Oggi parliamo di una delle nostre pillole preferite, ovvero la pillola dei “fermentini” (o dei tecnicismi).

Partiamo dal presupposto che, dal nostro punto di vista, è importantissimo che chi si occupa di accoglienza sappia più cose possibili sul territorio, sulla vita dell’azienda e sui vini che produce. Ma, allo stesso tempo, crediamo che perdersi troppo nei tecnicismi e dilungarsi nelle spiegazioni di aspetti complessi del vino sia superfluo e, talvolta, controproducente.

Se il nostro interlocutore conosce perfettamente i metodi produttivi, la spiegazione risulta inutile; sarà allora molto più avvincente ed evocativo raccontare qualcosa di speciale e distintivo sulla propria azienda. Al contrario, se ci troviamo davanti un visitatore inesperto, il tecnicismo può essere apprezzato se semplificato in un’ottica puramente divulgativa.

Ciò non significa che siamo contrari al tecnicismo o nemici del fermentino (anzi, siamo dei grandi fan): crediamo piuttosto che occorra sempre munirsi di buon senso per capire chi si ha davanti e orientarsi di conseguenza, evitando che la visita diventi noiosa per gli enoturisti.

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