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Editoriale di Fabio Piccoli

Gli editoriali di approfondimento del Direttore Fabio Piccoli
Editoriale di Fabio Piccoli Giovedi 01 Ottobre 2020

Piccoli e grandi errori nella comunicazione del vino: come comunicare un nuovo vino

Una nuova rubrica per aiutare le imprese del vino a comunicare meglio ed evitare pericolosi errori.

di Fabio Piccoli

Con quest’articolo inauguriamo una nuova rubrica dedicata alla comunicazione del vino. 

L’impostazione che vogliamo dare a questi articoli è molto pragmatica, l’obiettivo, infatti, è di dare suggerimenti concreti ad imprenditori e manager coinvolti nella complessa attività della comunicazione. Non abbiamo, pertanto, la pretesa di scrivere l’ennesimo trattato sulla comunicazione del vino ma consigli pratici per evitare, soprattutto, gli errori più gravi.

 

Dedichiamo il primo articolo di questa rubrica ad un tema particolarmente importante per ogni azienda vitivinicola: la presentazione di un nuovo vino.

Su questo fronte riceviamo ogni giorno comunicati da parte di aziende che vogliono far conoscere a media ed opinion leader la loro nuova etichetta.

L’errore più comune che si commette nella comunicazione di questa news aziendale è il non inviare, a corredo della notizia, il vino stesso.

Se questo può apparire un errore veniale se si invia il comunicato ad una testata generalista, che non pubblica pertanto recensioni sui vini, l’errore diventa grave se il comunicato viene inviato ad una testata specializzata.

Pretendere che una testata, che al suo interno ha un’area dedicata anche alla critica enologica, possa pubblicare la notizia di un nuovo vino, con i relativi commenti redatti dall’azienda, senza consentire ai redattori della testata o al wine blogger di poter degustare quella nuova etichetta, appare quanto meno ingenuo.

 

Cosa fare allora? Innanzitutto il fatidico database giornalisti (o media) deve non solo essere aggiornato ma suddiviso anche secondo i diversi profili delle testate o degli opinion leader che si vogliono intercettare.

Le testate generaliste (es. La Repubblica, Panorama, Corriere della Sera, ecc.) sono raramente interessate a comunicazioni “specializzate” dedicate, ad esempio, al lancio di una nuova etichetta. Vi sono ovviamente delle eccezioni, come i quotidiani che hanno rubriche specifiche dedicate a recensioni di vini (es. La Gazzetta dello Sport con le recensioni del noto sommelier Luca Gardini). Vi sono, inoltre, giornalisti “generalisti” che però seguono anche tematiche legate a specifici settori economici (es. Luciano Ferraro de Il Corriere della Sera o Licia Granello de La Repubblica).

E’ pertanto fondamentale avere una profilazione adeguata del proprio database media al fine di inviare informazioni adeguate in relazione al target di riferimento. La genericità non paga mai e rischia addirittura di essere controproducente.

Altro fattore chiave nella comunicazione delle “nuove etichette” è riportare sempre un company profile dell’azienda e, in particolare, dei dati aziendali (ettari, bottiglie prodotte, canali di distribuzione e, magari, anche fatturato).  Come pure è indispensabile che nella comunicazione sia allegata l’immagine della bottiglia e/o dell’etichetta in un formato adeguato (jpeg non pesantissimo per evitare intasamenti della casella postale).

Per quanto concerne, infine, la descrizione del prodotto, nella cosiddetta scheda tecnica a nostro parere risulta importante la descrizione sensoriale del vino. Farla realizzare da un esperto “terzo” evita di farla apparire eccessivamente autoreferenziale.

In questi tempi in cui c'è una forte necessità di utilizzare gli strumenti digitali, un ruolo importante nella comunicazione dei nuovi vini lo gioca il cosiddetto “virtual tasting”.

Su questo fronte è fondamentale l’invio delle etichette che si vorranno far degustare a coloro che sono stati invitati. Assicurarsi al riguardo una corretta tempistica delle spedizioni è fondamentale per evitare che la degustazione avvenga senza che nessuno degli invitati abbia ricevuto i vini.

E’ altresì consigliabile l’invio di due bottiglie per tipologia per poter ridurre il rischio di bottiglie difettate (tappo in primis). Fondamentale altresì l’invio di schede tecniche e la realizzazione di un power point di presentazione dell’azienda e dei singoli vini che si vogliono far degustare per facilitare la comprensione di coloro che vi seguono a distanza. 

Il rischio, infatti, che il virtuale si trasformi in irreale, è molto più grande di quanto si possa immaginare.

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