Quando si parla di Enoturismo e di accoglienza a tutti viene in mente Cà del Bosco: una della prime realtà che ha creduto ed investito nell’hospitality creando un team dedicato esclusivamente ad organizzare visite e degustazioni.

Sono 10 le persone preposte all’accoglienza, coordinate da Massimiliano Mauro, che gestisce l’ospitalità di tutto il Gruppo Santa Margherita. Massimiliano ha un unico mantra: far vivere esperienze. E non solo degustazioni.

Le aziende del Gruppo hanno anime molto diverse tra loro e per questo Massimiliano, pur creando un minimo comun denominatore nelle persone che si occupano di accoglienza, è riuscito a creare dei team di lavoro con impostazioni molto diverse in base all’azienda (lo vedremo nelle nostre prossime visite nel gruppo).

Ecco le persone con cui siamo entrati in relazione:

Francesca Zanatta si è occupata dell’organizzazione e degli incastri prima del nostro arrivo. Se è vero che la prima impressione lascia un marchio e ci predispone in un modo piuttosto che in un altro, con Francesca siamo stati da subito sintonizzati in un campionato di grande professionalità.

Lei ci ha mandato tutti i dettagli e il programma delle visite che avremmo fatto, allegando i riferimenti di chi ci avrebbe accolto, informazioni pratiche e tabella di marcia.

Sono questi i dettagli che fanno la differenza. Non dimentichiamo che l’esperienza del nostro visitatore non parte quando arriva da noi in azienda, ma parte molto prima. Già al momento della prenotazione o dello scambio di mail ci facciamo una idea di come sarà la nostra visita. Aspetto da non trascurare!

In questo complimenti a Francesca che ci ha fatto sentire la sua presenza pur non avendola mai conosciuta.

Monica Faletti, Francesca Reccagni e Alessandra Viola: sono loro che ci hanno fatto compagnia durante la visita e che hanno poi condiviso la degustazione rimanendo a pranzo con noi.

Parlando con ognuna di loro si percepisce come in Cà del Bosco nulla possa essere lasciato al caso e l’attenzione al dettaglio è protagonista di ogni esperienza. Un team che condivide una visione definita e che, pur rispettando le peculiarità di ognuno, ha uno standard di accoglienza codificato e consolidato.

Ci ha fatto molto piacere confrontarci con loro e capire le complessità di gestione di un polo di accoglienza cosi importante.

E, ancora una volta, possiamo dire di aver capito che dietro al successo c’è sempre un duro lavoro e una attenta pianificazione. Non c’è nulla di regalato o di scontato.

I suggerimenti e le idee di accoglienza che abbiamo colto dal modello Cà del Bosco:

  • anche se facciamo visite con gruppi misti di persone è importante provare a targhettizzare i nostri enoturisti per poter impostare la visita nel modo più personalizzato possibile;

  • La visita inizia prima dell’arrivo nel piazzale: non trascurare i dettagli e il calore organizzativo durante la fase di prenotazione;

  • anche se sei in un luogo esclusivo crea vicinanza con l’enoturista e fallo sentire al centro dell’esperienza.