuncia come possibile causa di questa difficoltà sul fronte del reperimento della manodopera nel nostro settore e in quello della ristorazione: il reddito di cittadinanza. Sono poco incline a raccogliere denunce che potrebbero apparire demagogiche o di natura politica, ma in questo caso ritengo che una riflessione vada fatta.

Potrebbero alcune politiche di sostegno al reddito scoraggiare l’ingresso ad alcuni lavori ritenuti più faticosi od usuranti? In una fase (prolungata) di grande incertezza soprattutto per i più giovani, potrebbe apparire più semplice rifugiarsi e accontentarsi del sostegno pubblico invece di ricercare con determinazione e coraggio una propria via professionale?

Questo vale ovviamente anche per i tanti migranti che arrivano nel nostro Paese, che sono una risorsa determinante anche per la nostra vitivinicoltura; è fondamentale, tuttavia, che la percepiscano come un'importante opportunità e non come una remota opzione.

 

123